13 novembre 2010

È iniziata la campagna elettorale. Al Maga di Gallarate la Gelmini elogia Berlusconi e dimentica Consolandi. E Vicente Todolì s’imbufalisce…

 

di

Il Ministro Maria Stella Gelmini
No, no. Non è un film di Totò. È tutto vero ed capitato venerdì sera, a Gallarate, a margine di una cena durante la quale il Maga presentava la sua “associazione amici”, il Circolo dei Maghi. Cosa è capitato? È capitato che, prendendo la parola, l’invitata d’onore alla serata Maria Stella Gelmini abbia trascurato di parlare della mostra che si andava ad inaugurare, dedicata alla collezione del mitologico collezionista Paolo Consolandi, e si sia prodotta in una difesa a spada tratta del premier Berlusconi e delle sue “capacità empiriche” di barcamenarsi nella politica italiana.
Un discorso partitico che, secondo quando riporta il Corriere della Sera, avrebbe fatto andare su tutte le furie un altro invitato di riguardo, l’ex direttore della Tate Vicente Todolì, il quale senza giri di parole avrebbe accennato durante la cena che “non esiste al mondo che un ministro parli di politica durante l’inaugurazione di una istituzione culturale”, dicendosi “indignato”. A quanto pare gli ospiti “di settore” della serata (Francesca Pasini e Angela Vettese su tutti) avrebbero lavorato per ricomporre lo strappo e Todolì, che non ne ha voluto sapere di prendere la parola venerdì sera, sarebbe stato invitato dal sindaco di Gallarate per una conferenza alla fine della mostra.

[exibart]

49 Commenti

  1. Francesca Pasini e Angela Vettese pronte a ricucire lo strappo… buona questa. Se non vi è serietà nel nostro sistema, molto lo si deve anche alla loro piaggeria dinanzi ai poteri forti.

  2. Aggiungo che purtroppo non si capisce perchè un certo sistema politico in italia abbia ormai intaccato la cultura, e anche quella che noi italiani consideriamo la “migliore” arte contemporanea. La stessa Angela Vettese proviene da una stagione professionale dove la sovrapposizione di incarichi e di conflitti di interesse farebbe impallidire lo stesso Berlusconi. Però in questa italia malandata, nel settore della cultura, dell’arte, (settori leggeri) tutto sembra essere lecito…per poi lamentarsi puntualmente per i tagli alla cultura. Io credo che non a caso un anno e mezzo fa’ è saltato fuori Luca Rossi con il suo sistema autosostenibile. Oggi comprendo molto bene le parole di Fabio Cavallucci quando lo considera il migliore artista italiano in questo momento.

  3. ma cosa c’entra Luca Rossi? ma siete veramente incredibili, quelle due parole stanno diventando come ‘un attimino’ di qualche tempo fa, una metastasi del linguaggio.
    si parla, giustamente, della pessima figura che avrebbero fatto, stando alle parole dell’articolo, Vettese e Pasini, quando ci ha pensato uno straniero a indignarsi con la ministra-balilla, e salta fuori, come uno spot mentre si sta guardando la partita, il Luca Rossi, o direttamente o per interposta persona.
    please, stop it!

  4. ancora a dare credito a questa presenza inqualificabile e masturbatoria della MSG? sarà anche un ministro della repubblica ma è anche una sfigata tombale. Oltre a fare danni alla scuola ora ci si mette anche a menar sfiga all’arte. mah!

  5. Se chiami un camionista ti parlerà di tir, se chiami un fornai di parlerà di pane, se chiami la Gelmini ti parlerà del governo. Io mi stupisco degli idioti che si stupiscono.

  6. scusate, ma se si INVITA come OSPITE d’ONORE una come MSG, il minimo che c’era da aspettarsi (conoscendo lei e le modalità politiche del suo schieramento) era questa sua ridicola uscita, oltretutto di una ciecità e cafoneria vergognosa… Che vuoi “ricucire”, adesso?, l’ennesimo esempio di risibili cialtroni che abbiamo dato anche su piazza internazionale?

  7. Questi noti curatori sono come le bandiere, si schierano secondo la direzione del vento.Adesso, inizia la campagna elettorale, sono giè pronti a schierarsi con il vincitore. Ecco perchè in Italia si va male. Questi noti paraculi, mandiamoli a lavorare nelle fabbriche.

  8. Una notizia fondata su un “A quanto pare” è un po’ poco per una rivista seria come spesso sa essere Exibart. Non sarebbe stato difficile verificare l’accaduto presso la direzione del museo o noi curatrici. C’è chi attira l’attenzione facendo campagna elettorale in modi indebiti e chi si affida al pettegolezzo.

  9. Io invece mi stupisco della gente che non si stupisce più di niente! Todoli ha detto una cosa semplice: “in nessun paese un ministro invitato in una occasione del genere parla di politica elogiando o difendendo il suo ‘padrone'”. Ci scordiamo che i MINISTRI, prima che membri di un partito, sono i rappresentanti delle ISTITUZIONI, e quindi di tutti. Questa è civiltà, il resto sono solo i danni del berlusconismo.

  10. Ammettiamo e assolutamente non concediamo che di pettegolezzo si tratti, è anche “un po’ poco” per affibbiar patenti di scarsa serietà, con questo tono poi…

    Ad ogni modo “a quanto pare” si riferisce ad un report della serata da parte di Varesenews (http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=187841) dal quale abbiamo tratto spunto per cotanto pettegolezzo. VareseNews è evidentemente un pericoloso foglio di gossip che mina la “serietà” della paciosa Insubria…

  11. Ma hanno scritto che la Vettese ha riportato calme le acque e quella regiasce in modo acido così? Mbha… Mi pareva una cosa positiva.

  12. Fatemi capire: è falsa la notizia in toto (e allora Vettese se la dovrebbe pigliare con il Corriere della Sera) o è falsa la notizia che sia stata lei a riportare la serata sulla retta via (e allora sela dovrebbe pigliare con VARESEnews)?. Non ho compreso quale e’ il problema.

  13. Gentile Signora Vettese se come ella ha giustamente sostenuto : “è a quanto pare un po poco per una Rivista seria come Exibart
    scrivere cio'”, puo’ onorare Noi ,(NOI LETTORI) con licenza, sapere della sua chiara posizione in merito all’intera faccenda?
    La domanda non è poi cosi insolente come sembra ; prenda posizione prima che sia troppo tardi : la casa brucia.

    Grato della sua sicura risposta, la saluto cordialmente.

  14. mah il tono della vettese non lo percepisco così arrogante ma piuttosto abbastanza scocciato di una che sottolinea solo di informarsi bene prima di pubblicare una notizia prendendo spunto da un magazine padano on line …non mi sembra proprio un atteggiamento professionale visto che le informazioni andrebbero verificate almeno da chi pratica la professione come primo lavoro ….

    la vettese sta sulle palle a tanti ma purtroppo credo che possa permettersi di essere anche antipatica e questo non glielo si perdona….
    sul fatto che abbia tanti incarichi mi domando perchè non si facciano le pulci a gioni,bonami o celant …visto che ne hanno una mrea anche loro

    per quanto riguarda todolì invece di venire a rompere le palle in italia che cominci a fare le pulci al suo di primo ministro visto che in sordina ha dato l’autorizzazione ai moratti di costruire una raffineria in spagna…
    informatevi bene prima di lapidare …

  15. Che schifo Sara! certamente non siete capaci a far altro che insultare,solo perchè dall’altra parte! E’ proprio della vostra cultura isultare,denigrare,disprezzare,solo le vostre granitiche convinzioni sono insindacabili,mentre siete solo degli stalinisti inguaribili e ignoranti.Siete sempre cosi’ sicuri che fate pena nelle vostre volgari certezze,ma l’unica certezza è la vostra incapacità di dialogare

  16. Lei Giovanna è in errore; la notizia non è stata pubblicata da Exibart ma la stessa l ha ripresa come fonte e questo lo puo’ tranquillamente constatare consultando google.
    Del tono della Dr.ssa Vettese, mi perdoni, ma nessuno ha affermato che fosse arrogante ; un pizzico di risentimento lo si poteva cogliere laddove la stessa adombrava (per me a torto) la scarsa serieta’ della rivista in un frammento della notizia di scarsa rivelanza…. “”a quanto pare le curatrici ecc ecc ecc” ; Cio’ che è rilevante è senza dubbio la condotta inopportuna e me lo consenta piuttosto sciocca (alla luce della evidente crisi nella maggioranza) del Ministro che ha dimenticato essere alla inaugurazione di un evento artistico ed ha scelto invece di fare un comizio; se proprio non aveva i mezzi per argomentare le opere di quell’artista avrebbe potuto ad esempio informarsi prima oppure , perche’ l’argomento è di vitale importanza ,sempre ad esempio , chiarire la posizione del suo governo in merito ai tagli al bilancio della cultura(senza le solite pratiche dilatorie del “”tutto va bene tutto è a posto).
    Non è bello , inoltre, da parte sua offendere il Todoli’ solo perche’ ha espresso la giusta indignazione verso una condotta manifestamente deprecabile; lo avrebbe il medesimo , sicuramente fatto anche se per assurdo fosse stato invitato poniamo l’allenatore della Juventus e lo stesso anziche’ discutere della mostra avesse discusso esclusivamente di schemi di gioco del calcio.
    La saluto.

  17. vettese dice3: “Non sarebbe stato difficile verificare l’accaduto presso la direzione del museo o noi curatrici”.
    E chi siete voi, il Verbo??? notizia rportata anche dal Corriere, un po’ di etica non uasterebbe!

  18. In Italia c’è una malattia molto dannosa, si chiama, adulazione del potere di turno. Nessuno ha il coraggio di esprimere una citica obiettiva e costruttiva, senza guardare in faccia a nessuno.. –

  19. mah prima si parla di notizia presa dal corriere poi da varesenews…
    la redazione parla di tono un pò così usato dalla vettese…e comunque non è che la stampa sia l’oracolo soprattutto in italia e una rivista che si occupa d’arte avrebbe potuto approfondire la news visto che è il suo lavoro…
    comunque non cambia niente e avete ragione anche su todoli e sul fatto che non è bello avere da ridire …non sia mai
    no problem

  20. Ahi, Ahi, la polemica arriva al Maga, a molti piace, ma noi preferiamo pensare che ognuno è responsabile di ciò che dice, ministri compresi. Noi parliamo attraverso la mostra, venite a vederla! E continueremo a parlare, con tutti quelli che vorranno, di arte contemporanea, del suo rapporto con le istituzioni, con i collezionisti e con chi vuole conoscerla. Vicente Todolì tornerà per questo: vi aspettiamo.

    Emma Zanella, Francesca Pasini, Angela Vettese

  21. Sia detto, per dovuta chiarezza, che verso il Maga non è stata fatta nessuna Polemica; Le polemiche, di solito, sono solo la via per coloro sprovvisti di serie argomentazioni (insomma una questione di sfaccendati). Lo dico pacatamente , il Maga non è in discussione ne tantomento i comportamenti dei singoli partecipanti all’evento e seriamente interessati ad esso. Dunque scriverei di giusta e dovuta contestazione di una “condotta” diventata cosi’ comune nei rappresentanti del centro destra, di farla sempre fuori dal vaso. Mettiamola cosi’.
    Ogni onore e giusto riconoscimento al MAGA come ad ogni altra seria istituzione che si occupi altrettanto seriamente di Arte “”cosidetta” Contemporanea.
    Buona giornata.

  22. Al di là del doveroso tributo a una figura chiave del collezionismo milanese, un vero signore d’altri tempi, registro l’intensificarsi nelle istituzioni italiane di mostre di collezioni private…ma i curatori non riescono proprio a produrre un’idea?

  23. Il miglior artista italiano, non esiste, se non nel libro delle fiabe, scritte dai servi del potere. Luca Rossi è semplicemente un buon commentatore, come tanti altri bravi che scrivono su questo interessante blog.

  24. Oreste (grande bellissimo nome!) quel che dice dovrebbe porre una pietra tombale su certe demenziali dichiarazioni, secondo le quali basterebbe scrivere commenti sofistici su questa o quella mostra, su questo o quell’artista (sempre, rigorosamente, italiani) per diventare, prodigiosamente (come con il gioco delle tre carte..) “il miglior artista italiano”.
    per la cronaca (e per gli smemorati), la temeraria definizione venne a suo tempo formulata da Cavallucci.

  25. Molto divertente questo ridimensionare tutto. State tranquilli, è tutto calmo, tutto mediocre, così che voi possiate sentirvi rassicurati.

    Francamente cerco di dialogare con la realtà che riporta Exibart. Exibart parla di tutto, e non solo di italiani o dei “soliti” italiani. Bella anche questa contrapposizione italiani-stranieri, ancora a rimarcare (se ce ne fosse bisogno) un complesso di inferiorità e un esterofilia mai risolti. E poi guardando un formicaio si può parlare dell’universo, o no?

    Ma tranquilli, non mi interessa essere l’ennesimo artista per come lo avete in testa voi. Tutto tranquillo. Ora tornate a ,lentamente, a leggere Moussoscope nel vostro spazio no profit. Tutto bene.

    Bacioni

  26. R c? Ti riferisci a quegli sfortunati del progetto Oreste? Cosa e’ rimasto di quel progetto? Poche personalità individuali (quel vago collettivismo ha fallito) ormai marginali anche sulla scena italiana.

  27. Non è importante, chi si nasconde dietro una penna. Sono i contenuti che contano. Si scrive per il gusto di scrivere, senza conoscere il lavoro degli artisti, tantomeno i fenomeni culturali del passato e del presente.
    Al contrario di quello che si creda, l’ignoranza in materia, è diffusa proprio in alcuni notabili dell’arte.

  28. Caro R C, in italia nel “migliore” sistema dell’arte contemporanea c’è qualcosa di malsano. Mi riferisco soprattutto alla cricca del quartierino milanese. In molti la pensano come Luca Rossi ma hanno timore di esporsi, questo te lo posso assicurare. La presenza di Luca Rossi è fondamentale proprio per ridimensionare certe degenerazioni provinciali di milano, ma anche di torino e venezia. La cosa interessante è che Luca Rossi viene criticato dal sistema che punzecchia ma anche da quelli che vorrebbero partecipare al sistema, che lo criticano sottobanco ma che ne sono fuori (come molti di quelli di Oreste, come forse tu r c). Quindi rimangono a seguirlo solo le persone veramente lucide ed indipendenti che sono in grado di essere ora d’accordo e ora a favore, senza avere pregiudiziali.

  29. Letizia, Buongiorno,
    mi permetto aggiungere al suo commento al sostantivo “Ignoranza” , l’aggettivo “calcolata” ; mi perdoni, lo vorrei sotto lineare perche’ quando si scrive di notabili dell’arte non ci si dimentichi che esiste un circuito o se preferisce una rete di poteri che ruota intorno ad essi.

    La saluto.

  30. Rossi, abbi l’accortezza nonche’ il buon gusto di NON imitare , lascia che ti dica anche in modo cialtrone , le performance tipiche di un Barone di Munchausen.
    Non ti tirare fuori dal mondo (seppure piccolo come quello dell’arte) quando ti rivolgi ai Voi ….Voi state tranquilli…ecc ecc., sparando a destra e manca sentenze ; ci sei coinvolto come non diversamente sono coinvolti nel sistema in cui viviamo coloro che chiedono l’elemosina fuori gli ipermercati.

    Sei solo un emergente, porta pazienza altrimenti devo intuire che hai letto Agamben solo Oziosamente, giusto per fissare una bandierina nella tua ikea fatta in casa.

  31. gentile francesca, lei si fida un po’ troppo dell’efficacia del suo metodo deduttivo ‘alla Scherlock Holmes’ e alla fine dà troppe cose per scontate.
    io, mi creda, non so cosa cosa sia il “progetto Oreste”, citato da un certo Gus (credo vi conosciate piuttosto bene..) e ieri ho commentato, apprezzandolo, il commento di un certo Oreste di Livorno, trovandomi pienamente d’accordo con lui.
    non so nemmeno cosa sia questa fantomatica “cricca del quartierino milanese”, che a lei pare ben nota.
    ogni tanto intervengo per dire la mia su certi atteggiamenti che su questi forum stanno diventando purtroppo normali, certe allusioni, certi ammiccamenti, tutto molto italiano, decisamente provinciale (e mi tengo un altro termine più pesante, perché non è il caso).
    avete deciso, non si sa bene come (o meglio si sa, sono le modalità tipiche della cultura televisiva che pervade questo sciagurato paese da decenni, la cultura dell’apparire quel che non si è) avete deciso che L R è “il più importante artista italiano”, un’affermazione talmente stupida e immotivata da mettere in imbarazzo tanti, esclusi voi, ovviamente.
    infine, che cosa siano “certe degenerazioni provinciali di milano, ma anche di torino e venezia” dovreste proprio spiegarmelo, ma in modo molto ben argomentato, con nomi e cognomi, senza allusioni, ammiccamenti e sottintesi.
    e apprezzerei molto anche se lo faceste senza quel tono saccente da maestrina della penna rossa che si degna (ma con quanto sforzo!) di spiegare agli altri (a qualcuno che nemmeno si conosce) come si sta al mondo.

  32. Io apprezzo molto Maurizio Cattelan. Ma credo che in questa fase storica non ci servono altre figure (il termine artista sembra non piacere a Cattelan quanto a Rossi) che sfuggono e che non parlano. Ci servono persone che “parlano” di tutto, che COMMENTANO in modo tagliente, perchè tutto è fatalmente collegato in questa fase.
    R c dovresti spiegarci perchè LR non è il migliore artista italiano in questo momento. Perchè Cavallucci ha dato la sua opinione. Ma anche Di Pietrantonio pensa che l’operazione di Rossi sia la cosa migliore in italia in questi ultimi anni. E anche Andrea Lissoni apprezza i progetti specifici. Io sono detrattore di Rossi dalla prima ora, ma in questi mesi ho avuto modo di ricredermi. Non parlo del blog e di tutta la cornice critica (anche se per un buona volta critica specifica facendo nome e cognomi, entrando nelle opere altrui) ma dei contenuti specifici dei progetti di LR. Contenuti che nessuno sa affrontare in italia. Le uniche bussole sono le scelte scontate del premio Burla o di quei 3 curatori in croce complessati ed esterofili. Penso per esempio alla cricca di Peep Hole (tanto per fare i nomi che Francesca non fa): costoro ,oggi, vendono quadretti di giovani artisti per potersi autofinanziare. Probabilmente senza nemmeno pagarci sopra le tasse (ma poi sono i primi anti berlusconiani). Se disprezzano così tanto l’italia vadano all’estero o cerchino sponsor invece di approfittarsi dei giovani artisti e dei collezionisti (perchè cosa volete che possa valere un quadretto di un delle centinaia di artisti italiani?). Invito RC a motivare le sue dichiarazioni. Grazie.

  33. Caro LorenzoMarras,

    Siamo tutti coinvolti, certo. In italia non si perdona mai il successo. E’ veramente molto divertente. Prima delle dichiarazioni positive di alcuni operatori autorevoli Luca Rossi era un frustrato e invidioso e acclamato da tutto un sottobosco di sedicenti artisti e aspiranti al sistema. Poi, dopo certe dichiarazioni, Luca Rossi è criticato da tutti: dal sistema che critica e anche da alcune figuri silenti che aspirano al sistema e vedono in Rossi il successo che loro non hanno ottenuto. Detto questo a me non importa nulla di fare l’artista. Non saprei neanche cosa portare dentro l’ennesimo spazio espositivo autorefereziale, molto meglio un soggiorno in una SPA.

    Credo che l’arte,soprattutto se contemporanea, debba riappropriarsi di una certa autenticità. E gli artisti dovrebbero mettere in discussione il loro ruolo silente ed autoreferenziale. Invito al blog per maggiori dettagli.

  34. Gentile Signora, o, Signorina Francesca Tutti i sistemi per il fatto di essere tali sono malsani ed il perche’ è anche ovvio, in linea generale essi implicano disciplina obbedienza e cosa ben peggiore perche’ frequente e direi inevitabile “conformismo”.
    Io e Lei ma anche altri , ne facciamo parte (non è il caso che faccia degli esempi). Tornando al tema di casa, o meglio al “sistema” arte posso tranquillamente farLe constatare che nuovamente io , lei, Rossi RC e altri pinco pallino .. ecc ecc per il fatto di commentare qui in questo spazio (anche se ci fa orrore pensarlo) NE FACCIAMO PARTE… chi naturalmente per sciocca ambizione di fregiarsi con un x y curriculum artistico di una inutile patacca… chi per ambizioni teoretiche …chi semplicemente per curiosita’ …chi come Rossi per stupide , e me lo lasci sottolineare inoffensive ambizioni di “”eversore”” del di Lei citato sistema (cricca del quartierino) chi anche per puro lavoro , mi riferisco agli operatori in senso stretto , chi per puro denaro… ecc ecc ecc .
    Dunque Non esiste un “fuori” e non esiste un “dentro” , non stiamo parlando di una banda di grassatori che sta fuori una banca cercando di penetrare all’interno per arraffare il bottino .
    questo glielo dico perche’ parlando del Rossi Lei non puo’ abusare delle parole per rappresentare un fenomeno ” ROSSI ” come presenza (presumo interprendoLa antagonista del sistema) in grado di indicare una via nuova rispetto a quelle conosciute e a quanto parte IMPERATIVE per il loro carattere di monoliticita’.
    ROSSI non solo fa parte del sistema ma ne è assorbito; quando viene invitato a scrivere su Flash Art cosa crede Francesca, lo facciano per cortesia o per buone maniere ? lo fanno perche’ lo riconoscono gli appiccicano una bella medaglia di “rompicoglioni” di comodo e tutto FA BRODO .Ecco creato il personaggio ROSSI . Perche’ scusi per Basquiat la cosa , forse cambiava ? era di colore, tossicodipendente sfaccendato ed altro.. era fuori ..uno sfortunato della societa’.. ecc ecc ecc è bastato qualche disegnino da bambino colorato.. ed una sfrenata ambizione per creare L’ARTISTA NERO . vabbe’ Rossi non è sicuramente BASQUIAT.
    Mi scusi , lascio perche’ il SISTEMA mi chiama.
    La saluto .

  35. Rossi, parliamoci chiaro e non giochiamo , non dico con le parole ma con la parola.
    Innanzitutto lascia che ti dica che il SUCCESSO FA SCHIFO. Te lo dico questo perche’ leggere cosi’ da te (non ti sei accorto ma hai usato una forma qualunquistica) dimostra ancora di piu’ che la tua presunta Alterita’ rispetto a quelle solite pratiche artistiche che tu ritieni obsolete, autorefenziali e superate è piu’ esteriore che autenticamente provata.
    e ora ne hai dato la prova. Il successo fa schifo sia come concetto sia anche come dato acquisito ovvero colto nella sua realta’, perche’ il successo uccide la persona, la sua intimita’ interiore e lo costringe a guardare sempre piu’ il fuori che il dentro – il Successo , Rossi, ESPONE … e mi meraviglia che tu che abbia letto Agamben che sul tema della esposizione al mondo ha scritto pagine molto belle , sia esordito con una frase cosi’ , francamente BRUTTA.

    Rossi, tu non sei l’imputato di questo blog. Io non sono il tuo giudice. Tu Rossi NON hai nessuna colpa e te lo dico perche’ la colpa, Rossi, è divina.

    Dunque Rossi, auguro a te il meritato successo .
    Massimo Gioni è avvertito.
    Buona serata Rossi.

  36. Bernabei, lei straparla, forse sta troppo davanti al televisore.
    rispondere a una domanda con un’altra domanda (ovvero omettere di rispondere, forse perché non si sa che dire) è un espediente veramente patetico, ancorché molto praticato su queste pagine, e sugli schermi televisivi, certo.

  37. In Italia, in questi ultimi vent’anni, le tensioni sociali e lo scontro politico hanno messo in crisi le strutture artistiche e la loro stessa funzione. Alcuni noti artisti italiani (discutibile sul piano dei contenuti) al culmnine del successo critico e commerciale, hanno assunto posizioni conservatrici nei riguardi della loro condizione professionale. Non si sono affatto sottratti alle leggi e al mercato dell’industria culturale globalizzata. Una buona parte di artisti italiani inseguono la chimera del successo, per vendere oggetti. Altri, continuano ad emulare ricerche estetiche del secolo scorso, o inutili esercizi di provocazioni salottiere. E’ del tutto assente, un’organica contestazione del sistema malato della comunicazione artistica contemporanea. Mancano nuovi modi e strumenti di diffusione della cultura e dell’arte, basati su progetti liberi e non condizionati dal mercato e dal potere politico. Progetti, capaci di incidere concretamente sulla società che si vuole cambiare. Come diceva M. Duchamp: (per essere artisti, non è poi, così necessario produrre oggetti per il mercato). Se da una parte il sistema tecnologico della rete globale diffonde e amplifica l’informazione di massa della cultura e dell’arte, dall’altra, si assite impotenti allo svilimento delle potenzialità comunicative dell’arte. Sembra, che nessuno artista, si faccia carico di queste contraddizioni. Eppure, gli studenti i lavoratori conducono una lotta per una cultura di valore, non televisiva o di massa, col fine di realizzare, un’ipotetica società, liberata dallo strapotere di caste culturali, baronali e piccoli borghesi opportunisti che imperversano in questa povera Italia.

  38. Non si tratta di sinistra o di destra. La Riforma Gelmini ede profondamente gli esperimenti fatti sulla formazione artstica unniversitaria, a meno che i decreti attuativi non la modifichino almeno in parte. Infatti, al contrario di quanto si comunica normalmente, con la riforma il potere passa assai più di prima ai cosiddetti baroni, ovvero professori ordinari (e di arte contemporanea ce n’è assai pochi): tutte le decisioni importanti, che un tempo erano condivise con i docenti associati, verranno prese dal vertice della piramide. L’andamento piramidale dell’università risulta assai accentuato dalla rifoma stessa. I professionisti (cioè artisti e curatori internazionali) sono di fatto esautorati dalle decisioni e soprattutto viene molto diminuita la loro presenza, come non ha mancato di sottolineare anche il presidente Napolitano: l’università dovrà avere un 70% di docenti “strutturati” e i contrattisti vengono quindi ridimensionati per numero, anche laddove si trattava di contratti di eccellenza fatti a persone di qualità riconoscosciuta. Cosa che per il made in Italy complessivo è un passo indietro, perchè non si imparano moda, design, arti visive e performative dai soli professori di carriera. Per quanto mi riguarda, il corso che ho impostato e dirigo da dieci anni all’Università Iuav di Venezia, un esperimento pilota che si ispira a quanto accade nelle università anglosassoni di fine arts, viene messo in profonda discussione. Si ritorna insomma ai tempi in cui l’istruzione artistica veniva ghettizzata in luoghi “minori” , quasi che per l’Italia il campo delle arti visive fosse appunto da considerarsi minore o minorato (sono state infatti ratificate istituzioni come gli Ied e il Cepu con un decreto superrapido il 13 dicembre), mentre a noi “vere” università resta da rispettare un numero di vincoli che ci impediscono la necessaria flessibilità. Questo va nella direzione di una progressiva facilitazione per gli enti universitari o pesudounivesitari privati, con lesione evidente del diritto allo studio (dati i costi di queste strutture private), Purtroppo il mondo artistico non manifesta grande attenzione agli aspetti della formazione, che invece stanno alla base del nostro arretramento come sistema-paese anche nelle discipline che ci vedono tradizionalmente protagonisti.
    In un colloquio con il sottosegretario Pizza, circa un anno fa, ho avuo assicurazione che ci sono piccoli spazi di manovra per potere ottenere una sorta di statuto speciale per le facoltà più legate, appunto, agli ambiti creativi, ma la mia posizione di semplice docente associato non mi consente di fare di più. Invece di discutere di piccole cose credo che queste pagine dovrebbero porsi seriemanete il problema di DOVE VA L’ISTRUZIONE ARTISTICA.

  39. Cara Angela, pensi che abbia senso proporre una formazione artistica a giovani che saranno futuri disoccupati o precari? Prima o poi le rendite dei nonni finiranno e i giovani dovranno lavorare. Non credi sia meglio creare prima le condizioni affinché questi giovani non siano disoccupati?

  40. Dal mio dialogo con Micol Di Veroli: “La presenza di un’opinione pubblica alfabetizzata, interessata ed appassionata porterebbe maggiore meritocrazia e più denaro. Quì non si tratta di capire le mostre di arti visive, ma di formare un coscienza e una sensibilità che poi si riflettono nell’archietettura, nella politica, nel quotidiano, nella cultura e nella società.” Contraddirsi è segno di elasticità.

  41. Caro Luca Rossi
    Il pubblico a cui penso io non e’ certo quello che si iscrive alla Iuav. Quelli dovrebbero essere i futuri addetti ai lavori.

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