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Tra i serio e il faceto “China Made in Italy” può far parecchio riflettere. Di cosa si tratta? Di un concorso, che si svilupperà in un’esposizione, a partire dall’idea che in Italia abbiamo della Cina, dei suoi prodotti, della tradizione e chi più ne ha più ne metta, per portare alla luce una serie di opere che spazino dalla pittura alla fotografia, dal design al fashion. Tutto rigorosamente realizzato in Italia con il pensiero rivolto all’oriente. Organizzatore di questa iniziativa l’associazione Tomato Catch Up di Torino, che ha promosso la prima edizione lo scorso anno, in collaborazione con l’Accademia Albertina. Un modo anche per avvicinarci alle nostre città e alle loro zone più calde. A Torino si tratta di San Salvario, dove l’associazione ha il quartier generale in una vecchia rivendita di ricambi auto, zona della creatività, della movida ma anche dei conflitti e delle contraddizioni sociali. Quest’anno la manifestazione si sposta anche a Milano, in zona Paolo Sarpi, la chinatown del capoluogo lombardo, altra realtà di grande incontro e talvolta scontro tra le culture che la abitano. Per aderire al progetto e autocandidarvi avete tempo fino alla fine del mese. Tutte le info su www.tomatochatchup.it (m.b.)




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