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Ottime notizie da Hong Kong, dove ieri si è chiusa la quinta edizione della fiera d’arte della città, di cui abbiamo raccontato nel Primo Piano “Hong Kong. L’ultima volta della Cina, prima dell’incrocio svizzero”.
Oggi escono i dati relativi alle vendite, al pubblico e le prime dichiarazioni da parte dell’organizzazione, di un moto d’ansia per l’attesa del debutto di Hong Kong Basel, per il prossimo maggio. Ma andiamo per gradi: quest’anno incremento del 6 per cento dei visitatori rispetto al 2011 -oltre 67mila le presenze registrate e alcune vendite molto, molto buone, di gallerie sia asiatiche che occidentali, sintomo di un mercato davvero poliglotta che con l’ingresso di Basel probabilmente sarà ancora più strutturato.
La galleria De Sarthe di Hong Kong ha venduto No. 313, opera dell’artista cinese Chu Teh-Chun del 1969, per oltre 3 milioni di dollari ad un collezionista del sud-est asiatico. Stessa galleria e nuovo record per un pezzo di Hans Hartung del 1966, venduto ad un collezionista di Singapore per 400mila dollari. La selezione boettiana proposta da Tornabuoni Arte di Parigi ha riscosso un successo clamoroso, vendendo 5 pezzi di carattere museale, compresa una Mappa del 1984 del valore di 1 milione di euro.
Elegia alla Repubblica Spagnola n° 45, del 1960, di Robert Motherwell è stato venduto dalla Galleria Bernard Jacobson, sedi a Londra e New York, per 1 milione di dollari.
Collezionisti asiatici invece da White Cube, che ha venduto George Baselitz per 500mila euro, mentre Hauser & Wirth, Londra e Zurigo, fa affare con clienti latini sulla scultura in argento Western Mash Monument, 2006/2011, di Paul McCarthy, per 450mila dollari e Sprüth Magers totalizza 300mila dollari con due recentissimi lavori rispettivamente di Sterling Ruby e George Condo. Ora non resta che aspettare e seguire step by step le già bollenti promesse della fiera edizione 2013 che però, data la storia vincente (e recente) di Art Hong Kong, non scardinerà di certo la struttura della grande fiera.













