22 maggio 2012

Sei film intorno all’arte. Una maratona che parte domani al cinema Odeon di Firenze

 

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Le relazioni tra il presente dell’arte e il suo passato nel cinema. Questo il nucleo fondamentale del ciclo “Sei film intorno a una mostra”, in relazione all’esposizione “Arte torna Arte” alle Gallerie dell’Accademia di Firenze. Da domani al 25 maggio, al cinema Odeon di Piazza Strozzi, a cura del festival “Lo schermo dell’arte”, si cerca di indagare il rapporto tra la creatività dell’autore, sia esso il cineasta che prende parte come elemento sottinteso nella sceneggiatura o, nel caso dei tre documentari proposti, l’artista oggetto della narrazione e il patrimonio della tradizione, inteso come elemento paradossalmente necessario alla stessa originalità dell’opera. 
Si parte con il corto di Kurosawa I Corvi, episodio del film Sogni, dove il protagonista (alter-ego del regista) si ritrova in un quadro di Van Gogh alla ricerca del pittore, che però dice di non poter perdere tempo a parlare con lui. Dopo una vana ricerca tra la sagoma del pittore che sfugge di continuo in uno dei suoi celebri campi il fischio di una locomotiva riporta il protagonista alla realtà di fronte al quadro omonimo; si passa poi a Il ventre dell’architetto di Peter Greenaway, del 1987, e Arca russa di Aleksandr Sokurov, del 2001, proiettato giovedì alle 21, dove in un unico piano sequenza il protagonista si ritrova come in un sogno all’Ermitage, attraversando via via la storia della Russia. I documentari invece rappresentano i tre modi più usuali con cui la cinepresa ha indagato l’arte contemporanea: la registrazione di una performance in Seven Easy Pieces by Marina Abramović realizzato da Babette Mangolte, del 2007, la cronaca del lavoro dell’artista in Jan Fabre au Louvre di Wannes Peremans, del 2008 e l’intervista in Francis Bacon. The Brutality of Fact di Michael Blackwood del 1985, dove il pittore, nel suo studio di Chelsea, risponde alle domande dell’amico e critico d’arte David Sylvester. Il documento visivo di un incontro straordinario che, avvenuto nell’arco di soli tre giorni, ha portato alcune delle pagine più eloquenti sulla dimensione pittorica e poetica dell’artista inglese.
L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito web www.schermodellarte.org

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