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Questione di dettagli riporta la stampa locale. Fatto sta che, ormai, la nomina dell’ex direttore del MAR, Museo d’Arte di Ravenna, Claudio Spadoni, a coordinatore di Artefiera insieme a Giorgio Verzotti per la prossima edizione, dal 25 al 28 gennaio prossimi, pare assicurata.
Solo questione di tempo per ufficializzare il tutto e mettere nero su bianco la triste uscita del presidente Duccio Campagnoli, fatta nei mesi scorsi: «Per sostituire una donna ci vogliono due uomini».
Il nome che invece è scomparso è quello di Eduardo Cycelin, che ad aprile era stato indicato come il favorito dalla stampa, anche se pare che Cicelyn, che aveva dichiarato di sentirsi onorato di una proposta del genere, pare che non sia mai stato contattato dai vertici di Artefiera. Insomma, il dado pare tratto per la coppia Spadoni-Verzotti, il primo ad occuparsi delle sezioni legate al ‘900. E il secondo? Al contemporaneo?
Intanto a Ravenna il museo per ora è orfano di direttore e il Movimento 5 Stelle, ormai una sorta di nuovo Popolo delle Libertà italiano, non ha gradito il ruolo di Spadoni come consulente artistico del museo d’arte della città. Un incarico che il Comune gli ha conferito dopo che la sua gestione è stata riconosciuta come positiva in maniera trasversale da tutte le forze politiche. Pur apprezzando il lavoro di Spadoni i grillini credono che l’assetto attuale del MAR, un direttore con competenze amministrative affiancato da Spadoni come consulente artistico, non sia il più adatto per la città. Ma il Comune non sembra intenzionato a cambiare rotta e anche in base alla candidatura ad Artefiera si è detto convinto di tenere ancora, tra le file del MAR, l’ex direttore.
Ora, più che altro, anziché fare le pulci a Ravenna, si accettano scommesse sulla nuova vita di Bologna. E sul suo futuro scalpo da parte di altri eventi fieristici italiani.




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