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Vecchione d’artista. Il 31 dicembre in Piazza Maggiore a Bologna brucerà l’anno con la scultura di Andreco

   
   
 
Vecchione d’artista. Il 31 dicembre in Piazza Maggiore a Bologna brucerà l’anno con la scultura di Andreco
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Se più a sud si fa la Focara, a Bologna c’è il "Vecchione” qualche giorno prima. Il grande falò per bruciare l’anno vecchio, infatti, si mette in scena proprio il 31 dicembre, in piazza Maggiore. La sagoma del "Vecchione”, la cui costruzione annualmente è affidata ad un artista legato alla città, quest’anno sarà ad opera di Andreco, e si intitolerà catarticamente Più forti dei guai
«Cosa bruciare assieme al Vecchione? Avrei potuto riferirmi all’inquinamento e alle sue ripercussioni sull’ecosistema e sulla salute - spiega l'artista - a come la nostra società dovrebbe cambiare l’utilizzo di risorse naturali o parlare della mia insofferenza per l’autoritarismo e per i grandi e piccoli quotidiani abusi di potere. Avrei potuto bruciare l’intolleranza, il razzismo, il sessismo e l’omofobia, o ricordare che viviamo in un sistema consumistico basato su teorie economiche capitalistiche e corporative che chiamiamo erroneamente democratico. Invece ho preferito riferirmi a una scala più piccola, alla sfera individuale, sapendo che tutti questi macro-fattori che ho elencato hanno delle ripercussioni globali ma anche conseguenze tangibili sulla vita dei singoli. Queste conseguenze sono le necessità, i bisogni, i malanni e i problemi che nel corso di un anno ognuno di noi avrà dovuto affrontare, in una parola le ho volute chiamare guai. Cosi per iniziare il 2015 bruciamo tutti insieme i guai, consapevoli che vanno combattuti alla radice e che bisogna essere sempre Più forti dei guai».
L’iniziativa, curata dalla società carnevalesca Volponi di San Matteo della Decima, dal 2005 ha commissionato la realizzazione dei fantocci del "Vecchione” a Cuoghi&Corsello, Sissi, Ghermandi, Ericailcane, Marco Dugo, Paper Resistance, PetriPaselli e To/Let. Un buon decimo anniversario sperando che non solo se ne vadano i guai personali, ma anche un po’ quelli del Belpaese. E, perché no, quelli che affliggono quotidianamente il mondo (non sempre) dorato dell’arte. L’appuntamento è in piazza anche nei giorni precedenti, se non potrete assistere al rogo del Capodanno, per vedere questo gigante in paglia, juta e legno alto dodici metri, di cui resterà solo la cenere.
 
 


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