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Cresciuta pian pianino sulla scena del design torinese, la rassegna Operae, c’è da dire, quest’anno ha compiuto un vero e proprio salto di qualità.
Organizzata e sviluppata da Bold, si tratta di una mostra, più che fiera o festival, che fa concorrenza alle più raffinate esposizioni internazionali. Qui il design indipendente si afferma in quanto sé stesso, senza la pretesa di rappresentare “altro”, senza tentare di portarci altrove.
Grazie alla guida capace di Angela Rui, editor e curatrice, la mostra si articola – e serpeggiante si insinua – tra le sale di Palazzo Cavour, location azzeccatissima che ora valorizza ed esalta, ora spinge a scoprire la moltitudine di prodotti esposti. E qui viene il bello: il percorso non c’è, i designer sono italiani, o stranieri, giovani oppure affermati, ci propongono pezzi unici o brevetti, concept o materiali, o ancora tessili, arredo, gioiello e persino grafica. L’importante è che siano belli, con una storia alle spalle, ma soprattutto coerenti con il titolo dell’esposizione: QUI/ORA. Sotto Effetto Presente, un’abbecedario quindi (per citare Giulio Iacchetti con un’omonima opera in mostra) degli oggetti del nostro presente. «Probabilmente descrivere cosa sia il presente è la cosa più difficile -spiega Angela- perché lo stiamo vivendo, specie in un momento come questo in cui il passato sembra così lontano e per ora manca anche un immaginario del futuro».
Ecco anche uno dei motivi per cui questa non è solo una fiera per gli addetti ai lavori, ma una vetrina per tutti che possono facilmente identificarsi, perdersi o discostarsi da ricerche e sensazioni che i designer condividono con noi.
La mostra si articola in due parti: QUI/ORA di cui sopra e che si snoda sui due binomi io/noi e natura/artificio, e QUI/ORA-IO/NOI. Piemonte Handmade. Questa seconda sezione è il risultato di un lavoro sinergico tra dodici artigiani piemontesi e altrettanti designer italiani selezionati, tra cui due emergenti under 28 che probabilmente sono la sorpresa più piacevole dell’intera manifestazione.
Ma oltre a questo, workshop, incontri, laboratori, eventi per bambini e una parte dedicata a media e tecnologie, Operae.cc, che ha visto persino la costruzione di una Wikihouse. La partnership con la Regione Piemonte, la Camera di Commercio e altre realtà del luogo fanno sì poi che ci siano anche meeting per l’impresa creativa, per indirizzare i giovani o per divulgare nuovi possibili scenari del mondo del progetto.
A visitarla dunque sembra ben chiaro che né di festival né di fiera si tratta, ma che potrebbe essere invece (finalmente!) un nuovo format contemporaneo di mostra espositiva che interagisce e coinvolge il pubblico senza rimanere sul solito piedistallo.
A corredo dell’opening con lo Studio Formafantasma, Domitilla Dardi e Francesco Garutti, e la performance di Laura Couto Rosado e il live di Julia Kent.
Per il resto che dire: consigliata vivissimamente, anche perché rimarrà aperta solo fino a domenica. (Elisabetta Donati de Conti)














