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Un Flash con noi stessi. Fabio Giorgi Alberti e Dario Agati da AlbumArte

   
   
 
Un Flash con noi stessi. Fabio Giorgi Alberti e Dario Agati da AlbumArte
pubblicato

Lo spazio espositivo di AlbumArte, per FLASH!, un ciclo di mostre brevi che vengono ospitate da AlbumArte per un periodo di massimo 15 giorni, si anima con i molteplici linguaggi di Fabio Giorgi Alberti e con le pitture esplosive di Dario Agati. Una mostra basata sulla riflessione personale e sull’indagine di sé stessi nel e con il mondo, a cura delle due storiche dell’arte e curatrici Carla Capodimonti e Marta Silvi
Fabio Giorgi Alberti attraverso differenti linguaggi, scultura, pittura e poesia, indaga sé stesso e l’individuo all’interno dello spazio circostante, istaurando un legame empatico tra l’io autoriale e il noi spettatoriale. La realtà, per lui, non è altro che un insieme di eventi che ognuno ricollega facendosi guidare solo dalla propria esperienza vissuta, in questo modo crea una valida visione della propria storia. Il suo lavoro si compone attraverso una moltitudine di singolarità che si incontrano e si scontrano in una circolarità temporale ed esperienziale. All’interno della mostra, due delle sue opere comunicano "parlando la stessa lingua”, quella degli specchi, materiale significativo in una società liquida come questa in cui ognuno di noi, riflettendocisi, annette sé stesso sia come forma unica, sia come forma dinamica, tendente al cambiamento nella sua continua relazione con il prossimo, con lo spazio e con il tempo. 
Dario Agati e le sue pitture, tutte intitolate Senza titolo (non capiresti), meravigliano e lasciano a bocca aperta, proprio come i fuochi d’artificio che squarciano i cieli notturni. Un senso di sbigottimento e di stupore che ha vita breve, cedendo il posto, subito dopo, al triste e buio periodo storico in cui viviamo. La riflessione che sviluppa l’artista con le sue pitture ha come fondamento la fragile precarietà che siamo costretti ad affrontare, una realtà dura che non collima con quella che ci avevano pronosticato. I sogni e le speranze maturate nella fine degli anni Ottanta, avrebbero dovuto dare i loro frutti nel nuovo millennio ma, a quanto pare, sembra che i tempi non siano ancora quelli giusti, perciò tutta quella meravigliosa e illusoria speranza che nutriva le nostre più alte aspettative è destinata a spegnersi, lasciando il posto all’oscurità del presente. (Valentina Muzi)
 


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