06 aprile 2018

Milano, Bologna o…Sospese le trattative sulla donazione della biblioteca di Umberto Eco

 

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Pochi giorni fa aveva suscitato non pochi clamori e una certa dose di ansie la notizia di un presunto interessamento straniero alla incredibile biblioteca di Umberto Eco. Stiamo parlando di qualcosa come 35mila volumi, raccolti nella casa milanese del grande intellettuale, tra i quali figurano anche più di mille preziosissimi testi rari e antichi, tra incunaboli e prime stampe. Riduttivo far riferimento al valore economico, ammontante a circa tre milioni di euro, visto che, per Eco, l’ordine dei libri sugli scaffali era un qualcosa che aveva a che fare con la disposizione stessa dell’universo e possiamo immaginare che tanto della sua colossale opera sia stato dovuto a lunghe passeggiate tra quelle mensole. «Una biblioteca di casa non è solo un luogo in cui si raccolgono libri: è anche un luogo che li legge per conto nostro. Se pertanto una biblioteca serve per conoscere il contenuto di libri mai letti, quello di cui ci si dovrebbe preoccupare non è la sparizione del libro bensì quella delle biblioteche di casa», scriveva in una delle Bustine di Minerva del 1998. 
A placare le acque, è intervenuta la famiglia che, in una nota affidata alla stampa, ha fatto sapere di non aver mai preso in considerazione l’ipotesi di trasferire la collezione all’estero, che si tratti di prestigiose università o ricchi collezionisti. Si escludono categoricamente vendite all’asta e frazionamenti e si precisa, invece, che «la donazione è stata l’unica ipotesi prevista dalla famiglia», in cambio di garanzie «sulle modalità di valorizzazione e fruizione pubblica del materiale». 
L’aspra contesa, adesso, è tutta tra l’Alma Mater di Bologna, dove Eco, negli anni ’70, fondò il DAMS, e la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, città dove, nell’appartamento di Piazza Castello, sono attualmente conservati i libri. «Faremo di tutto per avere la raccolta», ha dichiarato Mirko Degli Esposti, prorettore dell’Ateneo, che metterebbe a disposizione gli spazi e gli esperti del dipartimento di Italianistica e ha già contattato il Comune e la Fondazione Carisbo, che farebbero da sponsor. «Mi sono attivato per coinvolgere possibili partner finanziari, quello di Eco è un patrimonio culturale estremamente interessante. Se messo a disposizione di tutti potrebbe persino diventare meta di attrazione turistica e rilanciare non solo la Braidense, ma tutto il complesso museale», ha detto James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, alla quale afferisce anche la Biblioteca. 
Ma il rumore della disputa non sta piacendo alla famiglia che «per evitare le pressioni generate dagli interventi sulla stampa e per evitare il sorgere di ulteriori congetture, dichiara che intende riservarsi tutto il tempo necessario per poter decidere in serenità, e pertanto sospende ogni trattativa. Eventuali altre notizie verranno comunicate dalla famiglia».

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