
Se ne parlò tantissimo, e con toni anche fortemente polemici, al momento del lancio. Per le soluzioni adottate anche a livello grafico, ritenute da molti inadeguate a rappresentare l'Italia. Ed anche per gli inspiegabili costi, che avrebbero toccato i cinquanta milioni di euro.
Poi le vicende del portale
Italia.it, “il sito web ufficiale del turismo italiano”, sono cadute un po' nel dimenticatoio, e le cronache non hanno più seguito lo strumento che avrebbe dovuto portare una rivoluzione nell'italica offerta turistica, entrato finalmente in fase operativa.
Operativa, si fa per dire. Perché noi di
Exibart ci siamo invece andati a informare, ed abbiamo scoperto che - stando ad
Alexa, società fra le più note di statistiche internet - negli ultimi tre mesi Italia.it ha subito un crollo degli accessi del 44%. E - fatto ancora più clamoroso - nei medesimi tre mesi gli accessi sono stati meno della metà di quelli del nostro modesto - e privatissimo - portale
Exibart.com, che abbiamo preso a paragone.
E allora sono molte le domande che ora sorgono spontanee: chi è che fa reale comunicazione per il turismo culturale in Italia? Chi è che fa realmente spostare le persone? Chi intercetta la richiesta di informazione dei flussi turistici? E - last but not least - chi usufruisce di consistenti investimenti pubblici e chi invece fa tutto a proprie spese?
[exibart]