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Andrea Branzi
Napoli, Fondazione Plart

   
 Il pettine, oggetto più utilizzato dalle persone e meno progettato dai designer, viene finalmente messo in mostra. Andrea Branzi, attraverso una singolare indagine, ripercorre la storia dell'oggetto fino ad arrivare a nuovi prototipi... francalma nieddu 
 
pubblicato
La mostra alla Fondazione Plart pone al centro un oggetto che affonda le sue radici nella nostra civiltà, ma poco affrontato dal mondo del progetto, che porta con sé una notevole carica simbolica. Gli esemplari storici di pettini in mostra evidenziano la dimensione atemporale di quest’oggetto. Il grande merito di Andrea Branzi (Firenze, 1938; vive a Milano) è stato la capacità di riconoscere la forza di questo piccolo oggetto d’uso quotidiano e di ri-progettarlo.
I prototipi realizzati dal designer esulano da ogni tipologia classica e da ogni tipo di definizione: piccoli modelli in bilico tra arte e design. Artefatti dentati, nei quali i tradizionali denti si modificano in vari modi, sintesi di una ricerca figurativa che stupisce. “Oggetti di arredamento del corpo o dell’ambiente; simboli segreti di una persona, dei suoi riti privati, di gesti più simbolici che funzionali. Omaggio alla bellezza spontanea di una donna incerta tra il pettinarsi e spettinarsi”: così li definisce lo stesso Branzi.
Realizzando inoltre un’ironica innovazione funzionale oltre che formale con due pettini-trama, appositamente ideati per questo nuovo e inconsueto gesto, lo spettinarsi che lui definisce il più attuale: Andrea Branzi - Pettine Sole“Sono gli ultimi oggetti meccanici che servono a mettere ordine in una parte fuori controllo del corpo umano; cioè i capelli. Ma a ben guardare oggi i capelli devono sembrare i più naturali possibile; spontanei, spettinati, arruffati, sapientemente disordinati, simbolo evidente della personalità originale di chi li porta in testa”.
Impossibili oggetti contemporanei nei quali la dimensione superflua travalica quella utile, suscitando nuove emozioni. I suoi dodici pettini realizzati in materiale plastico, affiancati a splendidi manufatti della storica collezione Antonini, dimostrano come sia possibile cogliere aspetti inediti del nostro quotidiano osservando piccoli dettagli che, accumulandosi in sequenza, si prestano a molteplici letture. Miscela di una trasparente vanità senza tempo e di aspetti culturali, questa collezione nasce da riflessioni del designer con Maria Pia Incutti, presidente della fondazione e promotrice della mostra. Passione e impegno del designer si combinano alla leggerezza tutta femminile di Cecilia Cecchini che ha curato la collezione dei suoi prototipi e di Patrizia Ranzo che ha curato la parte storica della mostra che raccoglie pettini antichi.
Il salto temporale espresso dalla mostra, dai manufatti caratteristici delle arti applicate al design dei pettini di Andrea Branzi, è testimonianza del valore intrinseco che la storia del pettine nel mondo conferisce a questo oggetto, fino alla prima metà del Novecento. E Branzi oggi gli restituisce forma e senso attraverso un progetto sofisticato e nuove modalità esecutive e sperimentali della plastica.

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la rubrica design è diretta da valia barriello


dal 25 gennaio al 15 marzo 2010
Andrea Branzi - Tutte le epoche vengono al pettine
a cura di Cecilia Cecchini
Fondazione Plart
Via Martucci, 48 - 80121 Napoli
Orario: da martedì a venerdì ore 10-13 e 16-18; sabato ore 10-13
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 08119565703; fax +39 08119565726;
info@plart.it; www.plart.it

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