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Verona chiama Londra

   
 In fin dei conti, i weekend che separano l’inizio della stazione artistica con la fine dell’anno solare sono letteralmente contati. E ci devono stare un bel numero di eventi, e di fiere. Così, malgrado le promesse e le premesse, le iniziative si accavallano. E proprio in questo fine settimana si dovrà scegliere fra ArtVerona e Frieze. O optare per l’ormai consueto tour de force... francesco sala 
 
pubblicato
C’è un unico sport in cui i valori in campo possono davvero essere sovvertiti dall’imponderabile e dove non è affatto detto che la squadra sulla carta più forte, alla fine, vinca. Non il basket, non il rugby e nemmeno la pallavolo; non il pugilato, dove il più forte picchia e il più debole le prende, salvo interpolazioni cinematografiche alla Rocky. Il mitico e più inafferrabile degli sport è il calcio, ovviamente. Sarà ben per questo se è tanto amato e seguito nei Paesi più disordinati, disadattati e dissociati che si conoscano, Italia in testa?
Fedeli alla linea pallonara, tentiamo allora la comparazione-competizione tra la Frieze Art Fair di Regent’s Park, Londra, e la nostrana ArtVerona (come dire: Chelsea - Chievo), perché in questo l’arte è davvero vicina al calcio: l’impossibile diventa realtà e tante volte il buon Davide, quando si trova davanti Golia, sfodera la mira più buona che ha. Perché non è detto che il programma della pettinatissima kermesse britannica sia poi tanto più chic di quanto passa all’ombra dell’Arena. Ché, in fin dei conti, anche Shakespeare provava un certo fascino per queste zone...
I numeri crudi forniscono un sostanziale pareggio sul numero delle gallerie presenti: 125 con una ovvia netta prevalenza italica a Verona; 137 a Londra, con l’orizzonte che spazia un po’ più in profondità, con la presenza di nomi che arrivano dai quattro angoli del globo. Ti rovinano la sorpresa a Londra: il Cartier Award, che sarà assegnato in fiera da uno dei danarosi partner commerciali dell’evento, va a Simon Fujiwara, performer cosmopolita che per l’occasione presenterà Frozen, fantasioso site specific basato sul finto ritrovamento di vestigia archeologiche sotto il piano di calpestio della fiera. A Verona appuntamento invece nei padiglioni della fiera per scoprire chi si porterà a casa i due premi Aletti, per fotografia ed "altre arti”, e per chi, vincendo il premio Icona, vedrà il proprio lavoro entrare nella collezione del Mart di Rovereto.
Simon Fujiwara
Piatto ricco in termini di incontri e dibattiti, soprattutto a Londra, dove è di rigore la multiculturalità. Ospiti di chiacchierate monografiche sono, tra gli altri, il cosiddetto "neo-neorealista” Ramin Bahrani (passaporto statunitense ma evidente sangue iraniano) e il magnetico turco Amar Kanwar; ma da segnalare è anche il dibattito sul tema dell’arte come linguaggio per l’attivismo politico, con - fra gli altri - Galit Eliat, direttore del Centro Israeliano per l’Arte Digitale di Holon.
Verona si distingue per il reale interesse a mettere in luce le nuove generazioni, con spazi vivi che si smarcano dal puro contesto delle gallerie. Sono nove gli ospiti del progetto Argonauti proposto da On Stage, che espongono con la prospettiva di essere inseriti nel circuito dei musei che aderiscono ad Amaci; ma è soprattutto con l’istituzione dello spazio Independents che si cerca di aprire la finestra e far circolare l’aria. Nasce su iniziativa di Fuoribiennale il minipadiglione dove, in 25 mq, 22 soggetti giovani - per anagrafe e/o mente - hanno la possibilità di autogestire momenti di incontro e dialogo.
Tra i progetti più curiosi portati a Frieze c’è il "live game show” di Spartacus Chetwynd, sorta di reality in "arte e ossa”; Verona risponde con l’inaugurazione di D’est, appuntamento ormai tradizionale con la giovane arte del fu "oltre-cortina”, e che vede puntare lo sguardo - questa volta - su nomi croati e sloveni.
La tenzone si sposta sul piano poetico, allora. Sulle rive del Tamigi ecco Ei Akarawa e Karl Holmqvist a dare "fisicità” (nel senso letterale del termine) alla poesia; lungo il corso dell’Adige, invece, Ivan Tresoldi porta ben tre performance. Il verso poetico più lungo del mondo, scritto sulla strada che porta da piazza delle Erbe a piazza Brà; ma anche la flotta di barchette di carta che portano poesia lungo il fiume; e ancora la presentazione di una nuova tappa di Pagina bianca, gigantesca tela lasciata alla fantasia e alle manipolazioni dei visitatori.
Andrea Nacciarriti - Grain Circus - 2009 - Frieze Art Fair 2009 - photo Polly Braden
E poi: a margine di Frieze, sabato 16 suona Baby Dee, fauno musicale che ha saputo accompagnare quanto negli ultimi trent’anni ha fatto tendenza in e dall’Inghilterra, Sex Pistols ed Anthony su tutti. Per l’occasione il nostro incontra The Elysian Quartet, giovanissimo ensemble che guarda alla classica contemporanea ma anche all’avanguardia folk-pop.
Ma alla fine chi vincerà? L’estro e i singoli della stellare squadra londinese o l’organizzazione di gioco, la tattica e il "progetto” italiano? Che la partita abbia inizio.

francesco sala


dal 14 al 17 ottobre 2010
Frieze Art Fair
Regent’s Park - London
Info: www.friezeartfair.com
dal 14 al 18 ottobre 2010
ArtVerona
Quartiere fieristico - Verona
Info: www.artverona.it

[exibart]

 


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indice dei nomi: Amar Kanwar, Baby Dee, Ei Akarawa, francesco sala, Ivan Tresoldi, Karl Holmqvist, Ramin Bahrani
 

1 commento trovato 

15/10/2010
Carolyn
articolo abbastanza noioso

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