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In 135mila per i comics

   
 Sono 44 anni che Lucca ospita la più importante manifestazione italiana dedicata ai fumetti. E dimostra come questa forma d'arte sia capace di raccontare ben oltre i suoi limiti...  Gianluca Testa 
 
pubblicato
È difficile sintetizzare quattro giorni di festival. Altrettanto difficile è trovare giuste definizioni e declinazioni per tutte le facce di questo Lucca Comics & Games 2010. Ci sono le facce reali di autori, visitatori, editori, cosplayer e, perché no?, dei giornalisti. Ben 350 quelli accreditati. Ma ci sono anche le facce ideali di una manifestazione che ormai ha molte anime: dal manga ai giochi di ruolo, dall'animazione al teatro, dalla musica alla gente in maschera. E ognuna di queste costole è ben saldata sul canale espressivo più maltrattato fra tutte le arti. Quello del fumetto.
Eppure, nonostante il maltempo, in quattro giorni il festival ha registrato circa 135mila presenze. Il record di questi 44 anni di storia spetta però all'edizione 2009, quando i visitatori superarono di gran lunga i 140mila. Al di là delle cifre complessive, sono altri i numeri su cui riflettere: 550 giovani fumettisti hanno mostrato il proprio book agli editori, 600 sono stati gli eventi realizzati, 900 i bambini che hanno partecipato alle attività Junior, mille i cosplayer iscritti alle sfilate, 22mila i metri quadrati espositivi, 500 gli stand.
Dati, questi, che aiutano a capire come il fumetto - in tutte le sue espressioni - non rappresenti solo un'arte minore ad appannaggio dei vecchi lettori di Tex o dei piccoli grandi nerd che cercano solo l'anteprima del nuovo manga. I confini si frantumano insieme ai preconcetti. E se i dati di vendita non sono così confortanti, il problema non è da cercare solo nelle pecche di un prodotto che non piace ai lettori. Esistono anche altre difficoltà. Come l'inefficace promozione degli albi o, peggio, la distribuzione e i rapporti tra editori con le fumetterie e libreria di varia. E anche di questo si è parlato nel corso dell'incontro fra autori voluto da Claudio Stassi, perché fosse possibile cominciare a far luce su tutte quelle ombre che contornano la professione del fumettista.
Sergio Bonelli e Giovanni Ticci
A proposito: la tavola rotonda degli autori, così come gli incontri con Sergio Bonelli e i disegnatori della sua casa editrice, si sono svolti al Museo del fumetto. Che, com'è noto, ha organizzato nei giorni del festival un programma di appuntamenti parallelo a quello di Lucca Comics & Games (mettendoci in mezzo, oltre all'organizzazione di laboratori per bambini, anche l'allestimento di una mostra dedicata a Edgar Allan Poe). Entrambe le strutture, seppur differenti nella natura, appartengono comunque al Comune di Lucca. Che suddivide la responsabilità politica delle due entità in altrettanti assessorati incapaci di dialogare.
Nonostante questo gap riconosciuto, sia il Museo che Lucca Comics & Games hanno ottenuto ottimi risultati. Perché questa città e queste piazze, per il settore, hanno conquistato col tempo un significato che supera la dimensione della mostra mercato. Lucca Comics & Games è diventata infatti un punto di incontro e confronto fra operatori del settore. Un'occasione sia per conoscere realtà editoriali altrimenti irraggiungibili nei tradizionali punti di distribuzione, sia per incontrare esperienze e autori trasversali che dettano le nuove linee di uno sviluppo artistico a volte perfino sperimentale. E non è un caso che crescano le presenze di narratori poliespressivi (da Simone Cristicchi, che fu anche allievo di Benito Jacovitti, ad Andrea Baricco o Vasco Brondi). E non è un caso neppure che a vincere il Premio Gran Guinigi come miglior autore unico sia stato l'italiano Manuele Fior.
Beatles a fumetti
Pur reggendosi su un equilibrio fatto di rapporti commerciali, fortunatamente il festival ha anche una sua dimensione culturale. Ancora debole nella sua struttura complessiva (fatta eccezione per le mostre e i Comics Talks, gli altri eventi dipendono soprattutto dalle proposte degli editori presenti al salone), il valore aggiunto è rappresentato proprio dall'opportunità offerta ai visitatori e agli addetti al settore di incontrarsi fra loro. Da questi rapporti nascono poi anche nuovi progetti. Una reciprocità creativa che non può far che bene a chi fa fumetti. E anche a chi li legge.

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