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L'immaginario di Sergio Toppi

   
 Continua a definirsi un artigiano. Ma è a tutti gli effetti un maestro del fumetto contemporaneo. A Sergio Toppi è ora dedicata una collana di dodici volumi, in cui è raccolto il lavoro di cinquant'anni...   
 
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Dall'Africa all'Australia, dall'America latina all'ignoto. Quello di Sergio Toppi è un viaggio ideale, immaginato e documentato, che con fedeltà fotografa luoghi, personaggi e situazioni di tutto il mondo. Ovviamente a fumetti. In dodici volumi è infatti raccolta quasi tutta la sua produzione, frutto di cinquant'anni di attento lavoro e minuziosa ricerca di stile. Forse sottovalutato per lunghi, lunghissimi anni, Toppi gode finalmente della fama che merita.
Per la costruzione delle sue avventure, che hanno permesso a molti lettori di evadere quando era impossibile farlo davvero, si è sempre documentato fino a raggiungere l'ossessione del particolare. Lo ha fatto quando internet era ancora lontano e al cinema i film più attraenti erano quelli sul lontano West.
Il Giornalino, con cui collabora da circa 34 anni, ha prodotto insieme al Museo del fumetto di Lucca una collana dedicata alle sue opere edite e inedite. Storie complete, illustrazioni, disegni che rappresentano uno squarcio di vita. E di mondo. I primi tre volumi sono usciti in edicola nelle ultime settimana (a partire dal 28 ottobre) allegate proprio al Giornalino. E ogni volume della collana richiama un'area geografica: Africane, Mediterranee, Europee. Da domani, 18 novembre, saranno disponibili le Mediorientali. Seguiranno Indioasiatiche, Australi, Latino americane, Amerinde, Nordiche. E poi Sacro e Ignoto.
Sergio Toppi
"Trovarmi di fronte a una raccolta di queste dimensioni, lo ammetto, mi fa molto piacere"
, commenta Toppi. "Non è una cosa che capita tutti i giorni". Eh no, non capita spesso. Anche perché questa operazione editoriale raccoglie circa l'80% della sua produzione. "Sì, qui è raccolta la maggior parte di quello che è stato un lavoro di cinquant'anni. Rappresenta per me una grossa soddisfazione". Non potrebbe essere altrimenti. Anche perché gli editori sono per lui degli amici. Veri. Le edizioni San Paolo, e quindi Il Giornalino, da oltre trent'anni possono vantare Toppi fra i collaboratori. Poi c'è il Museo del fumetto. Il cui direttore, Angelo Nencetti, prima ancora di ricoprire questo ruolo, da appassionato e collezionista qual è, già moltissimo tempo fa ha stretto un forte e inscindibile legame con Toppi.
Ma organizzare e sintetizzare cinquant'anni di lavoro quant'è stato difficile? "Nessuna difficoltà. Almeno per me. Ho potuto contare su una collaborazione ottimale. Tutte le persone che hanno collaborato a questo progetto non si sono risparmiate e hanno fatto un ottimo lavoro". 77507(1)Mezzo secolo di carriera non è poca cosa. E di fermarsi, Toppi, proprio non ne ha intenzione. "Anche se questo non spetta a me dirlo. Però lo spero. Spero davvero di non fermarmi mai. Penso infatti di avere ancora qualcosa da dire e da raccontare".
Quindi ha ancora voglia di fare? "Certamente sì. E questa occasione di pubblicare tutte le mie opere, offerta da ‘Il Giornalino’, rappresenta anche uno stimolo a continuare". Chissà se una simile operazione editoriale farà affezionare nuovi lettori. "Beh, bisognerebbe chiederlo a loro. Io spero di sì", risponde Toppi. "Poi, lo ammetto, al di là delle responsabilità personali, il giudizio sul mio lavoro spetta soprattutto a chi mi vuole leggere". Nonostante tutto, Toppi continua a definirsi un artigiano? "Sì, continuo. Sono e resto un artigiano".
La grandezza di Sergio Toppi è innegabile. Ma non altrettanto si può dire della collana che raccoglie le sue opere. Sì, sono volumi da non perdere e da raccogliere perché irripetibili. Ma ci sono troppe pecche. A partire dalla carta utilizzata, che ha una consistenza inadeguata. Passando poi per le didascalie in corsivo, quasi illeggibili (e spesso anche inutili) e alla qualità di stampa. Se le storie reggono perché autonome, altrettanto non si può dire per le immagini. Certe illustrazioni meriterebbero maggior respiro e non dovrebbero essere appesantite da trascurabili riferimenti letterari. Ben venga il testo, ma solo - ed esclusivamente - se giustificato. Infatti, quando il testo non invade il campo visivo occupato dal disegno o dall'illustrazione - a volte costretti in una dimensione non appropriata - la composizione, nell'insieme, assume tutt'altro respiro.
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Completano la collana dedicata a Sergio Toppi due volumi di 128 pagine ciascuno dedicati ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Si tratta di un'antologia inedita di opere di grandi autori del fumetto italiano che illustrano il percorso di formazione dell'identità nazionale del nostro Paese attraverso la vita delle persone comuni. Tra gli autori presenti ci sono Carlo Ambrosini, Giorgio Cavazzano, Pasquale Frisenda, Corrado Mastantuono, Ivo Milazzo, Marco Nizzoli, Francesco Artibani, Renzo Calegari, Sergio Tisselli e, ovviamente, anche Sergio Toppi. Il primo dei due volumi uscirà il 27 gennaio 2011, il secondo il 3 febbraio.

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