30 gennaio 2012

Il pellegrinaggio di Annie Leibovitz in mostra a Washington. Con un libro che ne raccoglie gli scatti

 

di

Whoopi Goldberg fotografata da Annie Leibovitz
Una rinascita che parte dopo un week end passato alle cascate del Niagara con le figlie. La fotografa Annie Leibovitz racconta in questi termini il percorso che l’ha portata al suo nuovo libro di scatti “Pilgrimage”, che raccoglie le immagini realizzate dopo il crack del 2009 fino al maggio dell’anno scorso. Un corpus di visioni inedite, lontane dalle celebrità che hanno reso famosissimo in tutto il mondo il suo lavoro, soprattutto grazie alle copertine di Rolling Stones. In più, oltre al libro, una mostra allo Smithsonian American Art Museum di Washington, fino alla fine di maggio, che successivamente sarà in tournée per il mondo. In mostra una serie di scatti ad alcuni oggetti “sentimentali”, icone delle letteratura, tra cui il vestito di broccato di Emily Dickinson, un paio di guanti indossati da Abram Lincoln quando fu assassinato, il lettino da psicoanalista di Sigmund Freud a Londra etc. Insomma le celebrità ci sono ancora, anche se non hanno il timbro di Bob Dylan o Jhon Lennon.
Un libro che la Leibovitz dedica in qualche modo all’ex compagna Susan Sontang con la quale progettava un “Beauty Book”: «Quando si ama profondamente qualcuno, la persona amata non ci abbandona mai, è dentro di noi per sempre». E non è un caso, forse, se le immagini dei cimeli di Dickinson o Virgina Wolf sono state scattate proprio dopo la morte della Sontang nel 2004, tornando sui luoghi che la scrittrice amava e la Leibovitz snobbava. (m.b.)

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