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Il dominio più contemporaneo. A Prato, inizia PuntoCon, tra emergenze urbane e reti operative

   
   
 
Il dominio più contemporaneo. A Prato, inizia PuntoCon, tra emergenze urbane e reti operative
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Un contemporaneo tutto da condividere, con le sue emergenze e le sue criticità, tra momenti di incontro, manifestazioni di creatività, azioni partecipate, relazioni che, dalla piattaforma virtuale, possano estendersi al territorio della quotidianità. Perché la metafora del tempo che viviamo è la rete ed è proprio da questa immagine che prende le mosse PuntoCon Festival, manifestazione promossa e sostenuta dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Prato, con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell'ambito dell'iniziativa "Sillumina-Copia privata per i giovani, per la cultura". A organizzare la manifestazione, che si svolgerà dal primo ottobre al 12 novembre, in vari luoghi della città toscana, tra spazi pubblici e privati, è stato PuntoCon Contemporaneo Condiviso, network di dieci soggetti no-profit operanti nel contemporaneo: Artforms, Associazione [chi-na], C.U.T Circuito Urbano Temporaneo, Dryphoto Arte Contemporanea, Kinkaleri_spazioK, Lato - MOO, Lottozero, Sedici, Studio Corte 17, StudioMDT. 
Scopo del progetto è rinforzare l’identità di Prato come cantiere e luogo di produzione di cultura contemporanea, in una logica di sviluppo coordinato del territorio, capace di generare nuovi percorsi turistici e in dialogo diretto con la popolazione residente. PuntoCon si svolge in luoghi sensibili del tessuto urbano, dal centro alla prima periferia, tra ex-opifici trasformati in studi e gallerie, emergenze di archeologia industriale o fabbriche ancora in attività. «PuntoCon è l'evidenza di un tessuto diffuso che sta emergendo in città attorno alle professioni creative. Nel 2016 il numero zero durante la grande apertura del Centro Pecci, quest'anno il riconoscimento del bando SIAE, l'obiettivo è rendere stabile l'appuntamento, anche con nuovi ingressi nella rete perché per definizione è una rete a geometria variabile», ha spiegato l’Assessore alla Cultura Simone Mangani. 
Il calendario è scandito da workshop, performance, esposizioni, interventi site-specific, interventi musicali, azioni partecipative ma anche da momenti di convivialità e festa. Ad aprire il Festival, domenica, 1 ottobre, presso la sede di Lottozero di Via Arno, Occupy Lottozero, progetto che si articolerà per sei settimane, tra concerti, dj set, mostre, spaghettate di quartiere le residenze artistiche dei francesi Robin Darius Dolatyari e Chloé Rozycka Sapelkine. Il 3 ottobre a SC 17, in Via Genova, si terrà il workshop a cura di Lorenzo Banci, dedicato alla pittura del paesaggio industriale, mentre il 22 ottobre avremo occasione di vedere gli interventi site-specific allestiti alla Fabbrica Saturno e alla Gualchiera di Coiano. Chiusura il 12 novembre, con una intera giornata dedicata alle emergenze architettoniche della Val di Bisenzio, con visite al MUMAT-Museo Macchine Tessili di Vernio e alla fabbrica Forti al La Briglia, zona dove sarà presentato un intervento site-specific con sonorizzazione a cura di Tempo Reale
Il calendario completo si può consultare qui.  

In alto: Donne al lavoro nel reparto di rifinizione della fabbrica Forti a La Briglia (1916)
 


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