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Architettura a Milano. Riprendono i lavori al Museo Etrusco e si alza la torre del San Raffaele

   
   
 
Architettura a Milano. Riprendono i lavori al Museo Etrusco e si alza la torre del San Raffaele
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Milano, eletta città di attrazione non soltanto turistica ma anche culturale, non smette di puntare su progetti innovativi di musei e istituzioni incentrati, in particolare, sulla riqualificazione di aree decentrate e luoghi dove investire sull’immaginazione del futuro. Mario Cucinella, archistrar protagonista del Padiglione italiano della Biennale di Architettura di Venezia, tuttora in corso, ha ripreso i lavori del Museo Etrusco finanziato dalla Fondazione Luigi Rovati, medico ricercatore e fondatore della casa farmaceutica Rottapharm Madaus di Monza, acquistata nel 2014 dagli svedesi di Meda Pharma. 
Il cantiere per il nuovo museo situato in Corso Venezia 52, nell’ottocentesco palazzo Bocconi-Carraro, ha subito rallentamenti dovuti a scavi archeologici ma i lavori sono ripartiti con grande entusiasmo e, se tutto procederà come previsto, entro dicembre sarà ultimata la parte ipogea, un gioiello di architettura. Cucinella ha ampliato la piccola parte di interrato preesistente, destinata a sala cinematografica dal precedente proprietario Angelo Rizzoli. L’architetto, che ha firmato anche il grattacielo UNIPOLSAI di Porta Nuova, ha dichiarato: «La sfida sarà di restituire un museo archeologico, solitamente un luogo piuttosto noioso, attraverso uno spazio e una narrativa che mantengano lo spirito della dimora privata. Va creata un ‘atmosfera e si deve sentire una tensione artistica e storica che racconti la storia meravigliosa degli etruschi e dei loro oggetti nati per accompagnare le persone addirittura in un’altra vita». 
All’entrata, il visitatore troverà una libreria e un bar bistrot con accesso al magnifico giardino interno, dove il visitatore può sostare per leggere o godere dell’incantevole bellezza del luogo. Scendendo in un ambiente sinuoso si troveranno reperti diversi, tra vasi e gioielli del IV e V secolo a.C.. Al piano superiore invece ci saranno una sala conferenza, una biblioteca e una sala espositiva per ospitare mostre temporanee che trasformeranno il museo in un luogo vivo di scambio culturale e accogliente per i cittadini e i turisti, mentre l’ultimo piano sarà destinato a un uso per ora non specificato. Qui, insomma, pubblico e privato si ibridano per riconsegnare alla città un palazzo simbolico della borghesia illuminata milanese, con boiserie, decori e tappezzerie di tessuto quale cifra dell’eleganza, dello stile e della cultura dell’impresa lombarda. 
E proprio oggi Cucinella ha posto la prima pietra di un ambizioso progetto del San Raffaele, di 60 milioni di euro e di 36mila metri quadrati (paragonabili a cinque campi di calcio uno sopra l’altro, tanto per capirci), che sarà inaugurato nel 2020 e ospiterà il Pronto Soccorso e le Chirurgie dell’ospedale, polo dell’eccellenza della salute oscurato dal crac economico, sotto la direzione di don Luigi Verzè e dal gennaio del 2012 di proprietà del Gruppo Ospedaliero San Donato della famiglia Rotelli. La torre, l’ennesima milanese, nel segno del verticalismo architettonico come totem del futuro, sarà un segno della rinascita del San Raffaele e della città che sale, che non smette di investire nella qualità della vita. E, speriamo, anche in aree verdi. Chi vivrà vedrà. (Jacqueline Ceresoli)
 


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