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Un secolo immersivo. A Mestre apre M9, il primo Museo del 900 interamente multimediale

   
   
 
Un secolo immersivo. A Mestre apre M9, il primo Museo del 900 interamente multimediale
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È un coro di voci ricco di speranze, quello che si è riunito per l’apertura di M9 in una Mestre che non si rassegna a essere adombrata dalla bellezza di Venezia ma guarda al futuro scrivendo un presente diverso, fondato sulla cultura e sulla creatività, sull’innovazione e sulla rigenerazione urbana. Ed è proprio in una città come questa, dalle molteplici identità e contraddizioni, crocevia di una geografia allargata di flussi, policroma nelle sue sfaccettature, come il mosaico di piastrelle ceramiche che riveste la facciata del centro espositivo, che l’apertura di un nuovo distretto museale ci rende tutti più ricchi. 
Il progetto M9, firmato dallo studio Sauerbruch Hutton, recupera edifici storici, tra cui il Convento di Santa Maria delle Grazie, armonizzandoli con le esigenze della contemporaneità. Un intervento di rigenerazione urbana che creando nuovi spazi pubblici, come occasioni d’incontro e confronto, è in grado di rivelare la pluridimensionalità dello spazio vissuto e stimolare il nostro essere sensoriale. 
Cuore del progetto, il Museo del Novecento, primo in Italia a essere totalmente multimediale. Un museo immersivo ed esperienziale in cui la narrazione prescinde dalla materialità degli oggetti ed è affidata completamente all’interazione tra il fruitore e le strutture espositive in equilibrio tra formazione e intrattenimento. Unico nel suo genere, il percorso permanente, diviso in otto aree tematiche articolate su due piani, ci accompagna in un viaggio che attraversa il Novecento, dove i grandi eventi storici fanno da sfondo alle esperienze della vita quotidiana e alle trasformazioni che hanno caratterizzato la nostra società. Uno sguardo al passato volto alla creazione di nuovi spunti e occasioni per riflettere sulla storia e iniziare a scrivere le pagine, ancora bianche, del nostro futuro. 
L’esposizione museale permanente sarà affiancata inoltre da mostre temporanee, attività didattiche e da un palinsesto di eventi che animerà l’auditorium e l’intricato reticolo di spazi concepiti per il pubblico. Protagoniste di M9 sono le nuove tecnologie, potenti veicoli narrativi destinati a essere in continua trasformazione, sia nella strumentazione che nei contenuti. Una vera e propria sfida che ci spinge a immaginare Mestre come un cantiere aperto di produzione e riqualificazione culturale, sociale ed economica, non negando le difficoltà incontrate da una città metropolitana che accetta le sfide della complessa transizione verso la contemporaneità, guardando con occhi diversi alla ricchezza di questo territorio e tracciando nuove vie nella speranza che in futuro si possa parlare di un "Effetto M9”. (Eva Basso

In home e in alto: Foto di Alessandra Chemollo
 


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