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La materia per Peter Kubelka. A Napoli, due giorni dedicati al maestro dell’experimental cinema

   
   
 
La materia per Peter Kubelka. A Napoli, due giorni dedicati al maestro dell’experimental cinema
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Ancestrale e sperimentale, rigoroso e indipendente, Peter Kubelka è considerato un maestro della filmografia d’avanguardia e, in 60 anni di ricerca, ha realizzato nove film la cui durata ammonta, complessivamente, a 90 minuti circa. L’intero corpus del suo lavoro sarà presentato il 23 e il 25 maggio, negli spazi di Casa Morra, a Napoli, per una due giorni di approfondimento sulle raffinate peculiarità visive e sonore del regista austriaco. In questa occasione, sarà proiettato anche Monument Film, ultima sua opera, realizzata nel 2012, in prima visione italiana e nel formato originale di realizzazione, la pellicola 35mm.
Classe 1934, Kubelka è un esperto conoscitore delle musiche primitive, membro dell’ensamble Spatium Musicum, film-maker indipendente da quando ancora non esisteva la definizione di experimental cinema, tra i fondatori del Filmmuseum di Vienna e dell’Anthology Film Archives di New York, la cui sala di proiezione, Invisible Cinema, è stata da lui progettata: strutture murarie e poltrone nere con separé tra una postazione e l’altra, per immergere lo spettatore nella visione delle immagini, e un unico divieto, no latecomers, nessun accesso ai ritardatari.
Fin dagli esordi, quando negli anni ’50 frequentava il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, vivendo come pensionante al Quadraro, Kubelka ha sempre seguito la sua linea, lavorando al di là delle logiche del mercato, senza produttori o budget elevati. Il suo metodo prevede un intervento diretto sulla materia cinematografica, un metodo analogico, manuale, a tratti anatomico, tagliando a mano e poi incollando i fotogrammi, che rappresentano la sua unità di misura. «La mano, la partecipazione del corpo, è fondamentale. Noi sappiamo che è lo sviluppo della mano ad aver portato l’uomo a più alti livelli spirituali. Non esiste il pensiero astratto. Tutto nasce in relazione al corpo e ai materiali. Allora, per farla breve, se lavoro con la pellicola prendo le idee che questo materiale mi suggerisce», ha spiegato il regista.
Per Kubelka, un minuto di film sono 1440 fotogrammi che vanno letti uno a uno e, per apprezzare la ricchezza della composizione, i suoi film devono esser fruiti più volte ma non possono esser riversati in digitale. «Il cinema come macchina non ha movimento. Il proiettore emette impulsi luminosi: ventiquattro al secondo. Per esattezza, ogni impulso dura circa un quarantottesimo di secondo; poi, per un altro quarantottesimo di secondo, c’è il buio. In questa frazione di tempo il proiettore trasporta il fotogramma successivo e lo proietta. Ma il fotogramma, mentre viene proiettato, non si muove», ha commentato Kubelka, che a Napoli era già stato nel 2002, in occasione del concerto/conferenza nella Sala Capitolare di San Lorenzo Maggiore, nel 1995, per i concerti nella Chiesa di Santa Chiara e nel Parco Archeologico di Cuma, per il corso di otto giorni di Cinema Indipendente/Cinema d’Avanguardia/Cinema fatto da una sola persona, insieme a Jonas Mekas, e ancora prima, nel 1978, allo Studio Morra, per la mostra "Fotogrammi: film metrici a parete”.
Le proiezioni inizieranno giovedì, 23 maggio, alle 18.30, a Casa Morra, in Salita San Raffaele, con i quattro Film Metaforici. Si proseguirà sabato, 26 maggio, dalle 18.30, per i Film Metrici.

 


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