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La Riforma di Bonisoli va avanti. Gli Uffizi e l'Accademia riuniti in un unico ente

   
   
 
La Riforma di Bonisoli va avanti. Gli Uffizi e l'Accademia riuniti in un unico ente
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C’è molta curiosità intorno alla nuova riforma dei Beni Culturali targata Alberto Bonisoli che, almeno a quanto sembra emergere, dovrebbe ridurre l’autonomia dei grandi attrattori, individuati dalla precedente manovra di Dario Franceschini. Sappiamo già che il Parco dell’Appia antica e il Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma, il Castello di Miramare a Trieste e la Galleria dell’Accademia a Firenze saranno depennati dalla speciale lista dei musei autonomi ma qualche nuovo particolare è emerso dalle parole dello stesso ministro Bonisoli, in visita a Firenze per vari impegni, tra cui l’apertura della mostra "Tutti i colori dell'Italia ebraica", allestita agli Uffizi. 
«Di due direzioni se ne farà una. L’Accademia manterrà l’autonomia scientifica, quindi con uno specifico comitato scientifico. Poi ci sarà una regia generale degli Uffizi e dell’Accademia. Abbiamo un posto da direttore, dobbiamo trovare una figura per questo lavoro», ha commentato Bonisoli, lasciando intendere, quindi, che le due istituzioni saranno accorpate in un unico ente. 
Non è sembrata particolarmente entusiasta Cecilie Hollberg, attuale direttore della Galleria dell’Accademia, che ha appena annunciato la partenza ufficiale, a luglio, del grande progetto di ristrutturazione, riguardante l’impianto di climatizzazione, il risanamento delle capriate della sala del Colosso e della gipsoteca Bartolini, il sistema di illuminazione, un nuovo ingresso e una nuova segnaletica. «I lavori cominciarono proprio con l’autonomia, dal 2015, perché per fare delle progettazioni future bisogna avere la certezza delle finanze e se quelle non ci sono la cosa è più difficile. Io non oso esprimermi sul futuro, ma posso dire che questi lavori sono stati possibili grazie all’impegno di questa direzione e con questa autonomia», ha detto Hollberg. 
Agli Uffizi, invece, si festeggia il 250mo anniversario della fondazione, avvenuta nel 1769. Due secoli e mezzo da quel 24 giugno, giorno di San Giovanni, Patrono di Firenze, in cui, per volere del Granduca Pietro Leopoldo, mutarono le regole per l’accesso alla celebre Galleria. La celebrazione è stata onorata con un francobollo speciale, che rappresenta il loggiato di Vasari animato da figure. «Sono molto lieto di poter ricordare il riformismo leopoldino e di condividere ancora oggi quella moderna idea di Museo» ha commentato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, forse con un pizzico di malizia. 
«Io sono molto favorevole all'autonomia dei musei. Per quanto mi riguarda in futuro ci saranno più musei autonomi di quelli che ci sono oggi. Questo non vuol dire che autonomia significhi anarchia, non vuol dire che significa casino: ci vuole un minimo di organizzazione, ed è la ragione per cui, come in tutte le aziende che hanno l'articolazione sul territorio, ci sarà una regia centrale di come girano i soldi e di come vengono prese le decisioni», ha spiegato Bonisoli, facendo riferimento anche al nuovo museo autonomo del Complesso del Vittoriano, il cosiddetto «museo dell'identità nazionale». 
In effetti, la Riforma Franceschini, pur tra le comprensibili luci e ombre, aveva dato alcuni buoni risultati ma per Bonisoli quella dell'autonomia è una questione da ricalcolare, dopo aver riscontrato diverse criticità, come «Il differente comportamento che c'è all'interno di tutto il territorio nazionale nel momento in cui alcuni funzionari prendono delle decisioni». Senza contare, poi, «La difficoltà a spendere, il ministero non riesce a spendere. Non abbiamo abbastanza persone nei reparti amministrativi, e soprattutto non c'è una gestione centralizzata di alcune grandi gare, infatti quando ci capitano dobbiamo darle ad Invitalia», ha concluso il Ministro.
 


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