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Dopo importanti esperienze organiche al Palazzo delle Papesse di Siena ed al Macro di Roma, il curatore Gianfranco Maraniello (Milano, 1971) sale di grado e diventa direttore di museo. Direttore forse della più storica ed emblematica galleria civica italiana, quella Gam di Bologna che negli ultimi anni troppo aveva fatto penare addetti ai lavori ed appassionati a causa di una direzione (dal 2001 al 2005 è l’austriaco Peter Weiermair il direttore) poco attenta al contemporaneo, all’internazionalità ed alle specificità dello spazio bolognese (ma dove è finita la meravigliosa collezione? Ad esempio).
Dopo settimane di voci incontrollate -che ad esempio avevano dato per certa la nomina di Ludovico Pratesi- la Gam è stata definitivamente assegnata a Maraniello. Dopo tre anni di lavoro a fianco di Danilo Eccher al Macro, il giovane curatore tenterà di rilanciare Bologna ripartendo proprio da dove Eccher aveva lasciato. Prima degli appannati anni di direzione di Weiermair.
[exibart]










bologna risvegliata??? dopo tanto letargo. Bentornata!!! e in bocca al lupo per gianfranco!
in bocca al lupo gianfranco
Con tutta l’amicizia per la redazione di Exibart questa volta mi paiono eccessive le critiche a Weiermair. Certo la sua non è stata una gestione molto partecipata ma il livello complessivo mi pare sia stato dignitoso. Forse si dimentica il fatto che lui sia stato pressato, per motivi di futilità politica, ad assumere quasi a forza un incarico per cui non si era mai autocandidato. Per quanto riguarda la gestione Eccher quali siano state le meraviglie viste, conasiderando le costossime ed autopromozionali mostre su Schnabel e Kiefer e quelle incomprensibili su Scully, senza contare le rassegne affrettare sull’arte italiana faccio fatica a ricordarmelo. Ora nominano il suo assistente..auguri. Una cosa è certa, è l’ennesima sconfitta, forse definitiva, della nostra autolesionistica generazione ( intendo quella dei nati tra il 55 ed il ’65).
era ora invece che si facesse spazio alla nuova di generazione, quella degli anni 70.
VIVA GIANFRANCO!
Maraniello andrà naturalmente giudicato senza preconcetti e sulla base dei fatti. Mi pare però indubbio che la sua generazione non sia certo molto ostacolata nel suo cammino rispetto a quela immediatamente precedente, che di fatto ha introdotto il concetto e la pratica di “giovane critico”… gli esempi sono molti.
caro x
di questo dobbiamo ringraziare i curatori e i critici che ci hanno preceduto che, salvo casi rari, hanno sempre fatto terra bruciata intorno a loro e la nostra generazione ha particolarmente sofferto di questa situazione. Però non vorrei che ci si mettesse anche noi a fare altrettanto (ammesso che qualcuno di noi possa essere in grado di farlo)… per cui benvenute tutte le persone che hanno dimostrato di fare con passione e competenza questo lavoro, a qualunque generazione appartengano.
Il rammarico, semmai, è che in Italia si continuano ad assegnare biennali e direzioni di musei senza concorsi aperti per titoli e progetti come avviene in quasi tutte le istituzioni europee…
di nuovo in bocca al lupo a Gianfranco
La gestione di Weiermair è stata di livello parrocchiale. L’unico suo alibi è che anche Eccher aveva fatto un flop clamoroso e questo non è un bel segnale per Maraniello. E’ chiaro che a Bologna le cose da cambiare sono altro dai direttori.
Caro Roberto, hai ragione sulla questione dei concorsi, ma temo che in Italia sia geneticamente impossibile agire in maniera obiettiva e valutare analiticamente i curriculum che, a meno di non essere inoltrati da un nome “stellare”, non vengono nemmeno letti se non preceduti da segnalazioni di carattere politico o generate da conoscenza diretta con i soggetti preposti alla decisione.Comunque concordo anch’io, naturalmente, sugli auguri di buon lavoro a Maraniello.