17 gennaio 2026

Centre Pompidou: ridotti gli spazi al Grand Palais per vincoli finanziari

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Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte degli spazi assegnati e ridimensionando il programma espositivo

Centre Pompidou, Parigi

Mentre il Centre Pompidou procede con la sua grande ristrutturazione quinquennale che lo terrà chiuso fino al 2030, la collaborazione con il Grand Palais — destinata a ospitare parte della programmazione in questi anni — mostra i primi segni di stress dovuti a vincoli finanziari e nuovi equilibri istituzionali.

La vicenda prende forma negli spazi temporanei allestiti al Grand Palais: una delle due aree messe a disposizione dal monumentale edificio ha dovuto essere restituita anticipatamente al suo gestore a causa di problemi finanziari. Nella pratica, ciò ha portato il Pompidou a rinunciare alla cosiddetta Gallery 8, una galleria di circa 800 metri quadrati.

Grand Palais, Parigi

Questa decisione ha avuto un impatto immediato sul programma espositivo: una mostra in programma per l’autunno — pensata per celebrare il bicentenario della fotografia — è stata cancellata. La restituzione della galleria deriverebbe anche dall’esigenza del Grand Palais di riorganizzare i propri spazi in un momento in cui la struttura sta affrontando un deficit considerevole (circa 25 milioni di euro, con un sforamento del budget dei lavori e un peso del debito di circa 150 milioni).

Dietro queste dinamiche non ci sono semplici frizioni tra partner culturali, ma un nodo più profondo: il modello di museo “temporaneo” che si è provato a costruire a Parigi — con Beaubourg fuori sede e la programmazione diffusa — deve fare i conti con equilibri economici, flussi di visitatori e pressioni sul bilancio pubblico. In questo senso, la scelta di concentrare gli sforzi su esposizioni di grande richiamo (come le mostre di Matisse e Cézanne previste per il 2026) diventa per entrambe le istituzioni una strategia per massimizzare l’impatto culturale e la sostenibilità economica.

Grand Palais, Parigi, 2025 © Charly Broyez per Chatillon Architectes

La ristrutturazione del Centre Pompidou

La chiusura del Centre Pompidou, prevista dal 2025 al 2030, rientra in un vasto progetto di ristrutturazione dell’edificio progettato da Renzo Piano e Richard Rogers, inaugurato nel 1977. L’intervento in questione riguarda sia tutta una serie di aspetti strutturali —tra cui la rimozione dell’amianto dalla struttura — sia una ridefinizione complessiva degli spazi e dei flussi di pubblico.

L’obiettivo principale dei lavori in corso è perciò quello  di aggiornare il museo alle esigenze contemporanee in termini di sostenibilità, accessibilità e conservazione.

Per far fronte alla chiusura temporanea della sede principale, il Pompidou ha però attivato il programma di mostre, collaborazioni e progetti diffusi Constellation: una rete di eventi che si sviluppa sia in Francia che all’estero, pensata per mantenere attiva la sua presenza culturale al di fuori della sede storica.

Centre Georges Pompidou, photo credits © Julien Fromentin

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