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Un piccolo borgo calabrese rinasce grazie all’utopia di Tommaso Campanella
Progetti e iniziative
Nel cuore del borgo di San Giorgio Morgeto, all’interno dell’antico Convento dei Domenicani, si apre un nuovo spazio culturale che sceglie di raccontare Tommaso Campanella attraverso un linguaggio capace di unire narrazione storica, esperienza sensibile e tecnologie immersive. Fortemente voluto dal sindaco Salvatore Valerioti e dall’amministrazione comunale, il progetto si inserisce in una visione più ampia di rilancio culturale del borgo, che riconosce nella figura di Campanella un patrimonio identitario ancora capace di generare senso e partecipazione.
L’esperienza proposta non si limita a trasmettere contenuti ma invita il visitatore a entrare in un pensiero che considera la conoscenza come relazione, attraversamento, contatto. Campanella viene restituito come pensatore ancora capace di interrogare il presente, soprattutto nei suoi nodi più sensibili: il rapporto tra uomo e natura, tra sapere e percezione, tra utopia e realtà.

La sala si articola in due ambienti distinti. Il percorso tematico accompagna il pubblico lungo la biografia del filosofo, il contesto politico e religioso della Calabria tra Cinque e Seicento, le opere e le tensioni che hanno segnato la sua vicenda intellettuale. Accanto a questo, la sala immersiva propone un racconto visivo basato su proiezioni dinamiche e motion graphics, in cui alcuni nuclei centrali del pensiero campanelliano vengono tradotti in immagini e ritmo: la natura intesa come organismo vivente, la conoscenza che passa attraverso i sensi, l’astrologia come tentativo di leggere l’ordine del mondo, fino all’utopia della Città del Sole.
Qui l’immagine assume una funzione evocativa. L’esperienza immersiva non semplifica il pensiero filosofico, né lo riduce a spettacolo, ma ne suggerisce le traiettorie, lasciando che sia lo spettatore a costruire connessioni, a sostare, a riconoscere. È un invito a percepire prima ancora che a comprendere, a lasciarsi attraversare da un pensiero che procede per adesione al reale.

La progettazione ha coinvolto esclusivamente professionalità del territorio. La sezione immersiva è stata curata da Stefano Fiorello, mentre Michela Franco ha sviluppato l’impianto visivo e narrativo della sezione tematica, occupandosi anche dell’identità grafica del progetto. L’allestimento architettonico della sala è firmato da Natalia Carere, che ha lavorato su un equilibrio tra contemporaneità del design e dialogo con lo spazio storico, mantenendo un contatto costante con i riferimenti simbolici del pensiero campanelliano. Una scelta che rafforza il legame tra contenuto, luogo e comunità.
In questo senso, Utopia Solis si inserisce in un processo più ampio che attraversa oggi molti piccoli centri italiani: la riscoperta dei borghi come luoghi di produzione culturale, non più marginali ma capaci di attivare nuove forme di racconto e di partecipazione. San Giorgio Morgeto diventa così esempio di come la valorizzazione del patrimonio immateriale – filosofia, memoria, pensiero – possa trasformarsi in motore di rigenerazione culturale e turistica.
La sala immersiva dedicata a Campanella celebra una figura storica e restituisce all’utopia il suo valore critico, ricordando come il pensiero possa ancora essere strumento di immaginazione attiva. Un’utopia che interroga il reale, a partire da un piccolo borgo del Sud.












