03 marzo 2026

Anni Ottanta: istruzioni per l’uso. Alla Galleria Civica di Trento

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Fino al 28 giugno, ‘Hit List 80’ trasforma il Trentino in un osservatorio critico su un decennio di euforia e contraddizioni, tra design postmoderno, speculazione edilizia e nuove sensibilità ambientali

Veduta della mostra Hit List 80. Design, interfaccia colore. Ph Mart Rovereto, Jacopo Salvi, 2026

Gli equilibri instabili della Guerra Fredda che scandiscono limmaginario europeo e le piazze attraversate dai movimenti pacifisti; il riflusso dopo gli anni di piombo e lascesa del rampantismo; lesplosione dei centri commerciali e la trasformazione delle periferie in costellazioni di villette a schiera e palazzi; la consacrazione internazionale del design italiano; la nascita di televisioni private e la colonizzazione dellimmaginario domestico; lallarme globale per il buco dellozono, emerso a metà decennio con le ricerche scientifiche pubblicate nel 1985, che per la prima volta rende planetaria una coscienza ambientale ancora acerba. Dentro questa trama fittissima di accelerazioni e contraddizioni interviene Hit List 80, alla Galleria Civica di Trento, mostra che sceglie il territorio trentino come ‘case study privilegiato per osservare, in scala locale, fenomeni di portata globale’, secondo Gabriele Lorenzoni, direttore dellistituzione e curatore della mostra assieme a Margherita de Pilati, individuando proprio nella dimensione apparentemente periferica la lente più nitida per leggere le metamorfosi di un decennio complesso e stratificato. 

Veduta della mostra Hit List 80. Design, interfaccia colore. Ph Mart Rovereto, Jacopo Salvi, 2026

Dopo lesperienza di Almanacco 70, il nuovo capitolo si concentra sugli anni Ottanta come laboratorio in cui urbanistica, architettura, arte e design intrecciano un dialogo capace di restituire limmagine di una città che cresce, si espande sui versanti montuosi, consolida un modello fondato su turismo e terziario, vede affermarsi spazi per il consumo e per il tempo libero, mentre prende forma quel sistema dellarte contemporanea che porterà, nel 1987, alla nascita del Mart, passaggio decisivo per lidentità culturale del territorio.

In mostra, una pluralità di autori e autrici fotografa lenergia elettrica del periodo, e tra questi Umberto Postal, artista autodidatta che interpreta lopera come dispositivo relazionale, ambiente attraversato da immagini e tecnologie elettroniche, territorio ibrido in cui la superficie pittorica dialoga con monitor e supporti luminosi, anticipando questioni che diverranno poi centrali con la diffusione del digitale. Accanto a lui, le indagini cromatiche di Diego Mazzonelli e di Elena Fia Fozzer sviluppano una riflessione quasi analitica sul colore e sulle sue componenti, trasformando la pittura in un terreno di osservazione rigorosa.

Veduta della mostra Hit List 80. Design, interfaccia colore. Ph Mart Rovereto, Jacopo Salvi, 2026

Sul versante del design, la presenza di Marco Zanini allinterno di Memphis, fondato nel 1980 attorno alla figura carismatica di Ettore Sottsass, testimonia il ruolo del Trentino in una stagione che celebra il colore acceso, il laminato plastico, la citazione ironica e lornamento liberato, in sintonia con le ricerche di maestri come Alessandro Mendini, per i quali il progetto include un gesto pop capace di rendere il design accessibile e desiderabile. 

Lallestimento, curato da Campomarzio, si rivela sofisticato e calibrato, soprattutto nelluso di pannelli plastici che fanno da sfondo ai progetti architettonici di centri commerciali, complessi direzionali e villette seriali, materiali che evocano lestetica lucida e industriale del tempo e che, al contempo, suggeriscono una riflessione sullambivalenza della plastica, simbolo di democratizzazione dei consumi e insieme emblema di un modello produttivo energivoro, proprio mentre la questione ambientale comincia a entrare nel dibattito pubblico globale. Le pareti della galleria, immerse in un rosa acceso e vibrante, richiamano lentusiasmo cromatico di quella stagione e trasformano lo spazio espositivo in un ambiente immersivo che amplifica la tensione tra euforia e inquietudine.

Veduta della mostra Hit List 80. Design, interfaccia colore. Ph Mart Rovereto, Jacopo Salvi, 2026

Analizzati oggi, a distanza di quarantanni, quegli anni appaiono come lalba di una complessità destinata a diventare dominante: lespansione urbana solleva interrogativi su mobilità e consumo di suolo, i centri commerciali si impongono come nuove piazze coperte, larte ritrova slancio mercantile grazie al ritorno della figurazione, mentre leco della Guerra Fredda convive con lavvio di processi che condurranno al ridisegno geopolitico europeo. Hit List 80 sceglie così la via dellanalisi critica, trasformando la memoria in strumento per comprendere il presente, e il Trentino in una mappa attraverso cui leggere le promesse e le ambiguità di un decennio che continua a proiettare la propria eredità sulloggi.

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