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Agata On The Road 2026, un hotel di Catania diventa casa d’arte contemporanea
Arte contemporanea
di Giulia Papa
La Fondazione OELLE Mediterraneo Antico presenta Agata On The Road 2026 – Ritorno a Casa, sesta edizione di un progetto che intreccia memoria, appartenenza e linguaggi contemporanei. La mostra si sviluppa su tre piani del Four Points by Sheraton Catania, trasformando la struttura alberghiera in un percorso immersivo e meditativo: corridoi, camere e suite diventano tappe di un viaggio che invita il visitatore a sostare, osservare e riflettere. Ogni piano, normalmente dedicato all’accoglienza dei clienti, diventa qui spazio di confronto con l’arte contemporanea, dove lo spazio architettonico dialoga con le opere.

Tra le installazioni principali si distingue Passi 2026 di Alfredo Pirri, opera permanente allestita nella suite 101. Il pavimento in specchio frantumato accoglie tre campiture celesti trasparenti che si intersecano formando un triangolo intenso, evocando Sant’Agata, Santa Lucia e Santa Rosalia. Pirri racconta: «Ho immaginato che questa separazione potesse essere letta come un graffio sulla superficie delle cose… un atto di ribellione, oltre che di fede». La luce emerge dal buio, immersiva e fecondatrice, trasformando ogni passo in gesto rituale e riflessivo. La suite diventa così una stanza di decantazione, dove il visitatore sperimenta un senso di svuotamento emotivo, come suggerito dall’artista: «Mi interessa che chi entra avverta una decantazione dei propri sentimenti, per arrivare a qualcosa di essenziale».

Il contest premia Carmela De Falco con Dentro Fuori n.1, raffinata scultura in zucchero e resina, scelta tra 105 candidature provenienti dall’Italia e dall’estero. L’opera ridefinisce il concetto di casa come soglia tra intimità e mondo esterno, trasformando un oggetto quotidiano in presenza fragile ma permanente. Una menzione speciale è stata assegnata ad Antonio Vasquez per Rélìgo, fotografie su pellicole colore scadute che intrecciano memoria, errore e fede in stratificazioni visive profonde.

Il progetto si ispira al 900° anniversario del ritorno delle reliquie di Sant’Agata a Catania, ma non è un gesto nostalgico: la casa diventa uno spazio mentale e affettivo, da interrogare più che da abitare. Come sottolinea Ornella Laneri, presidente della Fondazione: «Il ritorno è un atto di consapevolezza. La memoria non è celebrazione del passato, ma energia che genera nuove visioni e responsabilità». L’allestimento in hotel invita a una fruizione intima: attraversare corridoi, salire piani, entrare in stanze che diventano spazi espositivi è un’esperienza meditativa, che trasforma la permanenza in albergo in un incontro con l’arte e con se stessi.

Oltre alle opere principali, la mostra include Ardente zelo di Adriana Torregrossa, vincitrice del premio “Un anno con Agata 2025”, un intervento site specific che riflette sul tempo e sulla persistenza dell’immagine sacra nella memoria collettiva. L’intero progetto conferma la visione della Fondazione di costruire ponti tra tradizione e contemporaneità, restituendo al territorio uno spazio di pensiero critico e meditativo.








