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Dalla gestione Santanchè all’interim Meloni: il Turismo in una fase critica
Attualità
di redazione
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assunto ad interim la guida del Ministero del Turismo, in attesa della nomina di un nuovo titolare, dopo le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, formalizzate con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il passo indietro di Santanchè è arrivato dopo una richiesta esplicita da parte della premier, maturata in un contesto già segnato da altre uscite nell’esecutivo, dopo l’esito del referendum sulla giustizia. Alle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, sono seguite anche quelle di Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato.
Nella lettera di dimissioni, la ministra ha rivendicato la propria posizione, sottolineando l’assenza di condanne e procedimenti definitivi a suo carico, ma dichiarando di voler aderire alla richiesta per «senso di responsabilità» e per tutelare il percorso politico comune, pur esprimendo «amarezza» per la conclusione dell’esperienza di governo.
Nel corso del suo mandato, tuttavia, il Ministero del Turismo è stato più volte al centro di polemiche sul piano comunicativo e politico. Tra gli episodi più discussi, la campagna Open to Meraviglia, con la Venere di Botticelli trasformata in influencer, accolta con reazioni contrastanti e seguita da una gestione incerta dei canali social istituzionali. A questo si sono aggiunte una serie di uscite pubbliche e iniziative che hanno alimentato critiche da parte degli operatori del settore: dalla proposta di un aeroporto per jet privati a Cortina in vista delle Olimpiadi invernali, a dichiarazioni e riferimenti imprecisi in ambito culturale, fino alla condivisione istituzionale di contenuti mediatici poi rivelatisi critici nei confronti del sistema Italia. Un insieme di episodi che ha contribuito a mettere in discussione l’efficacia della linea comunicativa del dicastero.
Particolarmente controversa anche la gestione del concorso nazionale per guide turistiche del 2025. I risultati della prova scritta – resi noti solo attraverso accessi agli atti e non pubblicati ufficialmente – avevano evidenziato numeri molto bassi: a fronte di oltre 29mila domande e più di 12mila candidati effettivi, gli idonei sono stati appena 230, meno del 2%. Un dato che ha alimentato critiche diffuse, non tanto sulla severità dell’esame quanto sulla sua impostazione: programma ampliato in corso d’opera, assenza di indicazioni bibliografiche e contenuti ritenuti poco pertinenti rispetto alla professione. Secondo diversi osservatori e associazioni di categoria, la procedura avrebbe finito per non rispondere alle esigenze del settore, sollevando dubbi sull’efficacia dell’intervento pubblico in un comparto strategico.
Ma a pesare sulla vicenda di Santanchè ci sono anche alcune inchieste giudiziarie in corso. L’ex ministra è imputata a Milano in un processo per falso in bilancio relativo alle società del gruppo Visibilia, con riferimento a operazioni comprese tra il 2016 e il 2022. Parallelamente, è coinvolta in un’udienza preliminare per presunta truffa aggravata ai danni dell’INPS, legata all’utilizzo della cassa integrazione Covid per dipendenti che, secondo l’accusa, avrebbero continuato a lavorare. Il procedimento è attualmente sospeso in attesa di una decisione della Corte Costituzionale su alcune prove acquisite. A questi filoni si aggiungono indagini per bancarotta relative al dissesto di società riconducibili al gruppo Bioera-Ki Group, ancora in fase istruttoria.
Nonostante ciò, nella nota diffusa da Palazzo Chigi, Meloni ha ringraziato Santanchè per «Il lavoro svolto con dedizione», ribadendo il contributo offerto al «Rilancio del turismo italiano», considerato un asset strategico per l’economia nazionale. Che però rimane senza un Ministro, almeno per il momento.












