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La Pop Art è sempre contemporanea: una grande mostra al Guggenheim di New York
Arte contemporanea
Dal 5 giugno 2026 al 10 gennaio 2027, il Guggenheim Museum di New York presenterà Guggenheim Pop: 1960 to Now, una mostra con la quale il museo vuole riattivare la propria collezione storica legata alla Pop Art, per metterla in dialogo con le pratiche contemporanee. Il punto di partenza è dunque interno all’istituzione, per metttere in luce un capitolo meno noto del proprio passato, a partire dal lavoro del curatore Lawrence Alloway, figura chiave negli anni Sessanta e promotore, nel 1963, di Six Painters and the Object, tra le prime mostre museali dedicate alla Pop Art a New York.

«Molti visitatori riconosceranno le immagini iconiche e gli artisti associati alla Pop Art, ma questa mostra li invita a guardare di nuovo», ha dichiarato la curatrice della mostra, Lauren Hinkson. «Affiancando opere storiche della collezione ad acquisizioni recenti di artisti contemporanei, Guggenheim Pop: 1960 to Now dimostrerà come la Pop Art, come strategia, continui a ispirare, sfidare ed evolvere».
Alternando un impianto cronologico a nuclei tematici, il percorso si svilupperà nelle quattro gallerie distribuite su tre piani. Le opere storiche di autori da Andy Warhol a Roy Lichtenstein, passando per Richard Hamilton e Claes Oldenburg, saranno affiancate da lavori più recenti provenienti dalla collezione, in un dialogo che punta a mostrare come il lessico pop continui a essere riattivato. Il museo introdurrà quindi i visitatori alla nascita della Pop Art, che ridefinì i confini dell’arte nei primi anni Sessanta e proseguirà nella Tower 7 esplorando gli Happenings sperimentali che ebbero luogo a New York nei primi anni Sessanta: una dimensione meno oggettuale e più performativa, con eventi effimeri, ibridi, spesso ironici, che già in quegli anni mettevano in discussione la logica della produzione e del consumo culturale.
Uno dei fulcri della mostra è la presenza di Yayoi Kusama e la sua installazione immersiva INFINITY MIRRORED ROOM – DANCING LIGHTS THAT FLEW UP TO THE UNIVERSE, del 2019. La ricerca dell’artista si intreccia con Movimenti come quelli della Pop Art, del Minimalismo e degli Happenings, senza però lasciarsi ricondurre pienamente a nessuna di queste esperienze, anche in quanto artista giapponese attiva in un ambiente dominato da figure maschili. Dal primo dipinto della serie Infinity Net, conservato al Guggenheim, fino alle installazioni immersive più recenti, la presenza di Kusama metterà in luce la continuità di una pratica capace di incidere in modo duraturo sull’arte e sull’immaginario contemporaneo.

Creata per la rotonda del Guggenheim progettata da Frank Lloyd Wright in occasione della retrospettiva di Oldenburg del 1995, Soft Shuttlecock – opera di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen – sarà esposta a New York per la prima volta dopo 25 anni, con le sue nove piume lunghe 26 piedi ciascuna
La seconda parte della mostra, aperta dal 26 giugno nelle gallerie Tower 4 e Thannhauser 4, sposterà il baricentro sugli artisti contemporanei e le acquisizioni più recenti, con autori come Maurizio Cattelan, Alex Da Corte e Martine Gutierrez, le cui pratiche entreranno in dialogo con il vocabolario pop, anche se spesso in chiave critica. L’inclusione di Comedian (2019) di Cattelan, con un accordo di donazione al museo, segnala ad esempio quanto il discorso sul valore e sull’autorialità delle immagini sia ormai inseparabile dalla dimensione mediatica. Altre acquisizioni recenti includono fotografie di Farah Al Qasimi e Liu Shiyuan, sculture di Mohammed Ahmed Ibrahim e Lucia Hierro, una videoinstallazione di Alex Da Corte e l’arte tessile di Yee I-Lann, tra gli altri.

Guggenheim Pop: 1960 to Now funzionerà allora come una mappa che, seppur parziale, passando per la lente della storia del Guggenheim, si appunterà su tutti i nodi cruciali della storia della Pop Art, fino al suo dialogo con l’arte contemporanea. Non tanto una storia della corrente in sé, quindi, quanto del modo attraverso cui l’istituzione continua a intenderla, rileggerla, incorporarla, estenderla.






