05 giugno 2026

L’artista Kader Attia sarà il curatore della Kochi-Muziris Biennale 2027

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Kader Attia è stato nominato curatore della Kochi-Muziris Biennale 2027: il profilo dell’artista franco-algerino e una breve storia della principale biennale d’arte contemporanea dell’India

Kader Attia, ph. Harry Schnitger

La settima edizione della Kochi-Muziris Biennale, la più importante manifestazione internazionale dedicata all’arte contemporanea in India, sarà curata da Kader Attia. La nomina dell’artista e curatore franco-algerino da parte della Kochi Biennale Foundation arriva al termine di una selezione affidata a una commissione presieduta da Jitish Kallat e composta da Shilpa Gupta, Amrita Jhaveri, Pooja Sood, Tasneem Zakaria Mehta, Mariam Ram e Rirkrit Tiravanija. Attia era già stato tra gli artisti invitati alla Biennale nel 2014 e tornerà ora a Kochi in una veste diversa, chiamato a costruire il quadro curatoriale della manifestazione e a svilupparne la ricerca nei prossimi mesi.

«Kader Attia porta alla Biennale profondità artistica, apertura curatoriale e una forte sensibilità pedagogica», ha dichiarato Kallat. «La commissione è stata colpita dalla portata poetica e dal potenziale generativo della sua proposta, così come dalla flessibilità del suo approccio, capace di mettere in relazione pratiche artistiche, storie e pubblici differenti».

Da parte sua, Attia ha sottolineato il legame costruito nel tempo con la città indiana: «Fin dalla mia prima visita a Kochi ho sognato di tornare per costruire connessioni tra le molteplici influenze che attraversano questa città culturalmente stratificata. Sono entusiasta di poter dare forma a questo desiderio nella dimensione di una biennale».

Kochi-Muziris, una biennale d’arte contemporanea che nasce dall’archeologia

Fondata nel 2012, la Kochi-Muziris Biennale è stata la prima biennale internazionale d’arte contemporanea realizzata in India e rappresenta oggi una delle piattaforme culturali più rilevanti dell’Asia meridionale. Nata da un’iniziativa del governo del Kerala e sviluppata dagli artisti Bose Krishnamachari e Riyas Komu, la manifestazione si è proposta fin dall’inizio come uno spazio di confronto tra pratiche artistiche internazionali e le specificità storiche, sociali e culturali del subcontinente indiano.

Cinthia Marcelle, History (Version Mattancherry) at Anand Warehouse, courtesy of the Kochi Biennale Foundation

Il nome composto della manifestazione richiama Kochi, città portuale dello stato del Kerala, e Muziris, antico porto commerciale scomparso dopo una devastante alluvione nel XIV secolo e oggi oggetto di ricerche archeologiche. Proprio questa eredità di scambi e migrazioni costituisce uno dei riferimenti centrali della Biennale che, nel corso degli anni, ha sviluppato varie riflessioni sui temi del cosmopolitismo e delle identità multiple.

Ogni edizione è stata affidata a figure differenti. Dopo la curatela inaugurale del co-fondatore Bose Krishnamachari (2012) – che abbiamo recentemente raggiunto per una intervista –, si sono succeduti Jitish Kallat (2014), Sudarshan Shetty (2016), Anita Dube (2018), Shubigi Rao (2022-23) e, per la sesta edizione appena conclusa, Nikhil Chopra insieme a HH Art Spaces.

Utsa Hazarika, Yantra, Bloom, Pepper House, Courtesy of the Kochi Biennale Foundation

Chi è Kader Attia: il profilo di un artista curatore

Nato nel 1970 a Dugny, nella periferia nord di Parigi, da una famiglia di origine algerina, Kader Attia è considerato una delle figure più influenti della scena artistica internazionale contemporanea. Cresciuto tra la Francia e l’Algeria, ha costruito una ricerca che intreccia arte, antropologia, filosofia e critica postcoloniale, affrontando temi come la memoria, il trauma storico, le eredità del colonialismo e le dinamiche identitarie.

La nozione di “riparazione” è diventata negli ultimi anni uno dei nuclei teorici della sua pratica. Attraverso installazioni, film, sculture e dispositivi archivistici, Attia indaga infatti il modo in cui individui, comunità e culture elaborano le proprie ferite, opponendo alla concezione occidentale del restauro invisibile una visione che rende visibili le cicatrici e le trasformazioni.

Photo: Kader Attia, On Silence, 2021, Image: Laurent Lecat; © Kader Attia. Adagp Paris, 2024

Nel 2016 ha fondato a Parigi La Colonie, spazio indipendente dedicato al dibattito culturale e politico. Ha esposto in istituzioni come il Centre Pompidou di Parigi, la Whitechapel Gallery di Londra, il Museum für Moderne Kunst di Francoforte, il Mathaf di Doha e il MoMA di New York. Ha partecipato a manifestazioni internazionali come dOCUMENTA, la Biennale di Dakar e la Biennale di Sydney. Nel 2016 ha ricevuto il Prix Marcel Duchamp e nel 2017 il Joan Miró Prize.

Parallelamente all’attività artistica, Attia ha sviluppato un importante percorso curatoriale. Nel 2022 ha curato la 12ma edizione della Berlin Biennale, proponendo una riflessione sulle strutture di potere, sulle eredità coloniali e sulle forme di resistenza culturale.

 

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