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Speranza, rinnovamento e resilienza: When Apricots Blossom, a Palazzo Citterio
Mostre
di redazione
Commissionata da Gayane Umerova, presidente della Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF), When Apricots Blossom prende il titolo e si lascia ispirare da una poesia del famoso scrittore uzbeko Hamid Olimjon per ripercorrere i cambiamenti della regione del Karakalpakstan – dal tracollo ecologico del prosciugamento del Mar d’Aral alle iniziative per ripensarne il futuro – mettendo in luce il sapere, le tradizioni e la resilienza di queste comunità.

Curata dall’architetto Kulapat Yantrasast, la mostra ci porta a riflettere sui temi della speranza, del rinnovamento e della resilienza con un’importante selezione di installazioni, opere di design commissionate appositamente e un programma di eventi, nell’insieme, come un viaggio attraverso tre elementi fondamentali della vita della regione: i tessuti, il cibo e l’abitare. Il percorso è un vero a proprio invito scoprire il patrimonio culturale della regione del Mar d’Aral e del Karakalpakstan, un tempo sede di uno dei più grandi laghi interni del mondo che negli ultimi dieci anni ha subito drammatici cambiamenti ambientali, sebbene le sue comunità continuino a preservare e ad adattare le loro pratiche culturali: dalle vivaci installazioni tessili e da una reinterpretazione contemporanea della tradizionale yurta ai vassoi per il pane appositamente progettati in collaborazione con artigiani uzbeki, tutte le opere mettono in luce proprio come le tradizioni artigianali tramandino conoscenze, identità e memoria di generazione in generazione.

Per When Apricots Blossom sono ben dodici i designer internazionali che hanno contribuito con nuove opere alla mostra, lavorando a stretto contatto con gli artigiani dell’Uzbekistan per esplorare materiali tradizionali come il legno, la seta, la ceramica, il feltro e la canna e creare interpretazioni contemporanee radicate nel sapere artigianale locale, tra cui Bethan Laura Wood, Bobir Klichev, Didi NG Wing Yin, Fernando Laposse, Marcin Rusak, Nifemi Marcus-Bello, Sanne Visser, Sevara Haydarova Donazzan e Kulapat Yantrasast, insieme agli studi di design Glithero, Studio CoPain e Raw-Edges.
Tra le opere commissionate figura anche il film Where The Water Ends, realizzato dal regista Manuel Correa e dall’architetta Marina Otero Verzier, che presenta la regione del Mar d’Aral attraverso le vite, i rituali e gli spazi di incontro delle comunità caracalpache. Il film riflette su come la memoria venga preservata in un contesto di collasso climatico, offrendo una potente prospettiva narrativa che integra l’analisi più ampia della resilienza culturale proposta dalla mostra e contribuendo a fare di When Apricots Blossom l’occasione per riflettere su come il patrimonio culturale possa ispirare nuovi modi di pensare alla sostenibilità, alla comunità e al futuro.















