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Dopo oltre vent’anni trascorsi a ridefinire l’eleganza maschile tra Dior, Berluti e il proprio marchio, Kris Van Assche entra in una nuova fase progettuale in cui il tempo diventa il vero lusso. Una traiettoria che lo porta per la prima volta a Milano, dove presenta Nectar Vessels Bronzes un progetto in collaborazione con Laffanour Galerie Downtown Paris presso la Fondazione Sozzani durante il Salone del Mobile.
Nectar Vessels nasce da due anni di dialogo con François Laffanour e si colloca in quel territorio sempre più rilevante del collectible design, dove l’oggetto si emancipa dalla funzione per acquisire valore come opera. Fondata da François Laffanour, Laffanour Galerie Downtown Paris è riconosciuta a livello internazionale come una delle principali realtà dedicate al design da collezione del XX e XXI secolo.

La galleria ha costruito la propria reputazione su una rigorosa visione curatoriale e sull’impegno a presentare design di qualità museale all’interno di un contesto di arte contemporanea. Inizialmente nota per la sua competenza sui maestri del modernismo francese — tra cui Jean Prouvé, Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret — la galleria ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione includendo creatori contemporanei il cui lavoro dialoga con l’artigianato, la ricerca sui materiali e la forma architettonica. Questa presentazione prosegue e sviluppa una collaborazione iniziata già nel 2017 tra Van Asshe e Laffanour con le lampade Akari di Isamu Noguchi, reinterpretate in occasione del lancio della collezione Red Carpet di Dior Homme, cui è seguita un altro progetto con 17 pezzi di Jean Jeanneret per la maison Berluti, oltre a una prima esposizione degli stessi Nectar Vessels a Parigi nel 2025.
«Ho iniziato a pensare a questi vasi come presenze, non come contenitori», racconta il designer nello sviluppare questa nuova sfida progettuale. «A un certo punto ho capito che erano già completi: erano loro stessi i fiori». La serie comprende 14 pezzi – sette forme declinate in due varianti cromatiche, in edizione limitata – e si inserisce perfettamente nel programma della galleria parigina, oggi sempre più orientata verso nuove pratiche ibride tra arte, design e moda.

Formalmente, Nectar Vessels lavora su una tensione primaria: quella tra massa e vuoto. Le silhouette sono essenziali, quasi archetipiche, ma attraversate da aperture calibrate che destabilizzano il volume. L’esterno è opaco, compatto, quasi polveroso; l’interno, al contrario, è lucido, riflettente, attraversato da tonalità calde. È qui che si attiva il progetto: nella relazione tra ciò che si mostra e ciò che si rivela.
«L’apertura è tutto», spiega Van Assche. «Come nella couture lavori sulla silhouette, qui lavori sul vuoto. Correggi proporzioni, angoli, equilibrio. È la stessa disciplina, ma con un materiale che non perdona».
Il riferimento alla couture è centrale, ma nel contesto del collectible design assume un significato ulteriore: non più solo costruzione formale, ma costruzione di valore. Il bronzo – materiale storicamente associato alla permanenza – diventa qui il mezzo per riflettere su una nuova idea di lusso, legata alla durata e non alla rotazione. La presentazione milanese amplifica questa posizione critica.

Alla Fondazione Sozzani, l’installazione si configura come un’isola immersiva che interrompe il flusso continuo del Salone del Mobile. In un contesto dominato da produzione, novità e scala industriale, Van Assche introduce una dimensione opposta: silenzio, sospensione, concentrazione e un rinnovato dialogo con l’artigianato. E in tal senso racconta Sara Sozzani Maino, Direttrice Creativa della Fondazione Sozzani: «Nel sistema creativo contemporaneo, sempre più accelerato, prendersi il tempo necessario è una scelta potente e necessaria. Per Fondazione Sozzani è particolarmente significativo presentare Nectar Vessels durante il Salone del Mobile, poiché il progetto incarna una visione in cui pazienza, artigianalità e pensiero contemporaneo convergono. Kris Van Assche si avvicina al bronzo con la precisione della couture e la sensibilità di uno scultore, creando opere che rendono omaggio all’eccellenza artigianale esprimendo al contempo un linguaggio decisamente moderno».
«Sono stato incredibilmente fortunato nella mia carriera», riflette Van Assche. «Dopo anni dedicati alle grandi maison di moda, desideravo vivere il tempo in modo diverso. Lavorare su questi bronzi mi ha permesso di sviluppare qualcosa con pazienza, nel rispetto degli artigiani e del materiale. È un’altra forma di lusso fondata sull’attenzione e sulla cura».

Commenta Federico Poletti, curatore del progetto: «Presentare Nectar Vessels durante il Salone del Mobile non è solo simbolicamente potente, ma culturalmente rilevante. È la settimana in cui Milano riflette sul futuro del design. Il lavoro di Kris Van Assche arriva per la prima in Italia e ci ricorda che il design contemporaneo deve riscoprire il tempo, l’artigianalità e l’integrità della materia. Questi bronzi celebrano il sapere artigiano parlando al tempo stesso un linguaggio profondamente contemporaneo».
Parallelamente, il progetto si espande e proprio in questi giorni, uno dei suoi vasi è
apparso a Los Angeles nella Walker Guest House di Paul Rudolph, recentemente al
centro di un progetto di interior curato da A$AP Rocky per la piattaforma Basic.Space. In questo contesto, tra modernismo americano e cultura contemporanea, l’opera di Van Assche si inserisce accanto a icone del design radicale, dimostrando la capacità del collectible di attraversare contesti e mercati differenti. Il collectible design oggi non è più solo un segmento di nicchia, ma un sistema fluido che connette fiere, gallerie, architettura e cultura pop. Nectar Vessels si inserisce perfettamente in questa dinamica, ridefinendo il rapporto tra progetto, tempo e valore.

















