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La casa d’aste Finarte apre a Palermo. Ce lo racconta Alessandro Guerrini in questa intervista
Mercato
Finarte, storica casa d’aste italiana fondata nel 1959 dal banchiere milanese Gian Marco Manusardi, consolida la propria attività nel Sud Italia scegliendo Palermo come tappa d’elezione. La cornice per questo ambizioso progetto di crescita e radicamento territoriale è la prestigiosa Villa Igiea, capolavoro dell’architettura Liberty palermitana e storica residenza dal 1899 di Ignazio e Franca Florio. Qui, Finarte inaugura una partnership strategica volta a far dialogare il mercato nazionale con il collezionismo siciliano, creando un ponte tra l’eredità storica dell’isola e le attuali tendenze di mercato.

È stata qui presentata l’opera di Renato Guttuso La “Zattera” dopo Géricault (1962). Il dipinto, come racconta Georgia Bava, Responsabile del Dipartimento Arte Moderna e Contemporanea di Finarte a Roma, proviene da una collezione privata di Modena e non è mai passato all’incanto prima d’ora. L’opera sarà il lotto di punta dell’asta di Arte Moderna e Contemporanea del prossimo 9 giugno a Milano, con una stima di € 100.000-140.000. In occasione dell’evento, abbiamo inoltre intervistato Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato del Gruppo Finarte, per approfondire i dettagli dell’iniziativa e le tappe future del progetto.

Come è nata la collaborazione con Villa Igiea e perché la scelta è ricaduta proprio su Palermo?
«Finarte è una delle principali case d’aste italiane. È una realtà generalista che presidia tutti i principali comparti del collezionismo. Oggi siamo un gruppo di aziende con una fisionomia attuale che aggrega diverse realtà, come Minerva Auctions, storica casa d’aste attiva a Roma, e Czerny’s International Auction House, specializzata in armi antiche e militaria, che tuttora opera con il suo nome. Da febbraio 2025, abbiamo iniziato un progetto di sviluppo territoriale partito con una partnership con l’Hotel de Bonart, uno degli hotel più belli e famosi della città di Napoli e abbiamo deciso di replicare il modello anche a Palermo».
Perché proprio questa città?
«Per svariati motivi: il primo è, ovviamente, il fatto che Palermo vanta una tradizione collezionistica secolare e patrimoni artistici straordinari; il secondo motivo è legato alla nuova vitalità culturale che la città sta vivendo negli ultimi anni, capace di attrarre grandi protagonisti internazionali (pensiamo a Manifesta qualche anno fa o alla recente notizia riguardo all’apertura della nuova sede di Hauser & Wirth). Molti dei nostri clienti attuali, sia compratori che venditori, provengono da Palermo; dunque, ci sembrava interessante cogliere questo momento per investire sulla città e sviluppare ulteriormente la nostra presenza qui».

Restringendo il campo alla sede…
«Villa Igiea è stato da subito un partner che ci ha mostrato forte interesse e ha rivelato una sensibilità particolare verso il mondo dell’arte e della cultura. La nostra proposta, infatti, è stata accolta con grande entusiasmo. L’idea è che Villa Igiea diventi la nostra casa palermitana, un luogo in cui poter organizzare una serie di iniziative e di incontri, con l’obiettivo di rafforzare la nostra visibilità in città».
Che tipo di appuntamenti pensate di proporre qui a Palermo?
«Abbiamo pensato a tre tipologie di appuntamenti. I primi sono i Valuation Day, giornate in cui i nostri esperti e professionisti dei vari comparti collezionistici saranno a disposizione per fornire consulenze e valutazioni sulle opere e sulle collezioni d’arte delle persone interessate. Abbiamo già fissato il primo Valuation Day per il 12 maggio. I secondi saranno invece gli Art Talks, una serie di incontri di approfondimento culturale e artistico che hanno l’obiettivo di parlare di collezionismo e mercato dell’arte, ma soprattutto di creare una community di persone che si affezionino alle nostre proposte e attività. La terza tipologia consentirà di vedere le anteprime delle nostre aste: porteremo a Palermo i top lot e gli highlights delle vendite che poi organizzeremo nelle settimane e nei mesi successivi».
Le aste saranno battute qui a Palermo?
«No, le aste continueranno a svolgersi nelle sedi principali di Milano e Roma per ragioni logistiche. Tuttavia, non escludiamo lo sviluppo di progetti speciali o aste tematiche strettamente legate alla città. Qui a Palermo ci concentreremo sulle anteprime, permettendo ai collezionisti locali di visionare dal vivo le opere più importanti prima della vendita».

Che tipo di collezionismo pensate di intercettare in Sicilia?
«Spesso le case d’aste vengono associate esclusivamente al mondo dell’arte, ma oggi la nostra attività si è progressivamente diversificata, abbracciando anche ambiti collezionistici non necessariamente legati all’arte. A Palermo punteremo sicuramente sull’arte antica, vista la sua grande tradizione collezionistica, ma ci aspettiamo che ci possano essere opportunità legate anche al mondo dei gioielli e delle auto d’epoca (pensiamo al legame della Sicilia con la Targa Florio). La nostra attenzione sul collezionismo palermitano sarà a 360 gradi».
Immagino che qui ci sarà anche un forte interesse per la fotografia d’autore.
«Naturalmente. Per noi la fotografia è un comparto molto importante. A Palermo peraltro ci sono anche importanti collezioni fotografiche, quindi sarà sicuramente uno degli ambiti su cui spingeremo, al pari di tutti gli altri. Palermo è una città talmente ricca di collezioni che siamo sicuri che si rivelerà un mercato molto interessante».

Palermo sa essere un contesto complesso nel quale inserirsi. Attraverso questo progetto vi auspicate di entrare in contatto con altre realtà locali, come istituzioni museali o private?
«Credo che la contaminazione tra ambiti contigui sia fondamentale. Attraverso i nostri eventi vorremmo coinvolgere vari attori del mercato, penso anche alle istituzioni e al mondo museale. Tuttavia, il nostro interlocutore privilegiato resta il collezionismo privato. Sono convinto che il privato possa essere un forte catalizzatore di sviluppo culturale anche per la cittadinanza: l’esempio di Palazzo Butera e della collezione Valsecchi dimostra come un progetto privato possa avere ricadute straordinarie anche sulla città».
Gli eventi saranno aperti al pubblico o solo su invito? Chi saranno le persone coinvolte?
«Ci saranno sia eventi su invito che aperti al pubblico. Alcuni momenti saranno più intimi, come il cocktail di questa sera dedicato ai nostri interlocutori diretti; altri saranno totalmente aperti alla città, come l’esposizione del dipinto di Guttuso che sarà possibile ammirare su appuntamento fino all’8 maggio».
















