10 maggio 2026

Biennale Arte 2026, ultimo giorno di mappe tra mostre ed eventi a Venezia

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Ultimo giorno delle nostre mappe nella settimana di apertura della Biennale Arte 2026: gli appuntamenti, le mostre e gli eventi da vedere oggi a Venezia

Julian Charriere, Controlled Burn, 2022 (film still). © Julian Charrière / VG Bild-Kunst, Bonn, Germania

In occasione della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Untitled Association vi accompagna alla scoperta di una serie di mostre, eventi e iniziative da vedere, con itinerari pensati per professionisti del settore, appassionati d’arte o semplici curiosi, tra musei, spazi istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti (qui tutti gli altri percorsi). La mappa completa potete trovarla sul nostro ultimo numero cartaceo speciale dedicato alla manifestazione in Laguna, il 133, che troverete in distribuzione ai Giardini e all’Arsenale, negli spazi d’arte e cultura di Venezia e in tutta Italia, oltre che online, singolarmente oppure in abbonamento.

Padiglione italiano, Con te, con tutto, Chiara Camoni, a cura di Cecilia Canziani. Ph. Jacopo Salvi – Courtesy La Biennale di Venezia

Ha inaugurato ieri In Minor Keys, la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che ospita anche il nuovo progetto espositivo per il Padiglione Italia. A cura di Cecilia Canziani, Con te con tutto è il titolo della mostra di Chiara Camoni. Il suo progetto è una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione con le altre forme di vita, lasciando spazio alla meraviglia, al sentire, al dialogo, alla contemplazione, al fluire del tempo che tutto trasforma. Si compone di opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti, secondo una pratica che combina tecniche e materiali, in un approccio di riutilizzo e ri-semantizzazione.

In linea con la sua dimensione collaborativa, il progetto curatoriale si apre includendo una pluralità di voci, assumendo una dimensione corale con una punteggiatura di opere di altri autori, tra cui Fausto Melotti, Alberto Martini, Marisa Merz, in relazione con il lavoro di Camoni.

All’interno degli spazi espositivi avrà luogo – in date specifiche – la performance Canti fossili di Annamaria Ajmone. Fino al 22 novembre, un ampio calendario di eventi collaterali coinvolgerà il Padiglione Italia estendendosi, oltre i confini della mostra, a una pluralità di luoghi e realtà della città di Venezia.

Il nostro percorso parte dall’Isola di San Giorgio Maggiore, con le fondazioni Le Stanze della Fotografia e Le Stanze del Vetro, e una mostra all’Abbazia di San Giorgio Maggiore. Procediamo, in zona San Marco, con il San Marco Art Centre (SMAC) e le esposizioni al Negozio Olivetti e al Museo Correr. Concludiamo in Campo Santo Stefano visitando ACP Palazzo Franchetti. In zona Castello segnaliamo ulteriori mostre negli spazi di Zuecca Projects e 10 & zero uno, e i Padiglioni Cile e Slovenia.

 

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Biennale Arte 2026: aperture, mostre e appuntamenti di oggi

Iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, Le Stanze della Fotografia, nella sua sede nell’Isola di San Giorgio Maggiore, ospita fino al 5 luglio due importanti mostre. In 30 Years. The Wild Horses of Sable Island l’artista canadese Roberto Dutesco presenta 36 fotografie di grande formato, tra bianco e nero e colore, dedicate ai cavalli selvaggi di Sable Island, un lembo di terra remoto nell’Atlantico del Nord. In dialogo ideale con la fragilità della Laguna, le immagini di Roberto Dutesco raccontano un ecosistema in bilico, dove la bellezza nasce dalla resistenza e dalla capacità di adattamento. La mostra si inserisce nella scia delle riflessioni avviate dalla Biennale 2026, proponendo un racconto che guida il visitatore tra origine, adattamento e futuro.

Horst P. Horst. Maria Callas, Waldorf Astoria hotel, New York, 1952. © Horst Estate

Le Stanze della Fotografia propone anche Horst P. Horst. La Geometria della Grazia, a cura di Anne Morin, una lettura dell’opera del fotografo tedesco-americano, oltre le celebri fotografie di moda comparse sulle pagine di Vogue. Con oltre 300 opere – molte delle quali arrivano in Italia per la prima volta – tra fotografie a colori, stampe vintage, disegni e documenti inediti, la mostra invita a scoprire un artista che ha trasformato la fotografia in un linguaggio di armonia, proporzione e bellezza.

Vista dell’allestimento: 1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia, Le Stanze del Vetro, Venezia, 2026. Foto: Enrico Fiorese

Poco distante, alle Stanze del Vetro, si prosegue il dialogo tra enti culturali cittadini e la Biennale 2026. La mostra 1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia, curata da Marino Barovier, racconta la presenza del vetro muranese alla manifestazione veneziana nel decennio del secondo dopoguerra. Tale decennio rappresentò per Murano una stagione particolarmente fertile, in sintonia con il fervore del boom economico e con l’affermazione della cultura del design.

Vista dell’allestimento: Barry X Ball – The Shape of Time, Basilica di San Giorgio Maggiore, Venezia, 2026. © Barry X Ball Studio

Prima di lasciare l’Isola visitiamo l’Abbazia di San Giorgio Maggiore, che presenta The Shape of Time, un’importante retrospettiva dedicata alla pratica scultorea dell’artista americano Barry X Ball, che celebra l’incontro tra innovazione tecnologica e tradizione rinascimentale, all’interno del capolavoro architettonico di Andrea Palladio. Il progetto riunisce ventitre sculture – molte delle quali esposte al pubblico per la prima volta – all’interno degli spazi sacri. Tra ritratti di personaggi cristiani e sculture di Buddha, l’artista crea un punto d’incontro tra fede cattolica e filosofia buddhista, rivelando la dimensione ecumenica dell’arte di Ball. Un secondo nucleo di opere è ispirato alle sculture di Medardo Rosso.

Ci spostiamo nel sestiere di San Marco per le prossime tappe: Palazzo Franchetti, il San Marco Art Centre (SMAC) e le esposizioni al Negozio Olivetti e al Museo Correr.

A. Giosetta Fioroni, Senza titolo (Ritratto di una madre e una figlia), fine anni Sessanta – inizio anni Settanta. Smalto argentato e grafite su tela (90x115cm). Courtesy ACP – Palazzo Franchetti by Fondazione Calarota

Spostiamoci in campo Santo Stefano per visitare le mostre in programma presso Palazzo Franchetti. L’artista romana Giosetta Fioroni torna a Venezia con la mostra Il futuro è uscito dal passato: immagini e parole, in un percorso articolato in tre tappe volto a mettere in luce l’attualità e le molteplici sfaccettature dell’arte dell’unica protagonista femminile della Pop Art legata alla Scuola di Piazza del Popolo di Roma.

In questa occasione, l’attenzione si concentra, oltre che sui celebri Argenti – le iconiche opere degli anni Sessanta e Settanta – anche attorno al suo legame con la letteratura, profondamente segnato dalla sua lunga relazione con Goffredo Parise, tramite una selezione di libri d’artista realizzati da Fioroni.

Lida Adbul, White House, 2005 – © Lida Abdul – Courtesy l’artista e Galleria Giorgio Persano, Torino

Negli stessi spazi, Parasol unit foundation for contemporary art presenta un evento collaterale della Biennale 2026, TURANDOT: To the Daughters of the East, con una mostra collettiva, curata da Ziba Ardalan che presenta 11 importanti artiste provenienti dall’Asia centrale e dalle più ampie regioni orientali. La mostra presenta opere celebri e inedite che spaziano tra diversi linguaggi artistici, dai lavori video di Lida Abdul, Hera Büyüktașcıyan, Daria Kim e Tala Madani, alle installazioni di Afruz Amighi, Saodat Ismailova e Nazira Karimi, alle sculture di Huma Bhabha e Mona Hatoum, ai dipinti, ai video e alle registrazioni di Farideh Lashai, ai lavori tessili e sonori di Madina Joldybek. Queste 11 artiste si occupano in modo approfondito di questioni umane, sociali e globali, affrontando temi diversi come l’esistenza, il mito e la storia.

Julian Charrière – Vista dell’allestimento: Spiral Economy: Charrière and Canova, Museo Correr, Venezia, Italia, 2026. – © Julian Charrière / VG Bild-Kunst, Bonn 2026 – Ph. Daniele Molajoli

Spostiamoci verso Piazza San Marco per visitare i due progetti espositivi in mostra al Museo Correr. La personale di Bizhan Bassiri intitolata Principe. Il nottambulo del Pensiero Magmatico, nasce con l’intenzione di voler configurare una quadreria che circonda il visitatore e viene incontro ai suoi sguardi. L’artista iraniano mostra sia l’esito della pratica più recente, sia alcuni lavori emblematici, capaci di enunciare le costanti basi poetiche della sua tensione estetica.

Bizhan Bassiri – Vista dell’allestimento: Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico, Museo Correr, Venezia, Italia, 2026. – © Bizhan Bassiri – Ph. Michele Alberto Sereni

Negli stessi luoghi, la mostra Spiral Economy è pensata come un dialogo tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova, attraverso gli spazi del Museo Correr, svelando la poesia della materialità. Laddove il marmo di Canova tende alla sembianza della carne umana, Charrière evoca un’altra verità: la pietra come corpo vivente a pieno titolo, che non ha bisogno di somiglianza umana per esistere. La mostra invita dunque l’osservatore a riflettere sul tentativo di misurare il tempo e abbandonarsi ad esso.

Abbiamo già parlato delle due mostre presentate a SMAC Venice: una grande retrospettiva dedicata al maestro Alighiero Boetti e una personale dell’artista Lee Ufan.

Torniamo a citarle, perché nello stesso palazzo, presso lo storico Negozio Olivetti di Piazza San Marco, è aperta la mostra Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti, a cura di Marcello Dantas. Concepita come evento collaterale della Biennale 2026, la mostra presenta circa venti sculture, alcune delle quali inedite, di Leandro Erlich. Esse danno forma a organismi impossibili ma sorprendentemente familiari: farfalle con ali-orecchie, cavoli che diventano architetture, coralli che assumono la fisionomia di metropoli, alberi che terminano in piedi umani. Ibridi che suggeriscono che l’arte non è un ornamento del mondo ma una forza che ne continua la creazione.

Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti, Negozio Olivetti, Venezia, 2026. Ph. Luca Chiaudano – © FAI 2026

Andiamo verso il Museo di Palazzo Grimani, parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, che ospita la prima mostra personale in Italia dell’artista ghanese Amoako Boafo che, attraverso la sua pittura e i suoi progetti sociali, ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della scena culturale del Ghana e ha sostenuto artisti contemporanei in tutto il continente africano e anche oltre i suoi confini.

In occasione di questa mostra, Boafo si confronta con la tradizione artistica veneziana, reinterpretando il genere della ritrattistica. Spesso i suoi autoritratti sono indagini autobiografiche che rivelano vulnerabilità e creatività, mettendo in discussione i modelli tradizionali della mascolinità. In questo caso, l’artista si relaziona direttamente con il contesto storico e con l’architettura unica del Palazzo in una serie di nuove opere create appositamente per questa esposizione.

Vista dell’allestimento: Amoako Boafo. It doesn’t have to always make sense, Museo di Palazzo Grimani, Venezia, 2026. Ph. Leonardo Cestari Courtesy l’artista, Gagosian, New York, e Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, Venezia

Spostandoci verso il sestiere di Castello, segnaliamo, infine, i progetti di altri due padiglioni all’interno degli spazi dell’Arsenale. Il Padiglione Cile presenta Inter-Reality, una nuova installazione immersiva e multisensoriale dell’artista cileno Norton Maza, curata da Dermis León e Marisa Caichiolo. L’installazione, una grande struttura architettonica posta su una roccia e attraversata da un palo elettrico, affronta questioni globali da una prospettiva sudamericana: migrazioni, crisi ecologica, conflitti geopolitici, disinformazione e tensioni politiche.

Vista dell’allestimento: Padiglione Cile, Norton Maza. Inter-Reality, curato da Marisa Caichiolo, Dermis León, Arsenale di Venezia, 2026. Ph. Norton Maza – Courtesy l’artista

Il Padiglione Slovenia ospita il progetto Soundtrack for an Invisible House,  a cura di Nataša Petrešin-Bachelez e sviluppato dal Nonument Group (Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar e Miloš Kosec). L’intervento trasforma una traccia architettonica dimenticata in uno spazio risonante di ascolto, riflessione e riesame storico. Gli spazi espositivi si presentano come un’installazione sonora – una struttura composta dai materiali di scarto della precedente Biennale di Architettura – che invita attivamente il visitatore all’ascolto e alla riflessione.

Vista dell’allestimento: Padiglione Slovenia, NONUMENT GROUP. Soundtrack for an Invisible House, curato da Nataša Petrešin-Bachelez, Arsenale di Venezia, 2026. Ph. Asiana Jurca Avci – Courtesy l’artista e Moderna galerija Ljubljana

Prima di lasciarci, dopo questa lunga settimana in giro per mostre a Venezia, segnaliamo altre due iniziative in zona Castello, a pochi passi dai Giardini della Biennale.

La galleria 10 & zero uno presenta una personale dell’artista Melissa McGill, nata dalla collaborazione con Mazzoleni. AQUAE, il titolo della mostra, trova una corrispondenza diretta con il contesto veneziano, portando in primo piano la ricerca dell’artista sull’acqua come medium, presenza vitale, forma narrativa. Per McGill, che ha vissuto a Venezia nei primi anni ’90 e da allora è tornata regolarmente, Venezia è anche uno spazio di relazioni durature: una comunità con cui il suo lavoro è stato costruito nel tempo attraverso la vicinanza, lo scambio e l’impegno condiviso per la laguna. Le opere in mostra attraversano i temi della navigazione, della cartografia legata ai corsi d’acqua, della vitalità e dimensione ancestrale dell’acqua.

Melissa-McGill – Vista dell’allestimento: AQUAE, 10 & zero uno gallery, Venezia, 2026. Ph. Filippo Molena – Courtesy l’artista e 10 & zero uno gallery, Venezia

Zuecca Projects ospita il Padiglione Mongolia, dal titolo Entanglements: Connectivities Across Borders e curato da Uranchimeg Tsultem e Thomas Eller. Attraverso pittura, installazioni e pratiche miste, la mostra riflette su relazioni interspecie, spiritualità e scambi transnazionali, ricostruendo le storie della diplomazia e del commercio eurasiatico, mettendo in luce i legami tra l’Impero mongolo e Venezia nel XIII secolo. Gli artisti in mostra: Nomin Bold, Gerelkhuu Ganbold, Tuguldur Yondonjamts, Dorjderem Davaa.

Itinerario #7: domenica, 10 maggio

  1. La Biennale di Venezia

Ca’ Giustinian

San Marco 1364/A

labiennale.org

+39 0415218711

At Giardini della Biennale (88A.) and Arsenale (88B.)

Biennale Arte 2026: 61th International Art Exhibition

In Minor Keys

Curated by Koyo Kouoh

09.05 → 22.11.2026

At Arsenale (88B.)

Pavilion of Italy | Con te con tutto

Chiara Camoni solo show curated by Cecilia Canziani

Pavilion of Chile | Inter-Reality

Norton Maza solo show curated by Marisa Caichiolo, Dermis León

Pavilion of Slovenia | Soundtrack for an Invisible House

NONUMENT GROUP (Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar, Miloš Kosec) solo show curated by Nataša Petrešin-Bachelez

 

  1. Le Stanze della Fotografia

Isola di San Giorgio Maggiore

lestanzedellafotografia.it

@lestanzedellafotografia

+39 041 2412330

30 Years. The Wild Horses of Sable Island

Roberto Dutesco solo show

15.04 → 05.07.2026

The Geometry of Grace

Horst P. Horst solo show

→ 05.07.26

 

  1. Le Stanze del Vetro

Isola di San Giorgio Maggiore

lestanzedelvetro.org

@lestanzedelvetro

+39 041 2710 238

1948-1958 Murano Glass and the

Venice Biennale

Group show curated by Marino Barovier

19.04 → 22.11.2026

 

  1. Abbazia di San Giorgio Maggiore

Isola di San Giorgio Maggiore, 2

abbaziasangiorgio.it

@abbaziasangiorgiomaggiore

+39 375 6323595

At Basilica di San Giorgio Maggiore

The Shape of Time

Barry X Ball solo show curated by Bob Nickas and Carmelo A. Grasso

09.05 → 22.11.2026

 

  1. Museo Correr

Piazza San Marco, San Marco 52

correr.visitmuve.it

@visitmuve

Bizhan Bassiri. Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico

Solo show curated by Chiara Squarcina and Bruno Corà

→ 22.11.2026

Spiral Economy: Charrière and Canova

Julian Charrière and Antonio Canova double solo show curated by Chiara Squarcina and Pier Paolo Pancotto, with the collaboration of Claudia Cargnel

30.04 → 22.11.2026

 

  1. SMAC (San Marco Art Centre)

Procuratie Piazza San Marco, San

Marco 105

smacvenice.org

@smac_venice

Alighiero Boetti

Solo show curated by Elena Geuna

and supported by Ben Brown Fine

Arts

07.05 → 22.11.2026

Lee Ufan

Solo show presented by Dia Art

Foundation

09.05 → 22.11.2026

 

  1. Negozio Olivetti

Piazza San Marco, San Marco 101

fondoambiente.it

@negozioolivetti

0415228387

Hybrids

Leandro Erlich solo show curated

by Marcello Dantas

09.05 → 22.11.2026

 

  1. Museo di Palazzo Grimani

Ramo Grimani, Castello 4858

museogrimani.cultura.gov.it

@museopalazzogrimani

It doesn’t have to always make sense

Amoako Boafo solo show

05.05 > 22.11.2026

 

  1. ACP Palazzo Franchetti

San Marco, 2847

acp-palazzofranchetti.com

@acppalazzofranchetti

Il futuro è uscito dal passato.

Immagini e parole.

Giosetta Fioroni solo show

05.05 → 02.08.2026

Turandot: To the Daughters of the East

Group show curated by Dr Ziba

Ardalan presented by Parasol unit

foundation

09.05 → 31.10.2026

 

  1. Zuecca Projects

Salizada Streta, Castello 368

zueccaprojects.org

@zuecca_project_space

Pavilion of Mongolia |

Entanglements: Connectivities

Across Borders

Nomin Bold, Gerelkhuu

Ganbold,Tuguldur Yondonjamts,

Dorjderem Davaa group show

curated by Uranchimeg Tsultem,

Thomas Eller

09.05 → 22.11.2026

 

  1. 10 & zero uno

Via Giuseppe Garibaldi, Castello 1830

10zerouno.com

@10zerouno

+39 3294089647

Aquae

Melissa McGill solo exhibition in

collaboration with Mazzoleni

30.04 → 20.06.2026

CHap(ə)l

Austin Camilleri solo show

04.09 → 24.10.2026

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