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Cultura pop e immaginari contemporanei al Comicon 2026, da Nine Antico a Robert Crumb
Fumetti e illustrazione
Il Napoli Comicon 2026 si è confermato anche quest’anno uno degli appuntamenti culturali più importanti in Italia dedicati al fumetto, al cinema, alle serie tv, ai videogiochi e alla cultura pop contemporanea. Per quattro giorni la Mostra d’Oltremare è tornata a trasformarsi in uno spazio attraversato da migliaia di persone provenienti da tutta Italia, tra cosplay, incontri, concerti, mostre e occasioni di confronto che hanno reso il festival non solo un evento di intrattenimento ma anche un luogo di scambio culturale e creativo.
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L’edizione 2026 ha registrato numeri particolarmente significativi, con un’affluenza altissima. A contribuire al successo del festival è stata anche la presenza di ospiti molto attesi dal pubblico, tra cui John C. McGinley, celebre interprete del Dr. Cox nella serie televisiva Scrubs, e Caparezza, accolto con entusiasmo dai fan durante gli incontri e gli eventi dedicati. Grande attenzione anche per le esposizioni presenti nei padiglioni, che hanno contribuito a costruire un percorso artistico ricco e trasversale. Vale la pena citare quella del Magister di quest’anno, Leo Ortolani, che ha ripercorso la carriera e l’immaginario dell’autore attraverso tavole originali, materiali inediti e installazioni, ma soprattutto fogli a quadretti ingialliti dal tempo e datati 1971, 1976, 1975, in cui l’autore si cimentava per le primissime volte con quell’arte che l’avrebbe poi consacrato al successo.
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Ossessione. Il filo rosso italiano di Nine Antico
Tra le mostre da segnalare del Napoli Comicon 2026 c’è sicuramente Ossessione. Il filo rosso italiano di Nine Antico, il cui fulcro ruota intorno all’ultima pubblicazione di Nine Antico, autrice francese icona del fumetto femminista che da anni lavora su figure femminili tormentate, desiderio, identità e tensioni emotive, ovvero Ossessione (tradotta in italiano da Coconino Press). L’esposizione ha portato nei padiglioni del festival un immaginario fortemente cinematografico e sensuale, costruito attraverso tavole originali, schizzi preparatori e materiali che mettono al centro il rapporto ambiguo tra eros, dipendenza affettiva e ricerca di sé.

Anche il graphic novel Ossessione si muove dentro una dimensione viscerale e inquieta, dove il desiderio non viene raccontato come qualcosa di romantico o rassicurante, ma come una forza totalizzante capace di consumare chi la vive. Più che raccontare una “semplice” storia sentimentale, Ossessione costruisce un percorso fatto di attrazione e autodistruzione, in cui i personaggi si muovono dentro relazioni fragili, instabili e spesso dolorose. Le tavole originali — visibili anche direttamente tra le pagine di ricerca sulle sue moleskine — esposte all’interno della teca dedicata a Goût du Paradis, ad esempio, evidenziavano perfettamente quest’atmosfera, grazie a uno stile grafico elegante ma volutamente sporco, capace di alternare sensualità e malinconia, glamour e inquietudine.
La narrazione di Nine Antico si concentra soprattutto sui corpi, sugli sguardi e sulle tensioni emotive irrisolte, trasformando il desiderio in una vera ossessione esistenziale che attraversa ogni pagina dell’opera.

La mostra ha colpito anche per la sua capacità di dialogare con un immaginario molto ampio, che richiama il cinema europeo degli anni Settanta — ad esempio, per gli allestimenti attraverso l’utilizzo di lightbox colorate, la cultura underground e una rappresentazione del corpo femminile distante dagli stereotipi più tradizionali. In questo senso, l’allestimento dedicato a Ossessione si è inserito perfettamente nel clima del Napoli Comicon 2026, confermando l’attenzione del festival verso opere che utilizzano il fumetto come linguaggio adulto, intimo e profondamente contemporaneo.
Citando il testo critico, quella di Antico è un’anatomia delle pulsioni che non offre risposte consolatorie ma propone specchi in cui riconoscere la fragilità e la forza delle nostre scelte più profonde. Ad accompagnare la mostra, il successivo panel dedicato al graphic novel dell’autrice francese in dialogo con Medea di Rita Petruccioli, moderato dall’autrice Fumettibrutti nella Sala Andrea Pazienza e intitolato Solo i nostri occhi. L’identità femminile tra desiderio e mito, momento particolarmente sentito che ha messo al centro proprio il rapporto tra mito, corpo e narrazione contemporanea.
I cattivi pensieri di Robert Crumb per il Comicon 2026
Parallelamente, come ogni anno, il programma di Comicon Off ha esteso il festival oltre gli spazi fieristici coinvolgendo diversi luoghi della città, tra cui il Maschio Angioino, che ha ospitato una mostra dedicata al celebre fumettista Robert Crumb, rafforzando il dialogo tra patrimonio artistico cittadino e cultura underground internazionale. La mostra Robert Crumb. Cattivi pensieri è visitabile fino al 31 agosto e rende omaggio a una figura centrale del fumetto underground e tra i più influenti disegnatori contemporanei.

L’esposizione ripercorre il lavoro di un autore capace di trasformare il linguaggio ribelle e controculturale del fumetto in una forma artistica universale, attraverso un tratto minuzioso, ossessivo e profondamente riconoscibile. Le sue tavole diventano così strumenti per esplorare le inquietudini collettive, le contraddizioni della società e gli aspetti più oscuri della psiche umana, componendo una sorta di “commedia umana” fatta di corpi, desideri, nevrosi e realtà materica.
Curata dal direttore artistico del Napoli Comicon 2026, Matteo Stefanelli, la mostra rientra nel programma Napoli contemporanea, coordinato da Vincenzo Trione per il Comune di Napoli. Per la prima volta in Italia viene presentata una selezione ampia e articolata dell’archivio visivo di Crumb, restituendo così tutta la forza di un immaginario che continua ancora oggi a interrogare il presente attraverso satira, provocazione e un’osservazione radicale della natura umana.
Comicon 2026: l’atmosfera partecipata e l’impegno civile
Uno degli aspetti più evidenti del Comicon resta l’atmosfera che si respira tra i padiglioni: un ambiente partecipato, inclusivo e vitale, caratterizzato da una forte presenza di pubblico e da una grande capacità organizzativa e di accoglienza. Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 anche l’attenzione dedicata ai laboratori e alle attività sociali, compresi naturalmente quelli legati alla Palestina, come l’esposizione dell’opera collettiva e partecipata Gli uccelli del paese rubato e la proiezione del video animato Una storia di Tatreez a cura di Tatreez Napoli, che ha offerto ai partecipanti uno spazio di condivisione culturale e memoria collettiva dell’atto del ricamo come gesto fortemente culturale e d’appartenenza.
Il Napoli Comicon 2026 conferma quindi anche quest’anno la propria capacità di unire intrattenimento, arte e riflessione, mantenendo viva un’identità che negli anni ha saputo rendere il festival un punto di riferimento nodale e stabile all’interno del panorama culturale italiano e internazionale.
















