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Da Frank Stella a Mario Merz: a Parigi va all’asta la collezione Claude e Grazyna Cluzel
Mercato
di redazione
Il prossimo 4 giugno, a Parigi, Bonhams Cornette de Saint Cyr mette all’asta la collezione di Claude e Grazyna Cluzel. Un corpus di 35 opere che sfilerà nel corso della vendita dedicata all’arte Post-War e contemporanea, capace di raccontare Minimalismo, Astrazione geometrica, Arte cinetica e Arte Povera. «Questa collezione è stata costruita attraverso visite regolari alle principali gallerie europee e americane e alle più importanti fiere internazionali d’arte», spiega Arnaud Cornette de Saint Cyr, presidente della maison parigina. «Dotati di passione e di un occhio straordinario, sostenuti da una conoscenza approfondita della storia dell’arte, Claude e Grazyna Cluzel hanno saputo acquisire fin da subito opere di grande importanza, emblematiche di tutti questi movimenti».

Al centro della vendita si trova Costa Mesa (1967) di Frank Stella, grande tela stimata tra 1,5 e 2 milioni di euro. Esposta alla Galerie Templon nel 1981 e rimasta nella collezione Cluzel per quasi mezzo secolo, l’opera rappresenta uno dei nuclei storici dell’asta e testimonia il precoce interesse dei collezionisti per la ricerca minimalista americana – confermata anche dai lavori di Sol LeWitt, Carl Andre, Kenneth Noland e Jesús Rafael Soto. Untitled (1972) di Sol LeWitt, struttura modulare in acciaio verniciato bianco stimata €150mila-200mila, è un esempio emblematico delle prime sperimentazioni tridimensionali dell’artista americano. Accanto a questa, 25 TX Steel Square (1975) di Carl Andre, composta da 25 piastre d’acciaio laminato, proposta con una stima di €80mila-120mila.

Importante anche la presenza di Jesús Rafael Soto con Espace virtuel gris et noir (1966), opera storica acquisita dai Cluzel nel 1974 e oggi valutata €120mila-180mila, mentre Wayward Red (1976) di Kenneth Noland conferma l’attenzione della raccolta verso la Color Field Painting americana. La vendita si apre inoltre alle ricerche europee degli anni Sessanta e Settanta. Tra le opere più significative compare Composition (1961) di Georges Mathieu, importante esempio dell’astrazione lirica francese.

Ciliegina sulla torta, la sezione italiana, guidata da un’importante installazione di Mario Merz. Untitled (1990), composta da neon, pietre e terra, è stimata tra €370mila e 570mila e sintetizza alcuni degli elementi fondamentali della poetica dell’artista dell’Arte Povera: materiali organici, sequenze numeriche e tensione tra natura e artificio. Accanto a Merz, figura Attesa n.5 (1962-1973) di Michelangelo Pistoletto, appartenente alla celebre serie dei Quadri specchianti, qui proposta con una stima di €250mila-350mila. Completano il panorama italiano opere di Ettore Spalletti e Lee Ufan, in dialogo con le ricerche concettuali e ambientali del secondo Novecento. Il ritratto di un collezionismo colto e coerente, capace di attraversare i grandi movimenti artistici del dopoguerra con uno sguardo insieme storico e personale. Risultati a Parigi.














