05 giugno 2026

Quattro artisti e 60 studenti per un progetto partecipativo a Reggio Calabria

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Al Castello Aragonese di Reggio Calabria apre Condominio Mediterraneo, progetto dell’Accademia di Belle Arti nato dai workshop con Giulia Piscitelli, Adrian Paci, Romina De Novellis e Michele Di Stefano

Adrian Paci e Gruppo L2, azione performativa sulla spiaggia di Lazzaro (RC), settembre 2025

L’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria porta le proprie attività fuori dalle aule e le trasferisce in uno dei luoghi simbolo della città. Dal 6 giugno al 23 agosto 2026 il Castello Aragonese ospita Condominio Mediterraneo, progetto di arti visive e performative nato all’interno del programma PNRR Performing PRMG, con l’Accademia di Catanzaro come capofila e sviluppato attraverso un percorso di sperimentazione didattica, produzione artistica e curatela condivisa.

Condominio Mediterraneo, Romina De Novelli e il GL3

Promosso dall’Accademia di Reggio Calabria, con il coordinamento del responsabile scientifico Marcello Francolini, Conominio Mediterraneo è incentrato sulla volontà di costruire forme di apprendimento fondate sul confronto diretto tra studenti e protagonisti del sistema dell’arte contemporanea. Per quasi un anno, 60 studenti provenienti da differenti indirizzi – tra cui Pittura, Scultura, Cinema, Comunicazione e Didattica dell’arte – hanno lavorato insieme ad artisti e professionisti della cultura all’interno di workshop interdisciplinari dedicati alla produzione artistica partecipata. A guidare il percorso sono stati Giulia Piscitelli, Adrian Paci, Romina De Novellis e Michele Di Stefano, chiamati a confrontarsi con gli studenti attraverso pratiche che spaziano dall’arte relazionale alla performance, dall’intervento ambientale alla coreografia.

Lucrezia Longobardi e Gruppo L5, progettazione mostra Condominio Mediterraneo, 2026, Reggio Calabria

Il progetto si è sviluppato in due fasi. La prima, tra giugno e novembre 2025, ha visto gli artisti adattare le proprie metodologie di lavoro a un contesto formativo e collaborativo, trasformando i workshop in laboratori di ricerca. La seconda fase, condotta tra aprile e giugno 2026 dalla curatrice Lucrezia Longobardi, ha portato alla definizione del percorso espositivo finale insieme al Gruppo L5, concepito come un dispositivo aperto, mobile e partecipativo.

Durante l’estate, le sale del Castello Aragonese ospiteranno sia le opere nate dai workshop sia attività laboratoriali e momenti di lavoro aperti al pubblico, trasformando il castello in una sorta di estensione temporanea dell’Accademia. L’istituzione sceglie così di trasferire una parte delle proprie funzioni educative e produttive nello spazio urbano, sperimentando nuove forme di relazione con la città.

Gruppo L1 con Giulia Piscitelli, Corpi, installation view, Condominio Mediterraneo (ABARC), 2025

Il titolo Condominio Mediterraneo richiama l’idea di una convivenza fatta di differenze, scambi e negoziazioni. Una metafora che attraversa tanto il contesto geografico del Mediterraneo quanto il metodo adottato dal progetto, fondato sulla collaborazione tra discipline, pratiche artistiche e soggetti diversi.  È proprio il concetto di “performativo” a costituire uno degli assi teorici dell’iniziativa. Le pratiche dei quattro artisti coinvolti, pur molto differenti tra loro, condividono infatti una riflessione sul fare artistico come esperienza relazionale e trasformativa.

Michele Di Stefano, Bermudas Condominio Mediterraneo, frame da video, 16 min, ABARC, novembre 2025

In questo senso Condominio Mediterraneo si colloca all’incrocio tra produzione culturale e sperimentazione educativa, in una direzione già consolidata in numerosi contesti europei. L’esperienza dell’Accademia di Reggio Calabria punta così a rafforzare il rapporto tra formazione artistica e società, immaginando l’istituzione come piattaforma di attivazione di processi condivisi e nuove forme di partecipazione culturale sul territorio.

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