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In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 22 al 28 giugno.
Danza e teatro
La danza di Fuori Programma
Con 5 anteprime, 5 prime assolute e 2 prime italiane, dal 21 giugno al 10 luglio torna Fuori Programma, il festival internazionale di danza contemporanea di Roma, prodotto dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini. Spettacoli, prove aperte, incontri e laboratori tra gli spazi del Teatro India, Palazzo Farnese e Teatro Biblioteca Quarticciolo. Una programmazione densa e articolata che presenta più spettacoli al giorno, a partire dal tramonto.
Tra i protagonisti: Michele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch/mk, Cristiana Morganti & Emanuele Soavi, Ilyes Triki, Hamdi Dridi, Roberto Tedesco, Loredana Parrella/Twain Physical Dance Theatre, Simon Le Borgne, Nicola Galli, David Zagari, Yared Tilahun Cederlund e Joanna Holewa Chrona, Maguy Marin/MM Contemporary Dance Company, Thomas Bradley, Sita Ostheimer, YoY Performing Arts, IVONA, Michele Ifigenia/Tyche.
Il programma completo sul sito fuoriprogramma.com.

La compagnia Rambert al Festival di Spoleto
Ad aprire la sezione danza del festival di Spoleto è la Rambert – la più longeva e autorevole compagnia di danza contemporanea del Regno Unito – che presenta This is Rambert, un programma che celebra cento anni di continua reinvenzione dello spazio coreografico, un trittico potente che riunisce voci coreografiche capaci di parlare il linguaggio del nostro tempo (dal 26 al 29 giugno, Teatro Romano).
In scena Hop(e)storm di (LA)HORDE, un omaggio alla danza come azione collettiva e un invito a riconquistare spazio, libertà e identità; Gallery of Consequence di Emma Evelein, presentato in prima europea, che trasforma lo spazio liminale dell’aeroporto in una metafora incisiva delle scelte che ci definiscono; In Crimson dei registi e coreografi Bobbi Jene Smith e Or Schraiber si muove sul confine tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto: dal proscenio al dietro le quinte, da ciò che si manifesta apertamente a ciò che ribolle appena fuori campo.

L.A.V.A. di Greco/ Scholten e Zappalà a Pompei
Come il magma si accumula sotto la terra prima di trovare una linea di frattura, anche nei corpi e nelle società le tensioni si addensano. Il secondo spettacolo del Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna estiva promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei, in programma il 26 e 27 giugno, segna il ritorno in Italia di Emio Greco e Pieter C. Scholten che con il coreografo Roberto Zappalà, e le loro rispettive compagnie, firmano L.A.V.A., una creazione in anteprima europea site-specific unica.
La performance si sviluppa in dialogo diretto con il paesaggio storico, dove l’incontro tra due universi coreografici acquista un’ulteriore intensità fisica. L.A.V.A. traccia un sottile parallelismo tra le forze geologiche e gli impulsi umani. Il titolo evoca inoltre un ciclo: lotta, avversione, vuoto e astrazione — una traiettoria che conduce dalla pressione e dal conflitto verso la trasformazione.

I due gentiluomini di Verona, di Declan Donnellan
Il 78° Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese, primo sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, si inaugura il 25 e 26 giugno, con la prima nazionale di Los dos hidalgos de Verona / I due gentiluomini di Verona, del regista Declan Donnellan, tra i più autorevoli interpreti contemporanei di Shakespeare. Attraverso la vicenda di Valentine e Proteus, amici destinati a innamorarsi della stessa donna, Shakespeare affronta temi che attraverseranno tutta la sua opera, dal desiderio al tradimento, dall’amicizia all’identità.
La presenza di Donnellan imprime una chiara vocazione internazionale al Festival e ne conferma il dialogo con alcune delle più significative esperienze della scena europea contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi figura inoltre la prima nazionale di Tito Andronico – Why don’t you stop the show?, nuova riscrittura di Davide Sacco con Francesco Montanari protagonista (il 9 e 10 luglio).
Programma completo sul sito estateteatraleveronese.it.

Dalla Corea a Firenze, The Butterfly Dream
La Prima Danza / The Butterfly Dream (progetto di danza contemporanea site-specific, collaborazione tra Fondazione Fabbrica Europa, Bigi Paoletti / Fritz Company e Ahn Aesoon Company) prende ispirazione dalla complessa storia della residenza dinastica coreana, attraversata da distruzioni, ricostruzioni e riscritture della memoria, nell’idea di trasformare i luoghi del patrimonio storico e artistico in dispositivi performativi che instaurano una relazione profonda tra contesto, memoria, opera e pubblico.
Dopo il debutto a Seoul nell’ottobre 2025, La Prima Danza / The Butterfly Dream si apre ora a una prospettiva più ampia, mettendo Changdeokgung in risonanza con altri spazi del patrimonio storico e artistico italiano, come il Cappellone degli Spagnoli e il Chiostro Verde del Complesso di Santa Maria Novella, il 23 e 24 giugno.

Giovani artisti a DANCEHAUSpiù
Dal 23 al 25 giugno le creazioni dei giovani artisti e artiste dei #YoungDreamers, il progetto di DANCEHAUSpiù a sostegno della giovane coreografia under 30, tornano sul palco del Teatro Franco Parenti a Milano. Le performance di Sara Pezzolo, Samuele Barbetta e del collettivo De Anima, insieme al duo artistico formato da Alessandro Florio e Maksym Petrashchuk, si incontrano in una tre giorni che raccoglie e attraversa quattro percorsi artistici distinti, restituendo la pluralità di voci, linguaggi e immaginari emersi nel corso dell’anno.

Elena Bucci è Allegra Byron
Nell’ambito di Ravenna Festival, dal 23 al 29 giugno, il cortile dei Musei Byron e del Risorgimento ospita la prima assoluta de La bambina inglese. Dedicato ad Allegra Byron, ideata, scritta e diretta da Elena Bucci, con musiche originali di Paolo Baioni. L’opera ripercorre la breve e dolorosa esistenza di Allegra Byron, figlia di Lord Byron e Claire Clairmont, trasformando una vicenda privata della storia romantica europea in una riflessione universale sull’infanzia, l’abbandono e la responsabilità degli adulti. Tra parola, canto e musica dal vivo, lo spettacolo restituisce voce a una figura dimenticata, proprio nei luoghi ravennati che conservano la memoria del poeta inglese e della sua stagione italiana.

Trent’anni dopo l’incendio del Teatro La Fenice di Venezia
La storia di una città è segnata da avvenimenti traumatici, come è stato per Venezia l’incendio del Teatro La Fenice nel gennaio del 1996. Un’esperienza indelebile su cui torna a riflettere Comeradovera, la nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale in collaborazione con La Biennale di Venezia, del dramaturg Stefano Fortin per la regia di Giorgio Sangati che guida sul palcoscenico le attrici e gli attori neodiplomati all’Accademia Teatrale Carlo Goldoni (al Teatro Goldoni di Venezia, dal 24 al 28 giugno, poi a Padova, Teatro Maddalene, dal 14 al 18 luglio).
Lo spettacolo mette al centro della propria riflessione l’incendio del teatro, ma non si limita a una semplice ricostruzione giudiziaria e artistica dell’avvenimento. Incrociando storie, punti di vista, dettagli, stati d’animo, tempi e ricordi, storie pubbliche e private, Comeradovera si interroga sul rapporto tra la vita di una singola persona o di una comunità e l’esperienza traumatica della perdita: come reagiamo quando qualcosa di fondamentale scompare per sempre?

In ricordo di Giancarlo Cauteruccio
Per ricordare Giancarlo Cauteruccio, fondatore della Compagnia Krypton, artista visionario e innovatore scomparso l’11 gennaio, la Compagnia ora diretta da Fulvio Cauteruccio, dà vita a Firenze all’evento intitolato Qui, ancora, portatori di luce. Voci, corpi e pensieri in omaggio a Giancarlo Cauteruccio articolato in quattro appuntamenti.
Si inizia il 22, 25, 26 giugno con Paesaggio Beckettiano, la storica installazione/performance in tre quartieri fiorentini per concludersi con l’installazione immersiva TeatroImmagine e un talk in Sala d’Arme, a Palazzo Vecchio, il primo luglio, data simbolica in cui il regista avrebbe compiuto 70 anni. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
Info su teatrostudiokrypton.it.

Youth Fest di Dominio Pubblico
Una settimana di teatro, danza, arti performative, arti urbane musica, cinema, arti visive, fumetto e arti digitali con artisti rigorosamente under 25. È la XIII edizione dello Youth Fest di Dominio Pubblico, dal titolo Sorgenti (al Teatro India di Roma, dal 23 al 28 giugno). Tra gli artisti, per la danza Fabio Bergaglio, finalista Premio Twain 2025 con Instructions Unclear; Francesca Gianelli con Lumii; Anna Pesetti con Konpira fune fune; la rassegna Primi tempi a sostegno della coreografia emergente.
Il programma sul sito dominio-pubblico-teatro.it.

Il cielo sopra Belluno
La sesta edizione de Il cielo sopra Belluno (dal 26 giugno all’11 luglio), la rassegna dedicata alla scena contemporanea, a cura di Tib Teatro e con la direzione artistica di Vassilij Gianmaria Mangheras e Daniela Nicosia, vedrà protagonisti alla Casa delle Arti – Spazio EX di Belluno gli spettacoli di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, Pallaksch, Giulia Scotti, Gruppo della Creta e Giulia Bartolini. Da segnalare l’evento di apertura: il talk culturale La fine dell’autofiction?, un momento di riflessione sui limiti del racconto dell’io.
L’incontro vedrà il coinvolgimento di artiste e artisti che ben rappresentano la varietà della scena attuale: Marco D’Agostin, Eliana Rotella, Francesco Alberici, Guerrini e Fettarappa, Ermelinda Nasuto.

Pergine Festival – Geografie umane
Pergine Festival, dal 27 giugno all’11 luglio, dal titolo Geografie umane, conferma il suo ruolo di incubatore creativo che sperimenta linguaggi e dispositivi scenici. In programma: Roberto Latini con Paradisi perduti, uno spettacolo in cuffia ambientato in un luogo insolito e tutto da scoprire, che rilegge il Paradiso Perduto di Milton trasformando la cacciata dall’Eden in una riflessione contemporanea su libertà, colpa e possibilità di bellezza; Balance In di Emily Heather Manica e Linus Jansner, tra danza contemporanea e chitarra classica; Atti degli Apostoli di Baladam B-Side; Nervo Vago di Rita Frongia; My Age di Silvia Gribaudi/Qui e Ora residenza teatrale; e Città natale, spettacolo in cuffia di Jonathan Zenti; e lo spettacolo di circo Damoclès di Cirque Inextremiste.
Il programma completo sul sito su perginefestival.it.

La musica di Steven Brown e la danza di Julie Ann Anzilotti
Un viaggio che attraversa paesaggi sonori e coreografici, toccando temi quali la ricerca della felicità, l’ascolto e l’amicizia. È Miraggi, il nuovo progetto musicale di Steven Brown – con il trio formato da Luc van Lieshout e Benjamin Glibert – che incontra la ricerca coreografica di Julie Ann Anzilotti con i danzatori della Compagnia Xe (il 28 giugno al Teatro Niccolini di San Casciano in Val di Pesa). Per l’occasione saranno presentate coreografie originali create appositamente su alcune delle nuove composizioni di Brown tratte da In This Very World, un lavoro che riflette tanto la dimensione più intima e contemplativa dell’artista quanto il suo profondo legame con tradizioni musicali e sperimentazioni, tra jazz da camera, folk e atmosfere avant-pop.

Spellbound, memoria sonora dei paesaggi
Curato da ALMARE, il festival Spellbound, ospitato al PAV – Parco Arte Vivente di Torino, per poi espandersi in nuovi contesti della città, si articola in due momenti distinti: una prima parte il 27 e 28 giugno, e un secondo appuntamento il 26 e 27 settembre, che coinvolgerà l’Orto Botanico dell’Università di Torino e Magazzino sul Po.
La seconda edizione esplora la memoria sonora dei paesaggi, archivi viventi di storie e saperi, relazioni tra umani e più-che-umani. Il suono diventa uno strumento per mettere in dialogo passato e futuro, rielaborando criticamente pratiche e materiali tradizionali, mettendo in evidenza il loro carattere situato e le trasformazioni imposte da dinamiche storiche e di potere.












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