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Il Comune di Firenze, non diciamo una novità, è culturalmente in panne. Scavalcato dall’attivismo della Provincia e anche della Regione, che perlomeno un fondo sull’arte contemporanea (TRA-ART) in qualche modo l’ha proposto. E inviando –è storia di questi giorni- a luglio 2005 una brochure pseudoelettorale ai cittadini sulle attività culturali del Comune del 2004 (che tempismo!) non fa che sottolineare questo stato di smarrimento sotto ogni punto di vista.
Unica eccezione? Il Quarter. La kunsthalle di periferia diretta da Sergio Risaliti che, seppur umiliata nei finanziamenti, porta avanti una seria programmazione di mostre, serate, eventi, dibattiti, incontri. E riguarda proprio Quarter la proposta che vogliamo fare al municipio di Firenze per iniziare, con poco, a togliersi da questo immobilismo culturale che non ha eguali in alcun capoluogo del paese. A Quarter c’è un’opera di Enzo Cucchi; si tratta già di un monumento che Firenze non deve farsi sfuggire. Basta solamente –solamente!- acquisirlo e trovargli una collocazione degna della sua potenza dissacrante, ironica e profonda. Un’idea? La nuova stazione dell’Alta Velocità che tra non molti anni attraverserà la città.
Firenze, inizia con questo gesto simbolico a svegliarti e smetti di essere lo zimbello culturale del Paese.
[exibart]










Firenze e come imbalsamata, ben tenuta intendo, ma la firenze degli splendori è bella che morta.
Sono cinque secoli che se la menano, adesso è arrivato il momento di muoversi e non vivere di alberghetti, ristorantini e statuette anche quelle “ine”. A firenze si vive di rendita, al massimo si ristruttura, ma non si fonda più.
Ogni fiorentino crede di avere i geni dei geni, scusate il gioco di parole, di illustri fiorentini, che dal milleduecento hanno illuminato le menti del nostro mondo; e quindi, basta così. Svegliatevi, più di qualche fiorentino vorrebbe cacciare i mercati dal tempio, ma la città è un mercato, un mercato condotto da bottegai!!
Con tutto il rispetto per i “cari” bottegai.
La stazione dell’alta velocità è troppo veloce per passare da Firenze, andiamo un poco più calmini…eh!
E Cucchi? Comprate anche Cucchi.
Ma siate seri.
La bruttezza e l’ineguatezza storica di quella “crosta” è seconda solo ai lavori dell’ultima Biennale a cui fu invitato l’artista.
Se poi solo per il fatto che si trovi in un capannone diretto da Risaliti è garanzia di “qualità” allora il RE è proprio nudo.
Un po di mostre serie a Firenze si possono trovare … basta girare.
Meditate gente …
ma una fotina di questo capolavoro così vediam tutti?
non farsi scappare… Cucchiiii?????
siete seri???
ad Ancona è stata da poco rifiutata un’opera realizzata dallo stesso, con grosso sollievo e gioia dei cittadini tutti.
ma probabilmente Ancona batte Firenze in “immobilismo”
RAGAZZI MICA GIOVANI…SIA MAI…O CHUCCHI O CHIA…,amma mia!!!!!!!!!
Che Firenze viva una grave immobilità e inadeguatezza culturale è certamente VERO.
Un contenitore confezionato e predigerito a misura di turista:spendere, spendere espendere; quello che non fa soldi è inacettabile.
Non credo che sia una scelta “coraggiosa” acquistare un opera di un artista ormai storicizzato, visto che con questo atto non si fa cultura ma bensì SPECULAZIONE.
ma state scherzando? ma è una farsa?
attività culturali del comune di firenze = zero, risposta: compriamo un cucchi.
ci stiamo prendendo in giro?
Ho sempre avuto antipatia per il vecchio Cpa, il centro popolare autogestito che è stato demolito per far posto al centro anticulturale/commerciale Quarter/Coop/ComuneDiFirenze, va detto però ad onore del vecchio Cpa che almeno era in grado di organizzare eventi superiori – almeno di numero – di quelli organizzati da Sergio Risaliti & Co(op) che oltre a non essere in grado di gestire veri eventi artistici, sono assolutamente incapaci di gestirli anche solo a livello di comunicazione nonostante gli appoggi illimitati che godono anche da parte dei curatori di questa rivista – che sovente parlano male del Risaliti in sua assenza ma poi si prestano a pubblicare dei marchettoni come questo per descrivere “il nulla”.
Ho letto recentemente su questa rivista un’intervista al Risaliti fatta dal direttor Tonelli in cui il Risaliti si vantava delle migliaia e migliaia di persone che hanno visitato fino ad oggi il Quarter.
Le cose sono due, o si trattava di visitatori invisibili o forse il Risaliti dopo un colpo di sole ha confuso le persone che andavano a fare la spesa nell’adiacete Coop con dei visitatori.
Passo ogni giorno davanti al Quarter e l’unica persona che ho visto fino ad oggi è un annoiato ragazzo che è costretto a far la guardia ad un Quarter deserto.
Non va meglio ai vernisage. Grazie ai dirigenti e all’ufficio stampa del Quarter che sbaglia a comunicare le date dell’inaugurazioni o le cambiano all’ultimo momento sembra quasi che desiderino organizzare eventi solo per gli amici e/o parenti.
Forse se il signor Tonelli passasse un pò meno tempo davanti al computer e andasse un pò più spesso all’inaugurazioni delle mostre che pubblicizza se ne sarebbe accorto anche lui.
Verrebbe da chiedere quanto costa tenere in piedi il baraccone Quarter e chi paga, soprattutto verrebbe da chiedere “perchè”!!
Il costo è sicuramente alto e in un modo o nell’altro lo paghiamo NOI.
Il perchè è macroscopico. Per fare un centro commerciale non voluto e combattuto dall’intero quartiere, la Coop e i suoi “dipendenti” del Comune di Firenze avevevano bisogno di un alibi culturale per tenere in piedi un operazione commerciale davanti alla cittadinanza.
Come giustificare l’ennesimo inutile centro commerciale al posto di un bel giardino, un museo o semplicemente il vecchio Cpa?! Il Quarter è l’alibi, non serve a nulla ma possono (cercare) di far credere alla gente che stanno facendo cultura vantandosi dei soldi che sperperano. Non c’è neanche da temere che qualcuno si accorga che così non è tanto nel Quarter non ci entrerà mai nessuno per verificare!!
Concordo con una recente dichiarazione del ex ministro dei Beni Culturali e dirigente del Polo Museale Fiorentino Antonio Paolucci quando dice che la Firenze di oggi è quanto di più lontano dall’antica città rinascimentale che dovrebbe rappresentare l’Arte e la Cultura nel mondo, posti come il Quarter infatti non sono altro che un monumento alla decadenza culturale dell’intero paese.
Che il Quarter sia nefasto anche sugli artisti ha come prova il lavoro realizzato da Cucchi. Portare a Firenze un’artista come Enzo Cucchi, ispirarlo a realizzare la più brutta opera della sua carriera e poi dire che “è un monumento da non lasciarsi sfuggire” è l’eccezione che conferma la regola…
Il progetto dell’alta velocita si commenta da solo…
L’opera di Cucchi anche!
quale migliore collocazione quindi?
Auguri di buon proseguimento …ironici asinelli!!!
Federico
Sono daccordo con ciò che è stato scritto nell’articolo,infatti sarebbe molto importante iniziare ad avere opere d’arte contemporanea di grandi artisti.Purtroppo a Firenze siamo ancora ancorati ad un tipo di arte classica,che ci fa avere un’idea fuorviante dell’arte contemporanea,che non viene considerata come tale,ma solo come un qualcosa di orribile. Ragazzi apriamo gli occhi,dobbiamo valorizzare l’arte contemporanea,perchè ciò che oggi è per noi contemporaneo,divemterà per i nostri successori storia,pensiamo se ai tempi di Giotto avessero fatto quello che stiamo facendo oggi noi,ora non avremmo alcuna sua opera!!!!!!!!!!!!!!!!11