17 settembre 2005

Erotismo e vjing nella pancia verde del Coniglio Viola. Performance alla Biennale del Mediterraneo

 

di


Eros, interattività e gioco, nella nuova installazione di Coniglioviola, presentata alla XII Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si svolge a Napoli. La Passion.Room promette un’immersione ludica nel mondo delle immagini virtuali e una buona dose di emozioni artistico-erotiche. Si tratta di una pratica innovativa nel campo del VJing: non solo un’operazione di manipolazione-montaggio-proiezione in real time di frammenti video; qui anche le riprese sono in diretta, e i protagonisti sono gli stessi visitatori, invitati a entrare nell’apposito spazio -da soli o in coppia- per dar vita a delle performance sul tema della passione.
Ma che cos’è la “passion room ”? Non una normale stanza, ma… la pancia verde di un grosso coniglio gonfiabile. All’interno trovate maschere, costumi e altri accessori di scena, firmati Coniglioviola, da indossare per le vostre appassionate pièce. Il tutto viene ripreso da una telecamera, trasmesso alla postazione di mixaggio, poi rielaborato e ricontestualizzato su sfondi surreali e infine trasmesso ai videoproiettori. A Napoli, un’altra folle invenzione del roditore viola…


Coniglio Viola – “Passion.Room”
XII Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo
19-28 Settembre 2005
Napoli – Castel Sant’Elmo
info: www.bjcem.org
per prenotare una visita nella Passion Room scrivere a passionroom@coniglioviola.com o visitare il sito www.coniglioviola.com


[exibart]

7 Commenti

  1. Signori, dov’è l’arte in questo coniglione dal funereo color viola? In quello che avviene nella sua mirabile pancia? Per favore smettiamola con i giochi per bambini!…l’arte è ben altra cosa. Parola mia.

  2. …e ti pareva che non ci fosse il criticone? Allora dillo tu dove stà l’arte. Vogliamo rimetterci a fare i vecchi discorsi (già troppe volte venuti fuori in questi spazi PURTROPPO !!!) su cosa sia o non sia arte?
    Le Biennali GAI sono TUTTE ben curate sopratutto nella scelta dei partecipanti, ti assicuro che se qualcuno vi partecipa è perchè il valore cel’ha, stanne certo. Poi il tuo gusto è altra cosa…

  3. Ba! queste biennali del mediterraneo non hanno un criterio di selezione cosi chiaro, sembra una gran macedonia. qualche galleria napoletana ci ha messo i suoi piccoli come la Di Marino le altre hanno snobbato alla grande, come 404, t293, change r.

  4. Piero: La semeiotica lasciala agli intellettuali che tentano di interpretare (vedi, che so,
    Jauss e l’Ermeneutica) e la comunicazione necessita di una dimensione drammatica che
    manca (per fortuna) nell’arte contemporanea. L’arte non è mai stata comunicazione.
    L’arte è delle elite e così deve essere perché appena si apre alle masse rischia di
    diventare Pippo Baudo.

    Domingo Aniello: nella tua analisi mi sembra che tu ometta in maniera più o meno consapevole dei punti chiave, Pippo Baudo è a busta paga e nella migliore delle ipotesi per lui presta un servizio pubblico nazionale…, l’artista dovrebbe essere un uomo libero anche di andare controcorrente, sbaglio? Ricordi Duchamp quando affermava d’avere smesso di dipingere per essere stufo di sentirsi dire che era stupido come un pittore? Io per non sentirmi un coglione non espongo in galleria, preferisco la bettola del mio studio/casa di dodici metri quadri, mi da un dignità maggiore.

    p.g.: Esatto. Vedo che cominci a capire come stanno le cose…Cattelan insegna. Per lui
    l’arte non esiste (non ha, ne ha mai avuto, nemmeno lo studio).

    Domingo Aniello: questo lo rende a mio avviso un venditore di fumo ed un truffatore.

    P.G.: Questo è un problema tuo, non mio. Io i miei affari me li faccio al meglio, mi
    prendo l’aereo per NY, e vivo divertendomi, sempre spesato. Se a te non interessa
    tutto questo, liberissimo, no?

    Domingo Aniello: certo, liberissimo anche di criticare e di porre domande, questo è il grosso del divertimento mio….

    P.G.: Morandi appartiene ad un epoca diversa dalla nostra e in ogni caso il mondo è bello
    perché è vario. C’è spazio per tutti, almeno nei musei (leggi storicizzazione). Ma
    tra i giovani se ti proponi col lavoro di Morandi ti ridono dietro.

    Domingo Aniello: tra i giovani non si sa neanche chi sia Antonio Gramsci, dimmi tu se è una ragione per non insegnarlo, sai cosa è veramente rivoluzionario e ribelle? La tradizione, quei giovani che ridono di Morandi mangiano Big Mac passano le giornate alla playstation, lo fanno per sfuggire a cose che percepiscono obbligate e comandate, se capissero quanto è vicina la cultura hip hop a gare di poesia ataviche del centro Sardegna….

    P.G.: Ma io non sono ambiguo. Il mio lavoro è strutturato su due livelli. Un po’ come dice
    un un antico saggio, Mosè Maimonide: la conoscenza è come una sfera d’oro nascosta
    da un “cespuglio” di fili d’argento. C’è chi si ferma all’argento e chi vede l’oro.

    Domingo Aniello: un altro saggio diceva che lo stolto è colui che quando indico la luna guarda il mio dito, tu cosa stai guardando?

    P.G.: Fai pure lo spiritoso. Resta il fatto che tu non incidi niente, in ogni caso meno di
    me (che già incido poco). Questo atteggiamento provocatorio trasformalo in un lavoro
    e vedrai come cambiano le cose. Lo dico per te perché mi dispiace per te, per la tua
    condizione di sfigato.

    Domingo Aniello: questi tuoi consigli paterni dove vanno a parare? Il mio è già un lavoro, i Sem Terra in Brasile lavorano senza datore di lavoro a fabbrica chiusa e riaperta da loro, il mio è uno sciopero ad oltranza muto che mi da qualche soddisfazione, sai che non passa giorno che io non pensi alla mia arte ed alla mia vita?

    P.G.: Certo che ognuno di noi esprime giudizi. Ma la differenza la fa il modo.

    Domingo Aniello: tu sei più garbato di me? Forse sei solo più diplomatico, non so però quanto sia un pregio se ragioniamo sull’arte.

    P.G.:Ma c’è qualche alternativa all’Impero Trasnazionale? Se me la indichi te ne sono
    grato. Io credo che possiamo solo lavorare da dentro al sistema, migliorando e
    modificando come possiamo e fin dove possiamo.
    O tu pensi a qualcosa d’altro. Sono tutto orecchi.

    Domingo Aniello: Piero, io sono dentro il sistema quanto te, tu solo sei risucchiato dal sistema, io opero dalla periferia che potenzialmente costituisce un altro centro.

    P.G.: Se lo conosci Pablo Echaurren, saprai che è un radicale, nella sostanza un socialdemocratico e che
    non sopporta moralismi e ideologie, soprattutto fascismi e stalinismi.

    Domingo Aniello: c’è una differenza tra me e lui, lui s’inkazza solo quando le omissioni riguardano lui, ha tutte le frustrazioni del figlio di papà, eppure dispone di un apparato concettuale immenso, come artista/fumettista non mi fa impazzire è solo un epigono….

    P.G.: E’ la vita che è drammatica e clientelare. O vivi sulla Luna? O in una campana di
    vetro? O in un convento? Sveglia!

    Domingo Aniello: vivo tra Napoli e la Sardegna, queste due realtà forse mi hanno portato sul serio sulla luna, dici che avrei bisogno di un viaggio a Nuova York?

    P.G.: Sul concetto di massa ti consiglio di leggere Massa e Potere di Canetti.

    Domingo Aniello: …professore, le posso consigliare anche io un libro? Le leggi del caos di Prigogine.

    P.G.: Da chi? Da un collettivo che decide sulla mia pelle cosa devo fare? Da un ufficio
    politico che agisce nel nome di una presunta verità?
    Chi decide? Tu? Achille? Berlusconi? Sgarbi? Io?

    Domingo Aniello: tu in quanto professionista e niente altro, penso d’essere stato abbastanza chiaro su questo….

    P.G.: Nessuno impone la storia dall’alto. La storia cresce dal basso e per quanto qualcuno
    ci provi ogni tanto a indirizzare le cose, fatica molto. Tutte le nostre previsioni,
    che siano leninismo “scientifico” (empirocriticismo?), scienza positivista o
    pianificazione nazionalsocialista alla fine falliscono, o assumono una dimensione
    diversa dal progetto. Certo la scienza resiste, ma solo perché è in parte
    efficiente, mentre il resto, oltre ad essere un misto di fantasie e deliri
    (comunismo e nazismo) hanno prodotto decine di milioni di morti.
    La nostra cultura, il nostro passato, hanno prodotto anch’essi olocausti e abominii
    (basta pensare alla bomba atomica ), ma tutto sommato, per questo mondo imperfetto
    di 6 miliardi di esseri, la nostra democrazia (non certo il consumismo) è il sistema
    migliore possibile, non fosse altro perché è modificabile e non è castale per
    diritto di sangue, come invece era (ed è) che so, il sistema castale indossano.
    Con questo c’è molto da fare e temo che non la spunteremo perché siamo quello che
    siamo, ma l’alternativa radicale nella quale ti riconosci, il bolscevismo, non
    funziona.

    Domingo Aniello: l’alternativa sei tu con tutte le tue quotidiane scelte, la smetti di delegare? Lo trovi così comodo?

    P.G.: Mai sentito nominare tuo padre. Se mi fai vedere qualcosa o mi parli del suo lavoro magari mi
    piace.

    Domingo Aniello: quando troviamo un momento per incontrarci a Napoli, ti faccio vedere tutto quello che mi riguarda che vuoi, non in galleria ovviamente…

    P.A.AFF.
    Posse
    Artisti
    AFFamati.

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