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La Legge Finanziaria per il 2005 è in via di presentazione, e già gli enti locali mugugnano per un probabile taglio dei trasferimenti dall’amministrazione centrale a Comuni e Provincie. Sta di fatto tuttavia che basta andare su qualsiasi sito istituzionale di città e amministrazioni provinciali, cliccare su ‘bilanci’ e annegare in un mare di spese inopinate. Insomma gli enti locali sono a corto di risorse non tanto perché il governo gliene invia troppo poche, quanto perché ne sprecano a dismisura. E le mal gestiscono.
Calandosi nel mondo dell’arte, su questa falsariga la compagine di Alleanza Nazionale al consiglio Regionale della Campania per denunziare l’affare clientelare (così urla il comunicato stampa del partito della destra) della Biennale dei Giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo (Bjcem), organizzata dalle due società Ati e Zone Attive (una partecipata del Comune di Roma, tra l’altro).
Qualche cifra? Regione e Provincia di Napoli hanno speso 3 milioni e 200mila euro in totale (ci si gestisce un buon centro d’arte contemporanea di medio livello per due anni…); ben un milione è stato investito per ospitare gli artisti; la sommetta di 250mila euro è andata per la pubblicità sulla stampa, pubblicità –ci tocca dirlo- di allocata politicamente, visto che ha ignorato la stampa di settore orientandosi sui quotidiani politici.
E la Biennale, essendo stata allestita a Castel Sant’Elmo, non è neppure riuscita -sottolinea il consigliere provinciale di AN Luigi Rispoli- a riqualificare una location come era invece avvenuto al passaggio della Bjcem a Roma, quando si bonificò l’ex Mattatoio.
Il j’accuse degli Aennini partenopei si conclude sottolineando anche il flop di audience dell’evento, che non avrebbe riscosso seguito di pubblico.
A noi risulta il contrario, la partecipazione c’è stata ed è stata robusta sia alla Biennale stessa che negli eventi a latere. Ma quest’ultima è l’unica denuncia sulla quale non concordiamo con Alleanza Nazionale. L’unica.
[exibart]










ahimé è triste da ragione ad an, ma un po’ di “scuola mercurio” qualcuno se la dovrebbe fare… specie in contrade dove le anime belle credono che il clientelismo non esista
che vergogna, che vergogna
Queste Biennali “giovani” sono nate a metà degli anni ’80 a Torino, dove l’evento si trasformò poi nella soppressa “Big” ed hanno rappresentato sempre un’enorme spreco di denaro pubblico a fronte di manifestazioni effimere e del tutto inutili per gli artisti. Sono quasi sempre gestite da funzionari e mai dall’ultima leva di critici e curatori, da chi cioè è attivo in prima persona su questo fronte, salvo poi adoperare per legittimarsi specchietti per le allodole come l’onnipresente Pistoletto …
Ho visitato e vissuto con interesse la Biennale di Castel S.Elmo almeno 7 sere su 10 di programmazione. AN ci suggerisca prima di smontare una direzione in cui investire per la cultura nella mia città, Napoli, poi ne riparliamo. Da noi scarseggiano eventi culturali e la Biennale ha colmato un vuoto e la partecipazione dei napoletani lo dimostra. C’eravate ieri sera? non si camminava, altro che concertoni a p.zza plebiscito….
per me questo ha un grande valore
ma di cosa ci si meraviglia? sono almeno 10 anni che a Napoli si “investono” miliardi su miliardi, in modo discutibile, su questa immagine di Napoli “nuova capitale del contemporaneo”. Metropolitane, piazze, musei e centri d’arte usati come strumenti per fare campagna elettorale e il risultato è che nelle stazioni non c’è manutenzione, il PAN stenta a decollare e il MADRE è aperto a metà, senza servizi e con muri sventrati… e poi a gestire le cose la solita crocchia… è stato fatto molto ma sarebbe ora di imaparare a gestire le cose come si deve per amore dell’arte e della cultura e non per calcoli politici.
Comunque la Biennale è stata un successo di pubblico… ma parliamo un pò anche delle opere in mostra: gli artisti campani hanno goduto di un’attenzione particolare, uno sguardo privilegiato sulla creatività locale, (modalità atipica rispetto alle altre edixioni)… perchè??? e soprattuto meritata???
Piccoli errori sistemici di valutazione artistica possono alla fine risultare catastrofici per l’ego-logia del sistema, un esempio di macroscopico piccolo errore sistemico? Cattellan è il più grande artista vivente italiano.
Bisogna riuscire a leggere questo sistema dell’arte dal basso e non come sistema artistico ma come sistema scientifico.
Un dato di fatto è che questo sistema è diverso dalle peggiori delle ipotesi postulate dalle avanguardie artistiche storiche, questo è il motivo per cui io auspico un EFFETTO FARFALLA ARTISTICO SISTEMICO a partire DAL RIFIUTO DELLE GALLERIE ARTISTICHE PRIVATE E TRANSNAZIONALI.
Effetto farfalla che può portare ad una struttura sistemico geometrica ordinata e non camuffata d’ordine (in realtà imposto) come quella dell’attuale struttura sincronica imperiale.
Una prova palpabile e tattile di quello che affermo? Flash Art e la sua puntualità nel predirre la storia dell’arte futura, sempre prima di tutti e sempre tutto previsto, ma come fara mai? Un sistema veramente dinamico dovrebbe essere impossibile da predirre o sbaglio?
Bisogna modificare lentamente la dipendenza sensibile dell’artista sistemico alla condizioni iniziali e mutarla in INDIPENDENZA SENSIBILE DELL’ARTISTA SISTEMICO ALLE CONDIZIONI INIZIALI.
D’altronde oggi artisti sistemici scarti di produzione sono ovunque, presenti in ogni luogo del globo.
QUESTO SISTEMA DELL’ARTE PUò PROPORSI SENZA GALLERISTI O CRITICI?
Qualcuno opiniona che sarebbe disordine puro, per noi del p.a.aff. non si tratterebbe altro che di una nuova forma di ordine.
D’altronde l’arte non è altro che una scienza sperimentale e probabilistica….
P.A.AFF.
Il pubblico c’è stato, mai voce critica dal basso però è stata così d’accordo nel giudicare l’evento: immondizia pura.
Basta leggere i nomi degli artisti campani selezionati dal gigione canuto e bianco, Zakka Manzotin e la riga bianca precoce…., che grande ed epocale cagata, quasi quasi ci sarebbe da clonare Goebbels….
per X e per l’autore del pezzo:
le Biennali e tutti gli eventi culturali costano. Mi chedo perché nessuno si indigna per i milioni di euro che si sprecano per i lavori pubblici, per le ferrovie, per i contributi all’induistria e all’agricoltura. I conti li fanno solo quando si tratta di cultura.
Per la precisione poi, per fortuna che le biennali eralizzate a Torino sono state gestite dai funzionari e non dai critici rampanti! Se no sai che magna magna, clientelismo, nepotismo, ci sarebbe stato !
A vedere chi è uscito da queste biennali poi non si direbbe che non siano servite: sono i nomi che negli anni successivi girano per le gallerie e per le collezioni di mezzo mondo!
Alleanza Nazionale denucia quello che avrebbero fatto anche loro nella stessa circostanza.
Sembrava vedere una Napoli, che non si e’ mai vista in giro,
per la tanta gente che c’era.Scagli la prima preta chi e’ senza peccato.In una citta’ corrotta come questa, mi sembra ovvio che qualcuno debba mangiarci per realizzare le cose.
Che vi stupite!
stupitevi invece di riconoscere diversita’ e apprezzare lavori che contano, come quello della mia amica, nella sala Napoletana, Rosaria Iazzetta, “The end of the passion”.
quello si’ che entra dentro al cuore, nella purezza di come e’ stato creato.
Per Joe Staline : sono state realizzate in Italia manifestazioni costate un centesimo rispetto alle varie “Biennali giovani” che hanno ottenuto risultati ben superiori. Poi non si può fare di tutta l’erba un fascio : esistono critici e curatori seri e preparati. I funzionari facciano i funzionari per favore,in un paese dove tutti vogliono fare tutto, a Torino sono poi spesso di un’ arroganza senza pari, soprattutto quelli che gestivano la Biennale.
mario pesce a’ fore è solo un nome seguito da un atteggiamento. depravato, maniaco che non sei altro. sei grande! vai, vai, che prima o poi ce la farai… a fare che? a cacciare davvero il pesce (pisello, verga, cazzo, per chi non è napoletano) fuori. in pubblico magari. così te lo misura qualcuno a cui non fa schifo farlo. io no, sicuramente. si gruoss! (sei grande x chi legge e non è napoletano)
ma che commento è?
e vabbè il delirio di pesc’ a fore ma, caro gigiotto, il tuo commento non mi sembra certo di un livello superiore… insomma invece di pigliarvi a pesci in faccia… cercate di attivare un dibattito costruttivo, uno scambio di idee che siano idee!
poi dicono il rinascimento napoletano… ma quale rinascimento!
caro big sai che c’è? che mi sono rassegnato all’idea di non sentire proposte davvero costruttive ma di dover assistere unicamente ad atteggiamenti offensivi da parte di chi ce l’ha con fantomatici sistemi, con gallerie cattive e curatori “diabolici”. Ma di che stiamo parlando….
La domanda è: non si è coinvolti perchè c’è una premeditazione persecutoria? (e questa ipotesi potrebbe essere catalogata quale sindrome di berlusconi) o perchè il lavoro che si fa non coincide con i gusti di chi lo dovrebbe proporre, sostenere, renderlo visibile?
Io credo, anzi ne sono certo, che la risposta giusta sia la seconda. Certamente nel caso del cosiddetto Mario pesce a’ fore che fa, li ho visti, dei lavori davvero brutti, che non sono nulla, che (a mio modesto parere)non hanno alcuna qualità intellettuale, in cui non solo non c’è progetto, ma neanche forma.
Ecco allora perchè ho risposto in quel modo al signor pesce a’ fore, per sottolineare il suo cattivo gusto nei confronti di se stesso (ma come si fa a darsi un nome così) e nei confronti degli altri.
Non esistono complotti, esistono solo relazioni umane che possono o non possono funzionare, esistono qualità o non qualità professionali, non possibilità o possibilità per tutti coloro che credono in ciò che fanno e che si muovono animati da passione vera…, ma senza violenza! Di artisti giovani ne escono in continuazione ma non grazie a manovre occulte gestite da ipotetiche sette culturali, ma grazie ad una rete naturale di sensazioni. Ma con Domenico Di Caterino (aka Pesce a’ fore) di che vuoi discutere? Ci siamo anche incontrati. Ma…, nulla da fare. E’ un po’ tontolone, sai di quelli con cui dici cose semplicissime e mentre le dici ti accorgi che non solo non ti ascolta ma se ti ascolta non capisce. E che ancora continua ad essere presuntuoso!! tra l’altro, il personaggio in questione mi ha anche confessato di essere andato a proporsi in quasi tutte le gallerie che oggi tanto detesta, di aver mostrato speranzoso il lavoro a quasi tutti i critici e curatori che oggi tanto detesta etc etc. In buona sostanza siamo di fronte ad uno che fa tanto casino ma che si venderebbe tranquillamente per un pugno di dollari! E come provocatore è imbarazzante. No, patetico. No…, triste. Ecco: Domenico Di Caterino aka Pesce a’ Fore mette tristezza, tanta tristezza. Forse è meglio lasciarlo davvero stare.
Caro gigione invecchiato precoce, si onesto nei tuoi racconti, l’artista che si era proposto a tutte le gallerie partenopee era Giuseppe Labriola (del Mario Pesce a Fore), tu quella notte tutto mi hai proposto ma scartavi a priori l’idea del sistema parallelo, frattale e sommerso….
Perché non spieghi inveci come ti pavoneggiavi tra una canna ed una birra nel sostenere che ‘o figlio ‘e bucchin’ è quello che s’infila nel sistema e lo governa alla Benito Ulivo….
Dici che sono brutto? Non so, ci sarebbe da fare un confronto fotografico all’americana, certo sono un pò più magro di te ed è normale visto gli stili di vita…
Ti ringrazio per avere dimostrato a tutta questa platea la mediocrità culturale e curatoriale partenopea, anche se forse bastava semplicemente la tua bIENNALE.
Ora vi racconto com’è Gigione l’invecchiato canuto e bianco:
gIGIONE è un poco frustrato perché non riesce ad accaparrarsi i fondi Benito Uliviani, arrabbiato con Exib Art perché non comprende ed apprezza la sua militanza al punto da definire il Direttore Tonelli un democristano (scandaloso ed inammissibile).
Sostiene che Hirst è un vero punk londinese che ha fottuto tutto il sistema e che essendo il figlio diretto di un Del Vecchio conoscente di Castellano la sua etica politica deve essere fuori di ogni ragionevole dubbio.
Dice che il sistema dell’arte non esiste ed è paradossale per uno che ci vive, sguazza ed acapparra fondi pur essendo palesemente incompetent, voleva entrare nelle mie grazie offrendomi una cannetta ed una birra (che alla fine ho pagato io, è anche tirchio).
Deve essere rimasto male per il fallimento, lui che è abituato a farsi scodinzolare dietro artisti da quattro soldi come Zak Manzo-tin, Richard l’Albanese e l’invecchiato omonimo minimalista, Scotto Scottex, la morte gelida ecc., vergogna…
Dimenticavo, fisicamente è un viscido lardone, non molto bello, ve lo assicuro…
Bhe io ho sempre pensato che la Dc ne ha fatte di minchiate, ma che ha pure preso un paese vetero rurale e sottosviluppato (e dopo una guerra civile che per un pelo non lo porta sotto sovranità sovietica) facendone una nazione fin tropo benestante, dove gente come voialtri ha la possibiltà di passare la giornata ad occuparsi di puttanate -fare mostre, scrivere nei forum…- contando sui soldi di babbo o sui fondi di qualche ente pubblico. Detto questo, Dc io non l’ho mai votata. Ma nonostante tutto mi prendo del ‘democristiano’ senza offendermi, figuramoci. Ché l’unica cosa davvero offensiva, politicamente parlando, l’unica cosa grave, impedonabile, inaudita, impresentabile ed indecente è essere o esser considerato “comunista”. Per il resto, affibbiatemi qualsiasi appartenenza.
eh si…non è proprio bello…è pure nu poco stuorto…
mamma mia…, quanta saggezza.
Rafele: Cioè, fammi capire: c’è qualcuno che considera “puttanate” fare mostre e scrivere nei forum; e fin qui è libero di pensarla come gli pare e tenersi cara la sua ignoranza.
Ma questo qualcuno, se ho capito bene, è qualcuno che campa grazie a chi fa mostre (materiale per le recensioni) e a chi scrive nei forum (portando visite e quindi pubblicità e quindi soldi); davvero un grande uomo.
Domingo Aniello: questo è il lato crudele di questo pensiero unico ed artistico che subiamo da cinquanta anni, Gigiotto l’incanutito precoce spara a zero sul Tonno per una sua foto criticata su Ex Art on paper, spara a zero anche su di me perché mi sono rifiutato di entrare nelle sue grazie o di farlo entrare nelle mie a seconda dei punti di vista, per il Tonno siamo solo comunisti come d’altronde per il Pollo, per il resto è un confronto fra soldi pubblici gestiti male (quelli di Gigiotto e della sua nefanda Biennale del Mediterraneo partenopea) e strutture specialistiche private che saccheggiano il pubblico.
Rafele: Del resto, quando uno parla sempre di “prodotto editoriale”, che per puro caso tratta di arte*, cosa c’è da aspettarsi?
Nessuno ha mai pensato ad uno sciopero del forum? Ops, troppo comunista; ci si può rovinare la carriera…
Domingo Aniello: non passa di lì la risoluzione della faccenda, il problema non è noi contro loro e non è da che parte ci si schiera, è un problema socioculturale dal quale si potrebbe uscire solo attraverso una dialettica interlocutoria serrata, transnazionale e globale condotta da artisti locali in rete.
P.A.AFF.
30-12-05
Napoli Centrale ore 11 binario 10
Ma scherzi? Secondo te io campo grazie ai perditempo che scrivono nei forum o ai gggiovani curatori? Ma non hai capito che non me ne frega nulla? Non hai notato che sono l’unico direttore di giornale d’arte (per la verità è così anche per Arte) a non esserne anche proprietario (pratica che andrebbe vietata dalla legge per quanto è assurda e infingarda)? Non sai che io campo grazie ad un istituto di credito dove faccio il grigio impiegato di provincia e non certo grazie all’arte? E non hai capito che è proprio grazie a questa configurazione, a questa nulla necessità di scendere a compromessi e fare luride marchette che sono riuscito nel giro di tre anni a fare l’unico giornale d’arte degno di questo nome (Il Giornale di Allemandi si salva, va, ma sempre meno)? Credi che potrei tenere questa linea editoriale se dovessi campare di questo? Nossignore, farei come gli altri, recensioni in ginocchio, interviste pure, zero approfondimento, scoop manco a parlarne e gossip visto come fumo negli occhi. E invece, in tre anni, superati tutti (e sotto ogni punto di vista, ultimamente anche commerciale, pensa tu, infatti stanno dando di matto e giurando “sabotaggi”, testuale). Superati tutti, dicevo, con una facilità sconvolgente, anche. Con talento, certamente, ma con una semplicità disarmante… Chi se l’aspettava. E io dovrei campare grazie all’arte? Manco per sogno: io faccio il giornalista, faccio informazione, approfondimento, opinione. Faccio notizia. Faccio semplicemente il giornalista. Nel settore dell’arte è roba mai vista, ti prendono per pazzo se fai uno scoop, da invasato se pubblichi una stroncatura. E se dio vuole fanno i giornalisti anche moltissimi tra i miei collaboratori. E i migliori sono come me, non campano certo di arte. Hanno un lavoro serio -non in questo comparto ridicolo e pieno di meschinità- e poi si occupano di arte con tutta quella libertà, quella faccia tosta, quella professionalità limpida che si possono permettere. Figurati se noi campiamo di arte, qui su Exibart. Anche il nostro editore cosa pensi che campi esclusivamente di Exibart? Se cosi fosse non ci lascerebbe questa formidabile libertà, non ci avrebbe consentito di entrare a gamba tesa in questo sistema marcio, molle e puzzolente e di sovvertirlo in pochi mesi con risultati sconvolgenti. Si tratta di un editore normale, che fa tutto, e fa anche l’arte, senza dipenderne.
Sciopero dei forum? Magari: sono pieni di puttanate, come dicevo prima, fate un po di sciopero, ci libererete i server di porcheria e funzioneranno meglio il search, le niusletter ed i servizi realmente utili alla gente che usa la nostra testata per lavorare e per informarsi. Per la gente che considera Exibart uno strumento, non un asilo infantile o un lettino da psichiatra.
se dio vuole?
di sicuro vuole Zeus, “protettore degli ospiti”…
Direttore, si da il caso che tra i servizi del vostro sito una volta c’èra anche la cronaca del P.A.AFF. sul sistema dell’arte visto dal basso degli artisti scarti di produzione, come mai tale servizio è stato annullato?
forse perché errare humanum est, perseverare autem diabolicum
I vostri commenti sono o-sceni mi fate rivoltare nella tomba!
Ma il giornalismo d’arte in Italia deve essere un hobby? Si vede.
ma questo tonelli deve essere davvero presuntuoso. la rivista che fa è solo un calderone di informazioni. chi ci scrive è in linea di massima pessimo ed i contenuti non esistono.
Il fatto di essere diffusa la sua consultazione non significa tanto in contesti culturali.
anche albano e romina vendevano milioni di copie in tutto il mondo….
ma se sta rivista vi fa tanto schifo perchè state sempre tutti appollaiati qua?
caro stefano,
perché non le leggi, le “rivistedarte”?
le compri, le sfogli?
il problema non è scegliere tra albano e romina oppure tim buckley o captain beefheart…
magari fosse così!
il problema è scegliere tra albano e romina oppure i cugggini di campagna…
e allora sai che ti dico?
felicitààààààààà
state a pezzi. i vostri cocci sono ovunque.
stefano, ah stefano,
spaghetti e mandolino a little italy,
che tristezza…
siete belli! tutti! bravi!
ritiratevi!!!