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Rivoluzione ai vertici della Guggenheim Foundation. Lo storico direttore Thomas Krens, a capo della storica Fondazione per 17 anni, è stato silurato. Prende il suo posto Lisa Dennison, curatore–capo della sede centrale di New York. Nonostante il fortunato movimento di colonizzazione voluto e condotto abilmente da Krens – oltre agli spazi di New York e Venezia, sono ora attivi quelli di Bilbao, Berlino e Las Vegas- la sostituzione, ventilata già da un po’, non era più evitabile. A volerla, come riportato su La Stampa, è stato Peter Lewis, ex presidente della fondazione nonché principale finanziatore delle attività. Il motivo? Troppo zelo per i progetti di espansione e per i programmi espositivi e poca cura per le questioni di budget. Lewis, dimessosi dal consiglio di amministrazione, giunse a minacciare di chiudere i rubinetti: niente più soldi per il Guggenheim. Unica soluzione, far saltare la testa di Krens. E così è stato. L’ex direttore non andrà certo in pensione, ma con una mossa diplomatica, gli viene garantito il ruolo di art director delle cinque sedi. Cosa significhi in termini pratici, non è chiarissimo. Krens, pare, avrà facoltà di aprire nuove sedi e di mantenere i suoi rapporti internazionali, ma le decisioni sulle mostre e la gestione delle attività spetteranno alla Dennison. I due si pesteranno i piedi o troveranno un buon equilibrio sinergico?
[exibart]










Il teatrino di Gug. Chissà quanti miliardi di dollari devono ancora scaricare i proprietari di tutte le miniere del nord america! A quando la vera storia dell’arte?
E PENSARE CHE IL NOSTRO ITALOGERMANOAMERICANO
CELANT ERA COSI FIERO DEL SUO MCDONALD….
SPERIAMO SI DECIDA A TORNARE IN ITALIA E DIRIGERE UN MUSEO… MAGARI A GENOVA.