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E’ l’artista americana Margot Quan Knight, classe 1977, la vincitrice del Premio Aletti – Art(Verona, offerto da Banca Aletti, main sponsor della fiera d’arte contemporanea veronese, quest’anno alla sua prima edizione.
Hospital, l’opera della Kinight –rappresentata dalla galleria Gagliardi Art System- verrà acquisita della banca all’interno della sua collezione. Trattasi di una elaborazione digitale di immagini fotografiche, giocata sulla contrapposizione tra reale e immaginario, destinata a innescare una condizione di inquietudine e spaesamento nell’osservatore.
[exibart]










come al solito, tra decine di bravi artisti italiani, si è scelto di premiare una straniera. Che tristezza. Che provincialismo. Mi viene proprio voglia di mandare tutto affanculo.
Sergio Tossi
Un’artista americana fa sempre chic!
GRANDE SERGIO!!!
Povera Italia
mi associo pienamente alle rimostranze di sergio tossi e di tutti i galleristi italiani
tanto più che trovare un artista straniero in quella fieretta era un’impresa
un applauso a Sergio Tossi!
e se fosse stata un’artista uzbeka?
se fosse stata uzbeka era pure peggio, basta con questo terzomondismo snob!!!
Tutti siamo con Tossi, dal quale però vorremmo analisi un po’ più profonde che una morbida accusa di provincialismo.
Per la cronaca la giuria era composta da Maurizio Faroni, Amministratore Delegato di Banca Aletti; Alberto Bauli, Vice Presidente del Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara e imprenditore; Luna Gubinelli, Storica dell’Arte di ArtFin; Massimo Minini, Direttore Galleria Massimo Minini di Brescia; Valeria Benatti, giornalista e responsabile Iniziative Speciali Art(Verona; Giorgio Cortenova, Direttore della Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti; Giorgio Zanchetti, docente d’Arte Contemporanea all’Università Statale di Milano
a me sembra invece il solito sciovinismo maccheronico e anche un po’ provinciale all’italiana. chi erano gli altri partecipanti? gli italiani meritavano veramente di piu’? bah…
mi dispiace ,stò giro non si può
davvero dire niente ad un gallerista
come tossi da sempre in trincea.
Bravo giusto sfogo!
La cosa più assurda è dare un premio senza vedere le opere dal vero ma basandosi dalle fotografie inviate prima che si aprisse la fiera. Per niente professionale questo Aletti.
Per quanto riguarda il provincialismo italiano si sa che il nome straniero fa più colpo.