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Spostamenti eccellenti tra le stanze del potere, nei corridoi dell’arte di Amsterdam. La giovane e già lanciatissima Ann Demeester lascia la direzione del W139, storico spazio fondato nel ’79 da un gruppo di artisti animati da spirito di ricerca e indomita immaginazione. Il W139 è tutt’oggi uno dei luoghi più vivi e attivi della città, impegnato nel sostegno di progetti d’artista sperimentali. La Demeester ne è a capo dal 2002 -dopo essere stata curatore e assistente di direzione allo SMAK di Gent (Belgio) e poi al MARTa di Herford (Germania)-, e qui ha organizzato convegni, performance, mostre collettive e personali (da Ian Kiaer a Sislej Xhafa, da Katie Holten a Paolo Chiasera, da Maze de Boer a Rothstauffenberg).
Ma la fulminea carriera della rampante Demeester prosegue nella scalata verso i vertici dell’art system olandese. Dalla primavera de 2006 diventa Direttore della De Appel Foundation al posto di Saskia Bos, emigrato a New York per ricoprire, da ottobre, il ruolo di Preside della Cooper Union School for the Advancement of Science and Art .
La De Appel è un prestigioso istituto privato per l’arte contemporanea che opera in una prospettiva internazionale e d’avanguardia, proponendosi come piattaforma di ricerca indipendente e offrendo importanti appuntamenti espositivi, dibattiti, presentazioni video, accanto a un programma didattico internazionale per curatori.
In attesa dell’insediamento della Demeester, Theo Tegelaers è stato nominato direttore artistico provvisorio, mentre Annie Fletcher si ocuperà del Curatorial Training Programme. I prossimi appuntamenti alla De Appel? Dopo le allucinate peregrinazioni visive dei giovani artisti cinesi di Out of Sigh (novembre ’05) e dopo The Gravity in Art , storie di pesi e levità nell’arte, da Yves Klein a Chris Burden, da Sam Taylor-Wood a Pipilotti Rist (fino al 22 gennaio), una personale della esplosiva Katharina Grosse, tra febbraio e marzo 2006.
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