09 gennaio 2006

Milano, è morto Mimmo Rotella

 

di

Mimmo Rotella, Vieni e vai 1965 cm.50x80 mec - art collezione privata Firenze
Nato a Catanzaro il 7 ottobre 1918, Mimmo Rotella, uno degli artisti italiani più fondamentali del Novecento, uno tra i più riconosciuti all’estero, uno tra i più inseriti nella scena artistica dei suoi anni, è morto a Milano -all’ospedale Fatebenefratelli- per un cancro.
Immediatamente alle spalle del tridente formato da Piero Manzoni, Alberto Burri e Lucio Fontana, Rotella è uno dei maestri di quell’arte che -alla fine degli anni Cinquanta ed all’inizio dei Sessanta- simboleggiava nel settore delle icone e delle immagini il portentoso boom economico italiano. Un’arte che guardava senza inibizione alcuna alla pubblicità, al progresso, al benessere e al consumismo.
Mimmo Rotella studia a Napoli dove consegue la maturità alla locale Accademia di Belle Arti. Si trasferisce a Roma già nel 1945, abiterà nella sua vita poi negli Stati Uniti, a Parigi ed in fine a Milano. La prima personale nella Capitale risale al 1951, due anni dopo la sua invenzione della poesia fonetica epistaltica. Ma furono proprio i muri della Roma degli anni del boom, pieni di manifesti e di locandine, ad ispirare la forma d’arte che lo ha reso celebre (e imitatissimo) nel mondo: il decollage. Disse Emilio Villa che i decollage erano “la scoperta di uno spazio nuovo rispetto al collage cubista”. In realtà un’arte proto pop che anticipo la pop art propriamente intesa.
Questa sua ricerca fu contestualizzata poi da Pierre Restany (scomparso nel 2003) che lo inserì nel gruppo dei Nouveaux Réalistes con Arman, Cesar, Christo, Deschamps, Dufrene, Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Niki de Saint-Phalle, Spoerri, Tinguely e Villegle. Un’altra corrente che Rotella persegui -alla metà degli anni Sessanta- fu inoltre quella della Mec-Art (foto).
Ultima curiosità. Nel 1996 un opening di una sua mostra è il primo vernissage artistico ad essere trasmesso online su internet. All’avanguardia dal ’46 al ’96. E’ morto uno dei più indiscutibili interpreti dell’arte italiana del dopoguerra.

[exibart]

16 Commenti

  1. l’unico modo per onorare un maestro è quello di fare del nostro meglio per eguagliarlo o superarlo come artista.un saluto a tutti

  2. Decreto la morte del progetto “fight against the system”:
    nato dalla volontà di contestazione assoluta, di tutto e tutti…,
    generato dal seme di un’ansia morbosa di essere ascoltato e
    accolto (prematuramente) dalle attente e premurose membra di un osservatore di sistema.

    …muoio senza peccare d’originalità
    appartenendo – non per scelta – al genere umano,
    dotato, suo malgrado, d’indole mortale.

  3. maestro.. io t ho conosciuto cm artista e cm uomo.. ti ho voluto bene cm ad un padre.. ti ho visto star male fino alla fine… e qnd penso ai momenti d gioia passati insieme a te e ad Asya.. m vien da piangere e divento triste xkè sò ke nn potrò mai + riviverli se non nei sogni dove t ritroverò tutte le volte ke ne avrò bisogno.. nn scordarti del bene ke t ho voluto.. e sopratutto d mio padre… tu x lui hai rappresentato tanto è x qst ke t è stato vicino fino all’ultimo sospiro… il tuo cuore nella mia anima rimmarrà x sempre.. grazie x avermi insegnato molte cose.. e vorrei citare una frase ripetuta da te molto spesso… TUTTO è DESTINO….

  4. Come Rotella c’è ne son pochi;di artisti veri non se ne vedono più,ed a poco a poco stanno andando tutti via:Rotella,Dorazio,..anche Arman..ma non dobbiamo dispiacerci in ogniloro lavoro vi è un pezzo della loro vita che continuerà a vivere..la loro arte è immortale,gli uomini non sono che nulla al confronto dell’arte..

  5. Morto un papa se ne fa un’altro, anche se Rotella non era ne un papa ne un maestro. Artisticamente ritorna da dove era venuto. La storia continua e speriamo con artisti “veri”.
    Umanamente è tutta un’altra cosa e non posso che dispiacermi.

  6. La morte di un artista è sempre una disgrazia, se poi l’artista si chiama – Mimmo Rotella – dobbiamo considerare l’epoca e il proprio contesto. Il secolo scorso, ci porta a riflettere sul precedente; laddove l’impressionista e il cubista, accendono luci su altri mondi…ancora da esplorare!, e altri modi di vedere, e capire questa vita degradata da consumi e consumisti…meno male che “l’arte non si mangia”…artisti affamati, noti o non noti lo sono sempre stati, almeno se non di stomaco, di anima! Spero che sia un monito per quanti credono-non-credono che “chi va via” lo fa sempre con grande riluttanza nella considerazione di aver fatto quanto poteva… A volte per aiutare, altre per spiazzare… inconsapevole?, aprire dimensioni effimere alle generazioni future – la dignità – né soffre -.
    Sapere – con dati alla mano, dove vanno tutte le raccolte di fondi -… Contro la malattia del secolo, come la peste e il colera sconfitti senza raccolta? Il suicidio dei “morti ammazzati” in Russia e in Germania negli anni ’30/33 e la “caduta dei simboli” in Cina, in Russia ci hanno costretti in uno “stivale torturatore” – chi compra e chi vende non è più l’artista – mantenuto dal critico e dallo Stato ad esserci, ma leggittimato -… E alla fine, quanto successo e denari gli entra realmente nelle proprie tasche… Quando finirà di soffrire sarà morto davvero? – il corpo torturato dal ciste… Non occorre fare nomi in vita, solo da morti riusciamo a considerare la sparizione un elemento fondamentale…
    Un libro sulle “Avanguardie artistiche del novecento” – di Mario De Micheli è quello che maggiormente ricordo aver letto una trentina d’anni fa… Mimmo! Mimmo, Mimmo…

  7. il segno dei nostri tempi? siamo passati da rotella a sgarbi.. la morte mi porta sempre due cose: tristezza ma anche voglia di ribaltare il punteggio

    ho sentito parlare di “L’ora della lucertola” film di calopresti su rotella qno sa dove trovarlo?

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