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Il custode ha dovuto riconsegnare le chiavi, i grandi portoni di vetro sono chiusi, l’installazione -appena inaugurata- di Sislej Xhafa è stata ritirata dall’artista stesso finché le cose non torneranno al loro posto.
Terremoto nella periferia di di Firenze. E’ successo che Maria Paoletti, presidente dell’associazione CPArte, ente che gestisce le sorti di Quarter, ha deciso -non avendo chiaro il piano di budget per il 2006- di chiudere lo spazio, di sollevare dai rispettivi incarichi il direttore artistico Sergio Risaliti, il curatore Pietro Gaglianò e tutto lo staff.
La notizia è un fulmine a ciel sereno anche perché arriva dopo un periodo di buoni successi e di grande visibilità della vivace kunsthalle fiorentina. Che ha partecipato da protagonista all’appena trascorsa fashion week Pitti Uomo (ospitando la mostra di Spike Lee sponsorizzata dalla Levi’s). Che è stata presente all’ArteFiera bolognese con uno stand. E che ha dalla fine del 2004 riportato il dibattito sul contemporaneo anche a Firenze proponendo mostre di artisti toscani, grandi progetti internazionali (la mostra sul gesto), aste di beneficienza, personali di grandi artisti come Enzo Cucchi e Marco Bagnoli .
In più di un anno di attività, insomma, Quarter è diventato il centro d’arte contemporanea di Firenze. E solo Firenze -ovvero l’amministrazione comunale del capoluogo toscano- può deciderne le sorti. La palla deve dunque immediatamente passare agli assessori alla cultura, Simone Siliani, ed al turismo, Silvano Gori sotto la giurisdizione dei quali il centro è nato. Le decine di visitatori, fiorentini e non, che in questi giorni stanno trovando chiuse le porte del Quarter, hanno diritto ad una risposta. Istituzionale e rapidissima.
link correlati
la scheda del Quarter con tutte le mostre
[exibart]














che vergogna!!!!! non ho parole.
che vergogna! muovetevi!
che peccato, proprio ora che avevo regalato un’opera per l’asta in cambio di una mezza promessa di mostra…
Questa cosa è incredibile.
L’unica volta che a Firenze succedeva qualcosa di un po’ più curioso del solito!
Spero che comune e assessore alla cultura si impegnino in prima persona per risolvere la situazione
La notizia mi sembra davvero incredibile e non mi pare sia il caso di ironizzarci sopra. Che il Quarter avesse problemi di bilancio era noto ma la sua attività è stata fin qui molto stimolante ed il pubblico rispondeva bene. Credo che la presidente abbia il dovere di emettere un comunicato stampa per chiarire la situazione, anche perchè mi pare che la responsabilità maggiore sull’eventuale mancanza di fondi sia del consiglio più che del direttore artistico (che ovviamente deve sottostare al budget previsto). Ma mi auguro che tutto si risolva presto. Firenze ha bisogno assoluto di uno spazio pubblico per il contemporaneo ed il Quarter si stava guadagnando credibilità. Stavolta bisogna proprio che qualche imprenditore illuminato (ed anche Maria Paoletti lo è) metta mano al portafoglio. Speriamo..
La chiusura del Quarter va fermata!
Credo che azioni di questo tipo siano all’origine di un malessere generale dell’arte contemporanea sopratutto in Italia, come addetto ai lavori giudico insensata una decisione di questo genere.
Una città come Firenze simbolo dell’arte mondiale non può permettersi questo, inoltre ribadisco che il lavoro svolto con le poche risorse a dispsizione di Sergio Risaliti e il suo gruppo di lavoro siano stati eccezzionali, per il livello della qualità proposta.
Politici date un segnale sulla cultura, datelo con i fatti.
Riaprite il Quarter.
Marco Mango, gallerista/curatore
Modena
Abito lì vicino, fonti accreditate hanno rivelato le sorti dello spazio che ospitava Quarter: estensione del centro commerciale. Infatti la vicina esselunga chiude a giorni (causa la nuova coop in concorrenza) ed entrambi gli spazi (Slunga e Quarter) amplieranno il centro coop con aggiunta di negozi di abbigliamento ed elettronica in generale (telefonini, computer, ecc).
Proprio questo wend sono tornato a casa a Firenze e ho letto di Sisley Xhafa da Quarter e mi sono detto caspita…vuoi vedere che piano piano qualcosa si smuove anche a Firenze…e poi stamani leggo la notizia della chiusura. Che dire…whats new…di nuovo quando si tratta di confrontarsi con il contemporaneo Firenze non sostiene i pochi ardui che credono in una città che non campi solo di rendita sul suo glorioso passato…
Così è stato per orizzonti dell’arte al Forte Belvedere, così è per il meccanotessile. E poi si investono (questa volta non il Comune) risorse in operazioni di dubbio restlying dell’immagine del David accostato ad opere di arte contemporanea…ma per favore…a Firenze c’è bisogno di ben altro e basta guardare l’estate fiorentina per capirlo.
Ma come Firenze, una delle città più visitate al mondo, possibile davvero non riesca a trovare le risorse per sotenere la contemporaneità? E olretutto pare non sia neanche colpa di Siliani. Forse varrebbe la pena chiedersi ad esempio perchè gran parte delle risorse per la cultura vengono assorbite dal Teatro Comunale?
I fiorentini meritano delle risposte e se non altro, almeno chiarezza.
a quando la chiusura di villa manin?
Bisogna anche dire che il centro ha funzionato sempre molto male…alla richiesta di modalità per aderire con personali contributi finanziari alla lista di ipotetici “amici di QUARTER” non ho avuto nessuna risposta!!!! da questo credo si evinca molto sulla volgia di crescere!!!!
caro X, siccome è ancora aperto non hai che da renderti contattabile per farlo…sai, una struttura nuova può non essere così efficiente come altre rodate come le poste, le ferrovie, l’Alitalia, la Telecom o gli uffici comunali…
Arrivo troppo tardi!
La notizia che uno spazio per l’Arte venga chiuso è triste. Specchio dei Tempi?
Forse si, ma …