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Parte con oltre un anno d’anticipo il balletto dei nomi per i padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia del 2007. Ad aprire le danze gli Stati Uniti, che in una nota del Dipartimento di Stato – proprio così, come se in Italia gli artisti selezionati fossero comunicati dalla Presidenza del Consiglio! – hanno annunciato che ospite del padiglione sarà Felix Gonzalez-Torres, l’artista cubano di nascita, morto nel 1996. E l’accoppiata di superstar sarà completata dal commissario, che per la prossima Biennale sarà Nancy Spector, Curator of Contemporary Art e Director of Curatorial Affairs del Guggenheim di New York. Che inserirà nella partita un ulteriore motivo di grande interesse, uno scontro di culture, di filosofie, di approccio alla contemporameità: Spector (Guggenheim) contro Robert Storr (direttore della Biennale, scuola MoMA). Dalle prime indiscrezioni, pare che la mostra presenterà anche un lavoro inedito, una sorta di d’après, tratto da un disegno originale di Gonzalez-Torres ma mai realizzato nel suo corso della vita.
[exibart]










come dire che la proposta più innovativa dopo Ed Ruscha che hanno gli Stati Uniti è un (grande) morto da undici anni…Voglio Sgarbi!!!!!!
comento piuttosto sciocco, gia che conosciamo pocchissimo l’opera di Felix Gonzales Torres, e ben venga che gli Stati Uniti lo presentino come artista proprio, lui cubano, disidente, morto di AIDS.
volevo dire COMMENTO SCIOCCO
e chi se ne frega che sia morto di AIDS o che sia cubano? Evidentemente il tuo orgoglio latino americano non ti fa capire quello che ho detto: gli USA non hanno una proposta, prima un grafico settuagenario, poi un morto…e negli ultimi dieci anni possibile che nessuno abbia avuto una proposta degna di Venezia?
a che serve la Biennale agli USA? Prendiamo Ed Ruscha dell’ultima edizione. Finita la Biennale, tutto il progetto è andato in mostra al Whitney, con gran clamore per essere stato a Venezia. L’American Contemporary Art Foundation ne ha comprati 2 da Gagosian e donati allo stesso Whitney, che ora li annovera nella permanente. Domanda: quanto valogono i pezzi restanti sul mercato, visto il pedigree?
scusatimi ma quale patriotismo latinoamericano? qui si parla di contemporaneo e da anni che nelle sue manifestazioni più rappresentative le frontiere non essistono, cosi ci siamo trovati a vedere joseph kosuth a rappresentare l’ungeria, e come lui decine di altre proposte che non sto qui ad elencare. Solo ricordare Harald Szeemann : “Nessun tema determina la scelta degli artisti; anzi, sono questi con le loro opere a rappresentare la dimensione dell’evento. La Biennale come piattaforma che offre una vista sull’umanità”.
“Nel lavoro degli artisti di oggi – continuava Szemann – non c’è più un’affermazione spasmodica della propria identità, ma si fa appello a ciò che di eterno c’è nell’uomo – appello che è valido soltanto se si riferisce a ciò che è locale e “radicato””.
Grazie per l’attenzione.
e da quando un morto è contemporaneo?
Va! , va con dio va !!!