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Cara Cina vicina e lontana. Sono già 107.000 i visitatori che, nell’anno del dragone tricolore (il 2006 è stato proclamato “Anno dell’Italia in Cina”), hanno optato per la “visita a domicilio” senza spostarsi dal Belpaese, ammirando al Museo Archeologico Nazionale la mostra Tang – Arte e cultura in Cina prima dell’anno Mille. E gli organizzatori sperano che, complici le vacanze pasquali e la proroga decisa per il giorno di chiusura – il 25 aprile anziché il 22 – il botteghino possa premiare ancor di più il debutto espositivo di una dinastia che, tra il 618 e il 907 d. C. accrebbe lo splendore dell’Impero Celeste dal punto di vista politico e culturale. Allestito nella sala della Meridiana, il percorso è articolato in quattro nuclei tematici: la corte, con le mode e lo stile di vita dell’aristocrazia cinese; l’arte funeraria, con i corredi funebri e le pitture parietali che illustrano le antiche credenze sulla vita ultraterrena; il mondo buddhista, attraverso le immagini sacre dei grandi monasteri; il viaggio verso Occidente, nel segno del cosmopolitismo e dell’apertura al nuovo. In mostra, soprattutto frammenti di affreschi, suppellettili con decori zoomorfi e floreali, elementi architettonici, statuette di dignitari di corte, dame e cavalieri. Raffinatissimi gli oggetti da toeletta, quali gli spilloni d’argento per capelli, gli specchi intarsiati di madreperla e i gioielli. Suggestivi i Buddha in pietra calcarea, serafici e sorridenti: segno di una condizione di pace antitetica rispetto alla smorfia satanica del bronzeo Re Celeste. Tra le curiosità più gettonate, i segni dell’oroscopo cinese – difficile resistere alla tentazione di scoprire quale “animale” siamo! – e l’affresco che documenta una partita di polo, giocata nel mitico Catai secoli prima che ci arrivasse Marco Polo. Ed è appunto la sezione dedicata agli “sconfinamenti” che induce ad una seria riflessione, evidenziando non solo il livello di evoluzione raggiunto dalla civiltà Tang al tempo in cui, in Europa, Carlo Magno s’affaticava a ricostruire l’Impero, ma anche quanto fossero intensi e fruttuosi i rapporti tra Estremo Oriente e Occidente: contatti indubbiamente dettati da esigenze economiche, ma sintomatici dell’esistenza di culture mobili e aperte allo scambio reciproco. E lo chiamano Medioevo… (a. p.)
Fino al 25 aprile 2006
Museo Archeologico Nazionale
piazza museo, 19 – Napoli
Info: 081440166 – 848 800 288 (dai cellulari 06 39967050)
Orari: dalle 9.00 alle 19.30 -.Chiuso il martedì
Biglietti: intero: 6,50 euro; ridotto: 3,25 euro
Gratuito per i cittadini dell’UE sotto i 18 e sopra i 65 anni
Visita didattica per singoli 4,00 euro (durata 1 ora e 30 minuti)
Visita didattica per gruppi: 80,00 euro in italiano, 100,00 euro in inglese, francese, tedesco (durata 2 ore). Audioguide: 4,00 euro in italiano e inglese (durata 70 minuti)
[exibart]










finalmente–tante mostre a napoli presso tutti i musei—-finalmente a dispetto di tutti i detrattori c’è fermento–ora tocca all’accademia di belle arte lanciarsi in un turbinio di arte – potrebbe cominciare con il patrimonio storico che possiede per poi lanciarsi a vele spiegate con igiovani artisti—ne sono felice–
accademia di belle arte? cos’è una nuova istituzione? ma la vogliamo smettere con questo fatto di “finalmente le mostre a Napoli”? le mostre a Napoli, caso mai qualcuno non se ne fosse accorto, ci sono sempre state!
Vero le mostre evento degli anni 70–artisti dell’arte contemporanea/moderna—della pittura del 600/700—del compianto Causa—-poi avvenimenti sporadici successivi a queste date,vero ma sporadici!La novità dell’oggi e una certa continuità negli ultimi 2 anni- Napoli talvolta anche prima di altre città italiane ha costruito per l’appunto eventi ,anche interessanti ma legati a quel momento. Scrivere di continuo sulla battigia non conviene,il mare cancella ogni traccia. Se vuoi costruire un percorso che ti porti “conoscenza-cultura- Danaro”devi dargli continuità- Anch’io sono sempre andato a vedere le mostre presso le diverse gallerie private,ma eravamo solo noi artisti o amici di questi ultimi. Non disturberà mica a qualcuno che oggi vanno alle mostre un numero più numeroso di persone? Pensiamo un po’ l’accademia di Brera di Milano ha istituito il suo museo più di
150 anni fa-I musei d’arte moderna/contemporanea in altre città che non siano Napoli esistono da tanto tempo- L’emulazione da parte dell’accademia di belle arti nel realizzare un proprio museo è forse un male? Un saluto
crusca brusco e frumento purtroppo non avrà più di 22 anni…a napoli non meno di 15, 20 anni fa c’era una mostra ogni 3-4 mesi…gli anni 80 fino a metà dei 90 sono stati il vuoto assoluto.. lì io sono cresciuto… questi invece sono anni..anzi giorni di fermento ovunque e ora finalmente anche a napoli. (scusate tutti questi numeri)
caro joao ricciardao condivido il tuo sdegno!
forse la storia della nostra città ai giovanissimi va ricordata più spesso–pensa dopo il terremoto –Lucio Amelio nella villa Campolieto di Ercolano del vanvitelli-700tesca-organizzo una grande mostra con nomi di artisti di prestigio sull’evento terremoto–quelle opere per anni non hanno mai trovato un luogo dove “abitare”–ripeto studiare e informarsi sarebbe utile –
Un saluto!