20 aprile 2006

L’arte contemporanea? Un grande boh. Almeno secondo gli spot ideati a Napoli per il Madre…

 

di

Robert Rauschenberg - Mobile cluster glut
Ma che è?
. Boooooh!. L’oggetto non identificato è il Mobile cluster glut di Robert Rauschenberg. E “lo smilzo” e “il tondo” non sono gli unici a rimanere perplessi, di fronte a quel lavandino tutto ammaccato col tubo rosso penzoloni: dalla raffinata signora in cachemirino al gentleman rattrappito, dal classico bravo guaglione alla ragazzina con le trecce da squaw, è infatti tutto uno strabuzzare occhi, allargare braccia e alzare sopracciglia lo spot del Madre, il museo d’Arte Donnaregina che, a una manciata di giorni dall’inaugurazione del terzo piano e della grande retrospettiva di Jannis Kounellis, lancia un’altra tappa della propria campagna promozionale. Così, dopo il quadro appeso al candido seno, e accanto ai cartelloni disseminati negli aeroporti di Napoli, Roma e Milano, ai volantini a bordo degli autobus e agli spazi su alcuni tra i più importanti quotidiani nazionali, i consigli per l’acquisto del biglietto vengono dispensati attraverso i filmati realizzati dall’agenzia AMNewton 21, con la regia dei fratelli Godano, che dal 21 aprile saranno trasmessi per una settimana sulle emittenti campane a diffusione regionale e interregionale. Due spot da 15 e 30 secondi, girati a bassissimo costo grazie allo sforzo di molti volontari – ha precisato il direttore del museo Edoardo Cicelyn – Li abbiamo elaborati molto nel tempo, per proporre questo gioco di ironia e di rapporto trasgressivo con l’arte contemporanea. Un messaggio spiritoso e – perché no? – bonariamente indulgente, segno di un coinvolgimento che non punta sul solito target degli addetti ai lavori, come ha ribadito il governatore regionale Antonio Bassolino, per il quale lo sforzo istituzionale va nella direzione di smitizzare l’arte contemporanea per avvicinarla sempre più al pubblico e farla entrare nell’immaginario popolare. Un’arte, cioè, come emozione accessibile a tutti.
E, se proprio continuaste a non capirci niente, non disperate: nisciuno è nato ‘mparato e questo una Madre lo sa benissimo… (a. p.)

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Vedi subito gli spot del Madre

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4 Commenti

  1. visto che “nisciuno nasce imparatO” al MADRE non sarebbe male trovare una semplice etichetta per le installazioni al primo piano con una semplicissima didascalia dell’opera (come molti sanno, il titolo nell’arte contemporanea ha un certo peso) e con scritto il nome dell’autore, altrimenti il boh resta boh…non per tutti, ma per moltissimi, molto bello il museo comunque vale davvero più di una visita

  2. Il museo è davvero bello ma bisognerebbe davvero lasciare un po di spiegazioni in giro per le opere, o vgliamo che l’arte contemporanea resti di elite?
    alle mostre curate da Francesco Bonami ci sono sempre spiegazioni x ogni opera scritte anche su banali A4 bianchi! non ci vuole poi molto!

  3. Ora c’è ne sono addirittura due che sono in gentil tenzone!Speriamo che anche l’accademia si dia da fare!Poi abbiamo l’ultimo piano e il pianterreno del museo di capodimonte!le opere nel metro giallo!Credo che sempre più si avra’ un effetto trascinamento-

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