-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Un po’ mostra, un po’ reality show. Fin qui, nulla di speciale, siamo ormai abituati a situazioni ben più eccentriche, a commistioni ben più esasperate. Ma è il premio riservato al vincitore della tenzone, a far saltare sulla sedia. Siamo a New York, la galleria è la Whitebox di Chelsea, che per una settimana –dal 24 al 29 aprile – ha allestito una sorta di “grande Fratello” artistico, segregando letteralmente otto artisti stranieri nelle sale della galleria, e chiedendo loro di realizzare un’opera con i minimali oggetti messi a disposizione, un materasso, sulla sedia pieghevole, un taccuino e due penne. Alla fine una giuria ha decretato il vincitore… ah, si diceva del premio: un permesso di soggiorno – sì, proprio la famosa green card! – per meriti artistici, rilasciato dal dipartimento dell’immigrazione del governo americano. Gli otto partecipanti ad Asylum NYC, tutti per vari motivi a rischio di espulsione dagli USA, provenienti da Serbia, Brasile, Germania, Giappone, Nigeria, Polonia, Colombia, Venezuela e Ucraina, hanno a loro volta superato una selezione che vedeva in corsa 235 artisti di 43 paesi diversi. Restiamo in attesa di conoscere il nome del fortunato vincitore…
[exibart]








ottima idea. praticamente, cinico tv + grande fratello