16 maggio 2006

Who Loves Abruzzo? Il randello di Flash Art, il fioretto di Segno

 

di

Una battaglia campale dell’editoria artistica italiana – chi l’avrebbe mai detto! – passa dall’Abruzzo. Dove la mostra I Love Abruzzo – dall’8 al 23 aprile scorso al mercato ortofrutticolo di Pescara – innesca un botta e risposta, dai toni assai diversi, fra due storiche riviste italiane, Flash Art e Segno. Comincia il bimestrale milanese, che nella sua newsletter offre una “colorita” presentazione della mostra, con grossolani giudizi sui critici che hanno operato negli Abruzzi, scambiando la franchezza con la volgarità e il qualunquismo, peraltro su posizioni che sarebbero indifendibili, se solo avessero un minimo di credibilità.

I Love Abruzzo, la grande mostra che si terrà al mercato ortofrutticolo di Pescara dall’8 al 23 aprile è il risultato di una scelta che nasce dalla collaborazione coordinata di due giovani curatori e operatori culturali (Arianna Rosica e Massimiliano Scuderi), e una critica emergente (Veronica Valentini)” – si legge nella newsletter, che peraltro si dimentica di specificare che Arianna Rosica lavora a Flash Art come responsabile della pubblicità, una vera tuttofare… – . “Occhi nuovi e attenti alla contemporaneità, per una visione nuova dell’arte. I tre curatori, dopo un attento monitoraggio del territorio, delle sue istanze culturali e degli artisti che operano o gravitano nella regione, hanno selezionato 25 artisti giovani e giovanissimi che testimoniano le nuove ricerche e prospettive dell’arte in Abruzzo. I Love Abruzzo è la mostra che intende ribaltare le vecchie concezioni, statiche e polverose (per fortuna ora in estinzione o emarginate), tanto sponsorizzate e declamate dalla vecchia guardia locale e localistica (come Adriana Martino, Lucia Spadano, Umberto Sala) che, a nostro avviso, avevano contribuito a dare un’immagine statica e obsoleta dell’arte della regione. Per fortuna, e facendo scongiuri contro chi sparge veleni a proposito della mostra (i tre di cui sopra e altri si stanno sbracciando e agitando, come sempre, per boicottare l’iniziativa) e della nuova arte abruzzese, questa rassegna dimostra che l’Abruzzo è una regione vitalissima e operante a un livello qualitativo di tutto rispetto: basterebbe la lista delle gallerie e iniziative a testimoniare l’alto livello di ricerca di un territorio: Cesare Manzo, Rizziero, Vistamare, (e la new entry, Contemporanea, sperando che non deluda), oltre ad iniziative storiche ormai mitiche come Fuori Uso e il Museo Laboratorio di Città S. Angelo: una lista che oscura tante regioni italiane (es. Veneto, Trentino, Marche, Puglia, Sicilia, Sardegna, Umbria, Basilicata, ecc.). Speriamo che questa mostra possa rappresentare la prima di una serie di iniziative sull’arte di oggi, e che le amministrazioni locali possano individuare le forze nuove ed emergenti su cui fare affidamento e a cui affidare la nuova immagine dell’Abruzzo vincente dell’arte. E questa iniziativa vuole rappresentare la speranza di allontanare dall’Abruzzo tutti i dilettanti e mestatori dell’arte di ieri e di oggi, sempre così prolifici in tutte le province del mondo”.

Che dire? Lasciamo ai lettori le considerazioni. Certo, registriamo come una novità questa superiorità – quanto a vitalità artistica – dell’Abruzzo rispetto a regioni come il Veneto (con buona pace delle varie Biennali di Venezia, Guggenheim, Palazzo Grassi, Bevilacqua La Masa, Querini Stampalia, Palazzo Forti, o di gallerie come Studio La Città, Scudo, Contini, Perugi, Capricorno e molto, molto altro) o il Trentino (pollice verso per Mart, Civica di Trento, Museion, KunstMerano e –anche qui- molto, molto altro). Ma se lo scrive la “prima rivista d’arte in Italia e in Europa”, c’è da crederci, no?

A stretto giro di web, giunge la replica della rivista Segno, direttamente chiamata in causa nelle persone di Lucia Spadano (direttrice) e Umberto Sala (Editore).
A margine degli attacchi operati nei nostri diretti confronti” – si legge nella pacata ma decisa risposta – , “ma anche di altri operatori “obsoleti” della regione, dal signor Politi, editore di FlashArt e organizzatore della mostra d’arte “I love Abruzzo” (della cui corresponsabilità Cesare Manzo ed Enzo De Leonibus si sono resi fervidi complici, alla ricerca di reciproci vantaggi economici e non certamente culturali!), è utile fare osservare che non basterebbero cento pagine della nostra rivista per ricordare quanto in trenta anni abbiamo dedicato all’Abruzzo, agli artisti e operatori culturali!
Il signor Politi solo ora rivendica un interesse per artisti come Di Blasio e Del Greco, ma durante la loro vita non ha mai speso un servizio in loro favore, pubblicando brevi notizie (da lui stesso definite peccati innocui e innocenti), perché su “FlashArt” nulla è casuale e nulla è concesso… se non ci sono sostanziosi interventi e sponsor economici….
Solo ora fa comodo al signor Politi richiamare il “genius loci” e la transavanguardia di Achille Bonito Oliva, del quale, in risposta ad un lettore (FlashArt 1998) ha così sentenziato: “… non dica anche lei che la Transavanguardia è invenzione di Achille Bonito Oliva: sono le fole del nonno, queste. Se fosse vero, perché dopo la Transavanguardia non ha combinato più nulla?… Se Achille fosse quel taumaturgo che lei ritiene, perché non ha combinato nulla prima e dopo?”
Il disprezzo del signor Politi, sempre più esteso verso operatori nazionali, critici e storici dell’arte (tra i quali Danilo Eccher, Philippe Daverio… nostri cari amici ed estimatori), è pari al suo cinismo politico allorquando, in margine ad un Premio Michetti da lui organizzato in Abruzzo nell’estate 2000, ha avuto vergogna di essere italiano e di trovarsi in quel luogo con politici locali, dileggiando successivamente il senatore Viserta inconsapevole e ingenuo complice delle sue ambizioni di affarista e manager in Abruzzo. A tal fine invoca ora il nome di Ottaviano Del Turco, proprio lui dichiaratamente all’opposizione e contro l’Ulivo, che vota Bossi e Berlusconi e ama il costume “national”, cercando furbescamente nelle forze politiche local e aziendali la complicità per i suoi affari di puro interesse economico, presumendo di dettar legge su mostre e musei, critici e operatori.
Il signor Politi inneggia a qualche nuova e inutile rivista finanziata con denaro pubblico, ma dileggia quelle che “culturalmente” lo hanno ormai spodestato dal suo presunto autocelebrato predominio italiano ed europeo.
Il signor Politi, alle soglie dei suoi 70 anni, ha forse ancora qualche piatto di pasta da gustare (…ottima la De Cecco) con giovani commensali da lui promossi a curatori… di una presunta mensa, ma eredi di un menu già alla frutta…
”.

Agli abruzzesi l’ardua sentenza. Noi ci limitiamo a riportare ai lettori l’alterco, nella convinzione però che a certe surreali fanfare sarebbe più sano non rispondere affatto…

[exibart]

11 Commenti

  1. da sempre GianGaucho Pelati oscura e promuove a suo interesse non facendo informazione ma operando dietro le quinte a suo esclusivo interesse e dei suoi servi.
    Ciò che sorregge questo poveretto è la sua inguaribile megalomania supportata da un cinismo da frustrato provinciale adoratore del potere qualunque sia.
    la sua rivista è un’orribile accozzaglia di articoli pilotati e sondaggi truccati, fatti tra un migliaio di collaterali.
    chi ci vuole scrivere dentro si contrassegna
    per un’oppurtunismo disgustoso condito da grevi dosi di analfabetismo di ritorno:
    quante volte abbiamo visto neo redattori stroncare a destra e manca seguendo i desideri del capo?
    onore a “Segno” e a tutte le riviste alternative a questa letterale merdra!

  2. Dear Mr. Politi,
    I simply can’t believe that you still call your deplorable creature “The World’s Leading Art Magazine”. I assure you that intelligent art people certainly don’t read it. Ever.

  3. due grandi scuole di pensiero…
    hanno dato tanto all’italia e al mondo.
    bonami ,di pietrantonio, gioni..per citarne alcuni… who loves italy?

  4. Flash Art era tanto impegnata a randellare…che nella sua newsletter ha scordato di ricordare l’esistenza in Abruzzo della galleria Piziarte ( www. piziarte.net)di Teramo che pur era presente nel numerro della rivista dedicato all’arte emergente in Abruzzo. Forse che arte è solo quella che si mette in mostra a Pescara?

  5. senza entrare in merito alle faide, credo veramente la cosa piu’ grave e’ continuare a parlare di arte per regioni e fare questi focus parzialil e anacronistici…veramente non esisite l’artista abruzzose o quello milanese…le geografie sono ridisegante e tutte da inventare, non esistono piu’ le nazioni e gli stati…figuriamoci le reginoni! veramente mi stupisce questo modo di fare critica e informazione!

  6. NON sono nessuno e non partecipo alle penose dia-
    tribe di cui…Mi limito a sottolineare che tutto
    questo rumore è proprio PER NULLA, o forse per un
    nonnulla, VISTO CHE risiedo a non molti km da Pescara e dal confine con l’AbRuZZO E QUI NESSUNO si sogna di saperne di tutti questi puliti, politi, vistemari, e GORBELLI VARI.
    MA DIAMOCI UN CONTEGNO………….no comment.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui