-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Siete critici rampanti? Avete sotto mano un curriculum vitae aggiornato? Questa potrebbe essere l’occasione che aspettavate! “Sophie Calle, artista scelta per rappresentare la Francia alla 52a Biennale di Venezia, ricerca persona entusiasta che possa svolgere la funzione di commissario dell’esposizione. Richieste referenze e inglese corrente. Retribuzione da pattuire. Inviare CV e lettera di presentazione all’indirizzo: scbiennale@galerieperrotin.com“. Rileggete pure, non si tratta di un abbaglio. L’annuncio – simile a quelli con cui si cerca una casa in affitto, o un lavoro part-time – è stato pubblicato sui quotidiani francesi venerdì 9 giugno, come informa Le Monde. E non c’è neanche tanto da stupirsi, visto che Sophie Calle – artista concettuale che utilizza nei suoi lavori la fotografia, la parole, l’installazione, il cinema – è abituata a fare della sua vita privata una forma d’arte. Inizialmente l’artista aveva chiesto all’YBA boy Damien Hirst di curare il padiglione, ricevendone un rifiuto. Quanto in seguito qualcuno le ha chiesto chi sarebbe stato il suo commissario per Venezia, nell’estate 2007, la Calle si è trovata spiazzata, ed un amico allora le ha consigliato – scherzosamente – di mettere un annuncio sui giornali. Detto fatto!
[exibart]










che bella che è!
Bella e inutile… come il suo lavoro!
Bravo Damien!!
Mi ricordo di lei quando seguì una persona per mesi, e ogni giorno pubblicava il resoconto su un quotidiano locale francese.
Altro che invasione della privacy! Infatti mi sa che sia stata denunciata.
ilpontormo
non solo l’idea è interessante,ma potrebbe far nascere una nuova tendenza…..per quello che mi riguarda,nella mia infinitesimale vita d’artista,ho delegato già da tempo ai miei due Maremmani l’arduo compito,visto che non è mai chiaro cosa conviene fare :
1 – pagare zitto zitto la tariffa proposta dal critico “già noto” (sono sempre più simili ai notai.
2 – pagare la pizza al giovane critico sconosciuto.
3 – Spacciare per critico la propria avvenente fidanzata e pagarla in natura.
4 – rivolgersi ad un’intera scolaresca di bambini per farsi criticare le opere (sicuramente la scelta migliore di gran lunga)
5 – fare come me……
inutile è l’ignoranza che dimostrate parlando di una grande artista in questo modo.
ma che vi iscrivete a fare in un sito d’arte se poi dovete sparare sentenze nell’inconsapevolezza più totale!
mah….
la bellezza non è mai inutile, topo grigio